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Consiglio Comunale 22 luglio 2013. Il Piano triennale delle opere pubbliche e le aliquote IMU

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Consiglio Comunale 22 luglio 2013. Il Piano triennale delle opere pubbliche e le aliquote IMU

30 milioni di investimenti: dalla manutenzione al Petrarca, dal campo scuole alle casse di espansione

 

Interrogazioni

 La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Luigi Scatizzi sul tema della chirurgia. “Il primario Sbrana è tornato negli Stati Uniti, come noto, ma sembrava potesse proseguire una sua partnership con il San Donato sulla base di una convenzione che non abbiamo mai visto e che non si è mai realizzata. La chirurgia aretina è stata portata all'avanguardia con la robotica e i molti fondi raccolti dal Calcit. Un suo declassamento oggi risulterebbe dunque un aspetto molto negativo. L'arrivo del professor Ceccarelli era certamente un fatto positivo ma il nuovo primario ha dovuto scontare una situazione complessa per la prosecuzione dell'aspettativa di Sbrana e la previsione di un concorso solo fra 8 mesi. Tutto ciò ha portato Ceccarelli alle dimissioni. È necessario porre fine all'incertezza come chiedono cittadini e pazienti. L’assessore si faccia portavoce di un concorso celere e trasparente”.

Roberto Bardelli ha sottolineato come “Siena e il suo policlinico stanno trasformandoci in cittadini di serie B: reparti aboliti, pronto soccorso al collasso, mancanza di personale sanitario, posti letto diminuiti. Ora, la doccia fredda dalla chirurgia robotica che crea un pericoloso impasse sanitario. Il robot era stato una conquista del Calcit. Poi si paventa la prospettiva che Sansepolcro, Bibbiena e Fratta si trasformino in poliambulatori territoriali privi di reparti specialistici. Arezzo seguirà tutta la provincia con un rischio di emergenza sanitaria alle porte. Una misura scandalosa, senza logica e presa a Firenze senza consultare nessuno. Sindaco è stato mai interpellato e che ne pensa dell'evolversi della situazione?”.

L'assessore Marcello Caremani ha sottolineato come prima considerazione che “il progetto robotica è stato di così ampio respiro che ha reso il nostro ospedale uno dei migliori della Toscana. L'arrivo di Sbrana aveva davvero proiettato Arezzo in una situazione internazionale. So che l'accordo sulla sua aspettativa scadeva a giugno, così alla fine del mese Sbrana ha definitivamente optato per Chicago. Quindi non c'è alcun prolungamento. Il progetto era di collocare un nuovo professionista di livello ed è stato individuato un allievo di Casciola, ovvero Graziano Ceccarelli. Il problema è nato quando quest’ultimo ha scelto di tornare a Spoleto dove ci sono la sua vita, la sua professione e la sua famiglia. Il concorso a questo punto dovrà attendere alcuni mesi perché è il tempo che il ministero della sanità si prende per redigere l'elenco dei primari che potranno occupare determinati posti. Discuterò con Enrico Desideri di ogni aspetto, nel frattempo abbiamo un primario non robotico proveniente dal Casentino ma non per questo meno motivato o capace. Sono d'accordo che i piccoli ospedali non diventino poliambulatori ma il Direttore Generale sta lavorando perché siano trasformati in punti di eccellenza per determinate patologie o reparti. La Regione sta andando avanti ma chiederemo un atteggiamento giusto che renda merito al lavoro di 40 anni che ha trasformato il nostro ospedale e la nostra realtà in un comparto sanitario di alto livello”.

Due le interrogazioni di Roberto Barone sulla raccolta porta a porta: “da anni esiste il servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio, che oggi può essere attivato anche on line. Il servizio era svolto da Aisa in 3-4 giorni ma ultimamente la tempistica è aumentata con tempi medi di 10 giorni. Quali sono i motivi? Disorganizzazione o è stata una scelta condivisa?”.

Inoltre: “da due mesi funziona la raccolta differenziata porta a porta sull'asse Olmo-Rigutino. Riguarda imballaggi, lattine, carte e indifferenziati non riciclabili. Per gli organici e il vetro c'erano ancora i cassonetti stradali. Ora per la raccolta degli organici ci sono dei bidoncini assolutamente insufficienti per raccogliere sfalci e potature. Ho telefonato ad Aisa e ho appreso che è stato attivato un servizio di prenotazione telefonica per le utenze domestiche. Se si tratta di fogliame ed erba l'utente dove usare sacchi trasparenti mentre quanto raccolto in fascine va lasciato davanti a casa. Valutata positivamente l'attivazione di questo servizio chiedo di conoscere perché non si provvede a comunicarne tempi e modalità ai cittadini interessati. Io li ho conosciuti telefonando privatamente”.

Gianni Mori ha presentato un’interrogazione sulla vicenda giudiziaria dell’inceneritore di Falascaia in provincia di Lucca e sui possibili collegamenti con l’impianto aretino di San Zeno. Di questa interrogazione, presentata insieme a Tulli, Barone, Farsetti e Bianchi diamo ampia sintesi in altro comunicato. Così come della risposta del Sindaco Giuseppe Fanfani.

Alessio Mattesini: “si paventa l'incremento del 20-30% delle tariffe sui rifiuti. E si dice che l'inceneritore ad Arezzo non verrà fatto perchè va bene quello che già c'è. Lo abbiamo letto sui giornali dalle dichiarazioni di Dringoli. Come si intende raggiungere il parametro del 65% di raccolta differenziata che Progetto Sei ha praticamente imposto? Lo sanno i cittadini di Arezzo a cosa andranno incontro in termini tariffari?”.

Il Sindaco Fanfani: “credo che sui rifiuti ci dovreste dire grazie. E comincio da lontano. Da prima di me quando venne bandita una gara a cui aveva partecipato un soggetto privato. Io, dopo l'insediamento, chiesi che questa gara venisse annullata. Ne è venuta fuori una causa nella quale la magistratura amministrativa ha dato ragione al Comune di Arezzo perché impianti e gestioni non potevano essere messi a gara assieme ma scorporati. La sentenza però aggiunge che siccome i partecipanti alla gara avevano fondato la loro partecipazione confidando sulla sua legittimità, l'amministrazione doveva ripagarli anche in termini di utili non riscossi.

Secondo passaggio: lo scorporo della scissione tra Aisa e Aisa impianti. Perché Aisa, dovendo conferire l'azienda nel nuovo soggetto rimarrà una società con un portafoglio e un compito di gestione della partecipazione a Progetto Sei, cosa comunque non semplice. Queste due considerazioni compongono il quadro di riferimento.

Adesso da Marina di Grosseto a Sestino avremo un gestore unico. Nel bando di gara è previsto che entro il 31 luglio tutte le società, anche Aisa, conferiscano le loro aziende in blocco. Poi è previsto che fino al 2017 continui a operare l'inceneritore attuale e che appena verrà presentato e autorizzato il progetto di nuovo, l'inceneritore futuro dovrebbe essere trasferito a Progetto Sei. Lo dico in modo chiaro: io e questa amministrazione non vogliamo fare un secondo inceneritore. Sarebbe solo un aggravamento ambientale e l'impatto sulle tariffe sarebbe davvero consistente. Mente già la Tares sarà una patrimoniale pesantissima su tutti i cittadini”.

Daniele Farsetti: “il sistema fognario di raccolta di acque mostra limiti impressionanti a ogni evento atmosferico. I temporali estivi sono sempre esistiti perciò ci chiediamo a che sia servito impegnare 140.000 euro per la pulizia della caditoie stradali. Quali azioni intende intraprendere realmente l'amministrazione per risolvere il problema?”.

Anche Luigi Scatizzi ha chiesto la stessa cosa aggiungendo: “bisogna tenere presente il deflusso delle acque piovane nella zona dell'ospedale, in particolare l'accesso diventa un laghetto”.

“Il problema sorge quando scaricano 50 mm di acqua in breve tempo – ha replicato l'assessore Franco Dringoli. Detto questo, i 140.000 euro servono per adempiere a una competenza che è comunale. Sull'ospedale possono esserci situazioni esterne e temporanee di allagamento ma abbiamo fatto un intervento significativo di messa in sicurezza della struttura”.

Alessandro Ghinelli: “l'aeroporto soffre di eccessive spese e la società antincendio ha paventato che da ottobre non potrà più svolgere il suo servizio. La struttura tornerebbe a essere di carattere solo locale. I costi antincendio non credo siano insostenibili. Sarebbe opportuno che gli enti pubblici si facessero promotori di un consorzio che reperisca le risorse per garantire il sistema. Proprio in un periodo come questo, di crisi, sarebbe un bel segnale”.

Roberto Ruzzi ha lamentato l'insicurezza di via Tarlati, “unica via di circonvallazione con un volume di traffico notevole. Necessita grande attenzione almeno per gli attraversamenti pedonali e i tempi necessari a realizzarli”.

Fabrizio Piervenenzi ha sollevato una serie di problematiche dell'asse viario che va dal parcheggio Mecenate alla stazione: “dopo tante piazze e vie del cosiddetto centro commerciale naturale, recuperate esteticamente e urbanisticamente per favorire la loro fruizione e lo svolgimento di momenti di incontro, viale Michelangelo e viale Mecenate non sono stati coinvolti. Anzi, si registrano, in questo asse stradale che funge da arteria di collegamento tra ferrovia, autostazione e un'area di sosta sulla quale è stato fatto un importante investimento, perdite idriche e toppe di asfalto quali interventi meramente riparatori. I marciapiedi presentano rischi di cadute e lo stato di illuminazione è insufficiente a dare un accettabile senso di sicurezza. Ci sono in programma interventi su queste vie e l'impegno ad affrontare a breve almeno il problema dell'illuminazione? I giardini infine si sono trasformati in bivacco di persone moleste, se non aggressive, in area di spaccio. Si potrebbe verificare la possibilità di collaborare con il quartiere di Porta Santo Spirito per dare un presidio maggiore che garantisca il legittimo godimento di un'area verde pubblica?”. Soddisfazione da parte dell'interrogante per l'impegno dell'assessore Franco Dringoli a farsi carico di questi problemi.

Roberto Bardelli ha chiesto poi che fine ha fatto il progetto Piuss del polo del digitale, “l'amministrazione ci si crede ancora?”.

Franco Dringoli ha sottolineato che “è l'unico intervento dei 20 del Piuss che deve ancora partire per motivi di fallimento dell'impresa che si era giudicato il progetto. Lavoriamo affinché la cosa si risolva il prima possibile”.

Luigi Scatizzi ha chiesto perché “in tre anni non è stato realizzato un marciapiede a Policiano previsto nel progetto discorso partecipativo 'Io conto' e per il quale è stata già impegnata la spesa”.

Dringoli ha risposto che l'intervento partirà “tra fine anno e inizio del prossimo anno. Dovevamo superare la frammentazione esistente delle proprietà private”.

Due ulteriori interrogazioni di Daniele Farsetti: “uno degli organismi meno conosciuto della macchina comunale è l'Organismo indipendente dei valutazione che deve essere costituito dice la legge 'senza oneri ulteriori per la pubblica amministrazione'. L'organo misura le performance degli uffici e dei dirigenti. Il futuro presidente di questo organismo costerà invece al Comune di Arezzo 10.000 euro annui. Il 4 luglio si è chiuso il bando. Il direttore operativo e il segretario generale hanno scelto il candidato. Le modalità di selezione erano discrezionali, facevano riferimento perfino alle 'caratteristiche personali': chi è stato nominato? E quanto senso ha che chi deve essere controllato sceglie invece il suo controllore?”.

Seconda interrogazione su Artel, “una società pubblica e di servizi che applica tecnologie innovative nei servizi telematici. La società è da considerarsi attiva e operante. Il 12 luglio si è svolto in Confindustria un incontro sui modelli digitali e l'editoria on line al quale ha partecipato come direttore marketing di Cloud Italia colui che è anche amministratore delegato di Artel. Sono incarichi compatibili vista l'affinità dei campi di intervento delle due società?”.

Gianni Cantaloni ha sottolineato come i “residenti e commercianti della parte di via Cavour che va da piazza San Francesco a Corso Italia chiedono di verificare il potenziamento dell'illuminazione pubblica presente: è una esigenza dettata da maggiore visibilità per le attività commerciali e motivi di sicurezza specie nei mesi invernali quando in questo tratto di centro storico vi transitano anche persone che tolgono tranquillità ai frequentatori. Non è una strada qualsiasi visto che vi stazione la Fiera Antiquaria che vi colloca, giustamente, un numero di banchi importante”.

Lucio Bianchi ha chiesto “quali sono i motivi per cui ancora non si è formalizzata l'adesione al Paes, ovvero il piano d'azione per l'energia sostenibile, che dovrebbe rispondere alle esigenze di riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel nostro territorio. Una richiesta che ci viene dall'Unione Europea”.

L'assessore all'ambiente Paolo Fulini ha risposto che “lo sviluppo del Paese vincola le amministrazioni future a determinate politiche energetiche. Sto lavorando al piano energetico comunale, uno capitoli del Paess, e sul terreno su cui dovrà poggiare quest'ultimo. La lentezza dell'adesione a questo patto è dovuta alla necessità di fare opportune valutazioni su una scelta davvero strategica”.

Chiusura di Roberto Bardelli: “si è svolto in Provincia su iniziativa di alcune associazioni, tra cui le cattoliche Acli, un incontro sul Venezuela con la presenza dell'ambasciatore in Italia e avente per oggetto l'esperienza dei 10 anni di Chavez. L'incontro non è stato obiettivo. Le moltissime voci critiche su Ugo Chavez non erano rappresentate. Nessuno dei presenti ha ricordato le ombre di questa esperienza politica, caratterizzata da censure, bande paramilitari e alleanze internazionali con le famose 'democrazie' di Cina e Iran. La giornata si è svolta con l'avallo ufficiale delle istituzioni cittadine e l'assessore Stefania Magi ha fatto mostra di sorriso e fascia tricolore. L'amministrazione comunale è allora favorevole alle censure, alle bande paramilitari, ai dittatori sudamericani e alle loro corti dei miracoli?”.

 

Il Piano triennale delle opere pubbliche

Nuovo campo scuola, Foresteria dell'atleta, restauro degli spazi interni della Fortezza, Logge del Grano, palazzo di Fraternita, teatro Petrarca, prima cassa di espansione sul Castro. Opere per oltre 30 milioni di euro e che rappresentano gli elementi cardine del Piano triennale degli investimenti illustrato stamani dall'assessore Franco Dringoli.

“Un piano che tiene conto delle difficoltà della finanza locale – ha detto Dringoli. Parteciperemo ai vari bandi di finanziamento. Prioritaria sarà la manutenzione e cioè la prima “opera pubblica”: strade, immobili, verde pubblico. Interventi anche nelle aree produttive e in particolare Pratacci”.

Dringoli ha annunciato l'accentramento di uffici comunali in piazza Amintore Fanfani nonchè lo sviluppo del fotovoltaico in scuole e palazzi pubblici.

Bardelli (PdL): “questo non è un piano dimesso. Più semplicemente non è un piano. Non c'è logica politica nell'amministrazione della città. Negli ultimi sette anni Arezzo è andata progressivamente decadendo, Non vedo un futuro dietro questo Piano triennale”.

Bianchi (M5S): “chiedo chiarimenti sul futuro dell'acquedotto vasariano e Porta Trento e Trieste”.

Mattesini (PdL): “la metà degli investimenti annunciati è il frutto dell'iniziativa privata. Chiedo interventi straordinari di manutenzione delle scuole

Ghinelli (PdL): “una quota consistente delle risorse è stata destinata alla viabilità: Rinnovo la richiesta del Piano urbano della mobilità. Condivido la messa in sicurezza della Fortezza ma vorrei capire quale progetto esiste per le sue funzioni. Per quanto riguarda le fognature, abbiamo un contratto di servizio con il gestore del ciclo idrico e dobbiamo aver presente che buona parte dei problemi deriva dall'urbanizzazione. Bisogna andare ad un ammodernamento delle fognature e questo è un compito di Nuove Acque”.

Roberto Barone (IdV), tra gli altri temi, ha evidenziato il mancato funzionamento dell'ascensore interno al palazzo comunale che rende problematico l'accesso al palazzo stesso da parte delle persone con disabilità. Ed ha confermato la centralità della manutenzione.

Andrea Lanzi (Pd) ha apprezzato l'insieme delle opere presentate da Dringoli ed ha ricordato che il modello di “città diffusa” non è stato certo portato avanti da questa amministrazione

Il Piano è stato approvato con 20 voti a favore, 3 contrari e 5 astenuti


Imu, le aliquote approvate dal Consiglio Comunale. 

 La relazione del Vice Sindaco Gasperini e gli interventi in aula. Approvato l'emendamento Tulli. Il Consiglio Comunale ha approvato le delibere inerenti le aliquote Imu:

  • Lo 0,40 si applica alle case di proprietà di anziani o disabili che acquisiscano residenza in istituti e a condizione che la stessa non risulti locata.
  • Lo 0,60 a abitazioni signorili, ville e castelli.
  • Lo 0,87 ad alberghi e pensioni.
  • Lo 0,89 agli immobili concessi in comodato gratuito a parente di primo grado in linea retta che la usa quale abitazione principale.
  • Lo 0,89 agli immobili concessi in locazione a titolo di abitazione principale del locatario
  • Lo 1,06 a banche, assicurazioni, aree fabbricabili, case di cura e ospedali privati

Il vice Sindaco e assessore al bilancio Stefano Gasperini ha affermato che siamo di fronte a “scelte che comportano la riduzione dell’Imu sulle seconde case qualora siano date in comodato dai genitori ai figli o viceversa: un risparmio complessivo per i cittadini di circa 240mila euro. Riduzione che sarà finanziata dall’incremento dell’aliquota per gli edifici d5 (banche e assicurazioni) a1, a8, a9 (abitazione principale di lusso) e aree edificabili.

Sintesi del dibattito consiliare

Marco Tulli (Sel) ha proposto di innalzare allo 1,06, cioè il massimo, l’aliquota Imu da applicare alle cliniche private. L’incremento di gettito così ottenuto “andrebbe dirottato verso la spesa del settore sociale, in particolare la prestazione di servizi”. Un’altra  proposta, avente ancora per oggetto l’Imu, era quella di  “diminuire l’attuale aliquota dallo 0,99 allo 0,80 a coloro che, in possesso di una seconda casa, consegnano al Comune copia del contratto di affitto e di portare, dopo un tempo congruo, l’aliquota per le seconde case allo 1,06. Questo porterebbe, in una situazione di crisi in cui molti non possono assolutamente permettersi di comprare una casa, a una calmierazione degli affitti”.

Roberto Barone (IdV) ha proposto di ridurre l’aliquota Imu dallo 0,89 allo 0,86 per cento nel caso di appartamenti concessi in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado, ad esempio dal padre al figlio. “Proposta già avanzata da me nel settembre dell’anno scorso, quando non venne accolta. Questa volta la Giunta ha recepito quella richiesta, ma applicando la stessa aliquota che riconosce alle case affittate”. Inoltre Barone ha proposto di ridurre l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef per le fasce di reddito da 0 a 15.000 euro, dallo 0,45 allo 0,40 per cento.

Alessio  Mattesini (PdL) si è anch'egli soffermato sull'Imu non solo per le famiglie ma anche per le aree produttive e per gli alberghi. Con condivido poi la scelta di portare in una  sola seduta di Consiglio comunale una serie di pratiche centrali per la vita dell'Ente.

Luca Stella (PdL) ha contestato l'insieme delle proposte della Giunta su Imu, Tares e bilancio annunciando il voto contrario su tutte e tre le pratiche.

Gianfrancesco Chiericoni ha giudicato positiva la proposta di sostenere chi affitta case ma si è espresso contrario a forme di penalizzazione per chi non affitta.

Luigi Scatizzi (Popolari per Arezzo) ha dichiarato di condividere l'emendamento Tulli sulla riduzione dell'Imu per chi affitta. “E' una proposta in grado di favorire le giovani coppie”. Ha chiesto anche una riduzione dell'Imu per le aree fabbricali nelle aree complesse d'intervento.

Pilade Nofri (PD) ha espresso perplessità sulla concreta applicabilità della proposta di ridurre l'Imu a chi affitta. “Arezzo ha meno di 100mila abitanti ma una disponibilità abitativa per 130mila.

Daniele Farsetti (M5S): “le aliquote Imu proposte non sono basse e scontano le difficoltà di far quadrare il bilancio comunale. La proposta di ememdamento Tulli ha anche un valore etico: la casa ha un grande valore sociale e va dato un contributo a chi la utilizza non per fini speculativi ma sociali”.

Cinzia Scartoni (Pd) ha chiesto di dare mandato alla Commissione Bilancio di esaminare alcuni testi delle proposte di emendamenti. I testi saranno portati in esame nel corso della prima seduta utile.

Roberto Bardelli (PdL) ha chiesto cosa potrà accadere se il Governo abolirà l'Imu. I soldi verranno restituiti ai contribuenti?

Roberto Barone (IdV), con la condivisione del consigliere Farsetti, ha contestato il fatto che risorse disponibili per convenzioni sui lavori pubblici non ancora in atto non possano essere spostate per il parere negativo del dirigente competente. “Ci sono attività che possono essere sicuramente affidate a geometri, architetti e ingegneri dipendenti del Comune”.

Gianni Cantaloni (PdL): “mi preoccupa il balletto di cifre. Vorrei sapere quali sono le poste sulle quali possiamo far leva per realizzare ipotesi diverse”.

Il vice Sindaco Gasperini ha precisato che la discussione nella stessa seduta di Imu, Irpef e bilancio è dettata dalla “evidente contiguità dei tre temi. Non è possibile definire un bilancio senza aver fatto scelte sugli altri due argomenti”. Ha aggiunto che la Giunta non ha utilizzato l'Imu per far quadrare i conti. Se lo Stato decidesse di abolire l'Imu sulla prima casa, siamo in attesa degli orientamenti governativi. Per il Comune di Arezzo si tratterebbe di 5 milioni di euro.

L'assessore Dringoli ha chiarito, in risposta al consigliere Cantaloni, che la differenza di cifre emersa nel dibattito sulle prestazioni professionali esterne è relativa al capitolo del monitoraggio e sicurezza sismica negli edifici scolastici che sono circa 200.000 euro.

L'emendamento Tulli è stato approvato con 22 a favore, 2 contrari e 3 astenuti.

L'emendamento Barone è stato respinto con 5 voti a favore, 17 contrari e 5 astenuti

La pratica Imu è stata infine approvata con 20 voti a favore e 3  contrari.

Il Consiglio approva le aliquote addizionali Irpef

Il vice sindaco Gasperini ha illustrato la pratica relativa all'addizionale Irpef. Nel dibattito sono intervenuti Cinzia Scartoni che ha presentato un documento preparato e condiviso dalla Commissione bilancio che ha emendato l'iniziale proposta della Giunta. Quindi i consiglieri Luigi Scatizzi, Roberto Barone, Daniele Farsetti, Luca Stella, Alessio Mattesini e Roberto Bardelli.

L'emendamento Barone è stato respinto (3 i voti a favore). L'emendamento Scartoni è stato fatto proprio dal vice Sindaco Gasperini ed ecco le aliquote approvate stasera dal Consiglio comunale:

  • Redditi da 0 a 15.000 euro : 0,48
  • Da 15.001 a 28.000 euro    : 0,49
  • Da 28.001 a 55.000 euro    : 0,78
  • Da 55.001 a 75.000 euro    : 0,79
  • Oltre 75.000                          : 0,80

Fascia di esenzione fino a 13.500 euro

La pratica è stata quindi approvata con 22 voti a favore, 6 contrari e 1 non votante.

Tares, l’approvazione in Consiglio comunale

“Sulla Tares siamo in una fase transitoria in cui la competenza è in capo al Consiglio Comunale visto che non è operativo ancora il soggetto che gestirà la tariffa. Esso lo sarà a partire dal gennaio prossimo”. Così Franco Dringoli ha esordito per presentare la Tares, come noto distinta in una parte fissa e una parte variabile, articolata secondo l'utenza, domestica e non, e ridotta se si utilizzano i centri di raccolta e si adottano altri comportamenti virtuosi. Un'attenzione viene data ai nuclei familiari più numerosi.

La delibera sulla Tares è stata presa a seguito dell'approvazione del Piano finanziario di Aisa sul quale sono stati sollevati molti rilievi: per Daniele Farsetti “pare contraddittorio potenziare il porta a porta e destinare da parte dell'azienda risorse che paiono andare in direzione opposta. Potevamo introdurre questo nuovo balzello strutturando la tariffazione non come mera tassa, appena mitigata da palliativi che la giunta maschera da agevolazioni. Gli aretini continueranno a pagare un servizio caro e basato su un sistema di calcolo ottocentesco che parte da un assunto improponibile: non alimentiamo troppo la differenziata per alimentare invece l'inceneritore e fare cassa”. Sull'indennità di disagio ambientale, che andrà a confluire sulla tariffa, si è soffermato Alessio Mattesini che ha poi sottolineato come mai il “Comune non ha gestito direttamente la questione affidandola invece ad Aisa”. Per Roberto Barone “manca un ragionamento completo sullo scenario tariffario futuro che ci attende”. Per Luigi Scatizzi “se per Arezzo si prevedono investimenti per 1.500.000 euro non si capisce da dove provengano le risorse. Ma non ci sono investimenti sotto la voce comunicazione che in ambito di educazione ambientale è importante”. Considerazioni apprezzate da Marco Tulli. Luca Stella ha ricordato che “in commissione era rimasta in sospeso la questione dell'indennità di disagio ambientale e non mi risulta che questa sia stata puntualizzata. Per cui chiedo il ritiro della pratica”. Anche Alessandro Ghinelli ha “ricordato il discorso del Sindaco in commissione che lamentava la mancanza di dati e atti fondamentali per poter decidere in merito. Da quel giorno nulla è cambiato ma la pratica è qui”. “Sui rifiuti - ha chiosato Matteo Bracciali - posso dire che l'amministrazione comunale ha una coerenza di fondo che manca ad altri soggetti e ritengo che se s'insinua che l'amministrazione fosse a conoscenza di dipendenti Aisa manipolatori di dati, si compie un atto di forte sfiducia che sottende perfino un'idea di connivenza. Se la battaglia politica si fa su questo il partito democratico non è disponibile”.

“Il punto oggettivo da approfondire in commissione - ha replicato Franco Dringoli - era stato individuato solo nell'indennità di disagio ambientale, ovvero il sovrapprezzo che viene applicato ai rifiuti che vengono conferiti agli impianti. I proventi di questa 'Ida' che votiamo dentro la nostra tariffa, andranno a interventi di risanamento ambientale. E non è che gli investimenti previsti vanno ad influire su strategie di lungo termine, si parla di pochi mezzi e cassonetti e tutto riferito al solo 2013”.

 

L'invito di Ghinelli sulla delibera del Piano finanziario è stato di non partecipare al voto, accolto da Ruzzi, Barone, Tulli e Mori. Ancora polemica fra il capogruppo Pd Bracciali e il Sindaco da un parte e Barone, Tulli e Mori dall'altra sull'interrogazione della mattinata e il modo di leggere le vicende che hanno portato alla vittoria delle ultime elezioni amministrative e l'uscita dalla maggioranza dei tre gruppi Sel, Idv e Sinistra per Arezzo, avvenuta a seguito della rottura proprio sul tema dei rifiuti. Il Piano finanziario è stato approvato da 17 favorevoli su 20 presenti, 3 i contrari.

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