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In due giorni lo stesso treno ha accumulato 145 minuti di ritardo

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In due giorni lo stesso treno ha accumulato 145 minuti di ritardo

Nuovi disservizi sulla rete ferroviaria regionale. Mugnai a Ceccarelli: «Uno scivolone evitabile, se solo avesse letto la mia nota. Dov’era l’assessore quando la Regione dirottava i fondi del TPL sulla sanità?»

 

«Consiglio all’assessore Ceccarelli di iniziare ad utilizzare il treno per raggiungere quotidianamente Firenze da Arezzo. Così facendo, oltre a capire meglio i disagi dei pendolari, troverebbe il tempo necessario, anche in virtù dei sistematici ritardi, ad evitargli di fare scivoloni, come rispondere a comunicati senza aver neanche avuto cura di leggerli prima. Sì perché se avesse letto il mio comunicato di ieri si sarebbe accorto che si fa riferimento al disservizio sul regionale veloce in partenza alle 15:09 da Firenze su cui mi trovavo a viaggiare, mentre niente si dice dei problemi all’intercity cui l’assessore si riferisce. A proposito: lo stesso regionale veloce delle 15.09 che ieri ha registrato un ritardo di 85 minuti, anche oggi – ad onor di cronaca – è partito 20 minuti dopo l’orario previsto, è stato dirottato sulla linea lenta, si è fermato a S.Ellero in  mezzo ad una preoccupante e maleodorante nuvola di fumo - i freni?- per arrivare in Valdarno con un’ora di ritardo».

Questo il commento del consigliere regionale del Popolo della Libertà Stefano Mugnai alla replica dell’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli alle denunce dei quotidiani disservizi sulla tratta ferroviaria regionale Firenze – Arezzo.

«E a Ceccarelli che incolpa Berlusconi per i tagli ai trasferimenti alle Regioni, chiedendomi dove fossi allora, rispondo: in Regione, esattamente dov’era lui quando, anche grazie al suo voto, giusto un anno fa, la Giunta Regionale e la maggioranza di sinistra tolsero 45 milioni dal capitolo del trasporto pubblico locale per dirottarli sui bilanci mal messi delle asl nel dopo buco di Massa, per poi introdurre aumenti fino al 20% sui biglietti e abbonamenti. Il tutto a disagi e disservizi invariati, se non aumentati», conclude Mugnai.

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