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Sei anni di carcere a Isacco Landi, nove a Liori, otto a Massa

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Sei anni di carcere a Isacco Landi, nove a Liori, otto a Massa

Si è concluso con tre condanne, tra gli applausi in aula di una folta rappresentanza dei quasi mille dipendenti attualmente in cassa integrazione, il processo Agila / Eutelia

Si è concluso il processo per la bancarotta fraudolenta legata, dopo il crac del gruppo Eutelia (che gestiva in tutta Italia numerosi call center), alla distrazione di oltre 11 milioni di euro a favore della società Omega, tramite Agile

I giudici della quarta sezione penale del tribunale di Roma hanno inflitto 9 anni di reclusione ad Antonangelo Liori, già direttore de l’Unione Sarda ed ex dominus di Omega (Liori è già detenuto nel carcere di Buoncammino: sta scontando una condanna pari a 8 anni e 8 mesi per il crac di Star Plant e Agritec di Pula), 8 anni a Claudio Marcello Massa, ex amministratore di fatto di Agile e poi di Omega, e 6 anni a Isacco Landi, ex consigliere di amministrazione di Eutelia.

Gli imputati, che sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, per dieci anni non potranno rivestire ruoli nell’ambito di imprese commerciali. Il tribunale non ha fissato alcuna provvisionale a beneficio delle numerose parti civili ma, al di là del pagamento delle spese legali sostenute dai danneggiati, ha disposto che il risarcimento dei danni vada liquidato in separata sede.

Il 17 maggio scorso il pm Paolo Ielo aveva chiesto 10 anni di carcere per Massa e Liori e tre e mezzo per Landi (fratello di Samuele, l’ex presidente del cda di Agile nonchè ex amministratore di Eutelia, la cui posizione è stata stralciata da tempo), ritenuto tra i meno responsabili. La tesi dell’accusa è che la spoliazione di Agile sia avvenuta attraverso una serie di operazioni finanziarie dolose che sarebbero state portate a termine tramite Omega. Tutto sarebbe cominciato il 15 giugno del 2009 con la cessione del ramo IT (Information technology) da Eutelia, già in dissesto finanziario, ad Agile, controllata dalla prima, e con il trasferimento di Agile a Omega: nel contratto di cessione - stando alla procura - erano state rappresentate «condizioni false, che sovrastimavano le attività e sottostimavano le passività».

Il commento dei sindacati: "Nel processo penale relativo all'incredibile vicenda di Agile ex Eutelia, la Fiom-Cgil si era costituita parte civile assieme a più di mille lavoratori e lavoratrici del gruppo. È quindi con viva soddisfazione che abbiamo accolto la sentenza che ha condannato parte dei vertici aziendali per bancarotta fraudolenta".

 

Sono le prime dichiarazioni di parole di Roberta Turi e Fabrizio Potetti, rispettivamente responsabile del settore della Information and Communication Technology della segreteria nazionale della Fiom-Cgil e coordinatore nazionale Ict del sindacato. Grande soddisfazione dunque per la Fiom che vede riconosciuta l'illegittimità di coloro i quali avevano tentato di depredare l'azienda per scopi personali. Per la rappresentanza sindacale la sentenza "sancisce il principio secondo cui è del tutto illegittima la condotta di chi, giunto al vertice di un'impresa, non opera per il suo sviluppo ma, al contrario, agisce allo scopo di depredarla, distruggendo la sua capacità di produrre valore e finendo inevitabilmente per mettere sul lastrico migliaia di dipendenti". I due responsabili hanno poi concluso il loro intervento in merito alla delicata questione sottolineando che "questa è la prima volta che un Tribunale italiano ha accettato la costituzione di parte civile dei dipendenti in un processo per la bancarotta fraudolenta di un'azienda".

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