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Arezzo non dimentica

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Arezzo non dimentica

La commemorazione della strage di San Polo e la cerimonia per la liberazione di Arezzo. Il ricordo dei caduti alleati a Indicatore

 

La strage, la liberazione, l’omaggio agli alleati caduti. Arezzo non dimentica il drammatico luglio 1944. Le celebrazioni sono organizzate da Comune e Provincia insieme alla Confederazione provinciale tra le Associazioni Combattentistiche, il Comitato di Coordinamento tra le associazione d’Arma e l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea.

Domenica 14 luglio alle ore 10 a San Polo deposizione delle corone di alloro al cippo dei caduti presso Villa Gigliosi e al monumento ai caduti. Alle 10.30 ci sarà la messa presso il Santuario della Madonna di Giuncheto.

Martedì 16 luglio le cerimonie si spostano in città: alle ore 9 sarà deposta la corona di alloro al monumento situato al Cimitero di Arezzo che ricorda i 729 caduti.

Alle 9.30 al sacrario dei caduti di via dell’Anfiteatro, cerimonia dell’alzabandiera e deposizione della corona di alloro.

Alle 10 in piazza Poggio del Sole, presso il monumento alla Resistenza, deposizione di una corona d’alloro.

Alle 10.30 al cimitero del Commonwealth di Indicatore cerimonia in ricordo dei 1267 caduti alleati nella guerra di liberazione del territorio aretino (37 dei quali ignoti: 787 sono inglesi, 20 canadesi, 27 neozelandesi, 50 sudafricani, 387 indiani e 5 di altri paesi alleati), alla presenza dei sindaci dei Comuni della Provincia. Deposizione corona di alloro e solenne momento religioso officiato da don Santi Chioccioli.

Discorsi commemorativi del Sindaco Giuseppe Fanfani, del Presidente della Provincia Roberto Vasai, del Presidente della Comunità provinciale Indiana Singh Surinderm e del Presidente della Confederazione Associazioni combattentistiche Stefano Mangiavacchi.

Scheda strage San Polo

La strage di San Polo ci fu 14 luglio 1944, solo due giorni prima della liberazione di Arezzo.

La strage, costata la vita a 65 civili il 14 luglio 1944, era stata pianificata la sera prima, dal comando di stato maggiore del 274esimo reggimento granatieri dell'esercito tedesco, che stabilì di bruciare i corpi.

Fu un disertore tedesco, catturato dai nazisti, a rivelare che poco distante da San Polo d'Arezzo, in località Pietramala, c'erano dei soldati tedeschi catturati dai partigiani. In seguito alle sue rivelazioni, i prigionieri vennero liberati e contestualmente furono rastrellati i civili che vennero poi uccisi il 14 luglio del 1944.

 Nel corso delle udienze presso il Tribunale Militare di La Spezia, è emerso che solo 17 persone tra quelle massacrate erano presumibilmente partigiani. Gli altri erano civili, perfino bambini, vecchi e donne in avanzato stato di gravidanza. Non furono sottoposti ad alcun processo, non fu letta loro alcuna sentenza, furono assassinati alla presenza degli ufficiali dello stato maggiore

Le prime indagini scattarono il 16 luglio 1944, due soli giorni dopo le uccisioni: da parte degli investigatori alleati, che volevano arrivare a celebrare processi. Fu un parroco a dare i primi ragguagli, consentendo l'avvio del fascicolo dal quale ha attinto - 62 anni dopo - il tribunale militare della Spezia.

La sentenza del Tribunale di La Spezia ha assolto per non aver commesso il fatto  Herbert Hantschk, l’87enne ex tenente dell’esercito della Germania nazista imputato nel processo per la strage. La sentenza di assoluzione è stata confermata in appello.

Quella di San Polo è stata una delle molte stragi che si sono verificate nel comune di Arezzo. Complessivamente sono state 254 le vittime per rappresaglie nazifasciste.  Il 6 luglio a San Leo (4 caduti), il 24 giugno a Palazzo del Pero (10), il 6 luglio al Mulinaccio (15), il 10 luglio a Badicore (13), l’11 luglio a Staggiano, Villa Sacchetti, (11), il 14 luglio a San Polo, Pietramala, Molin dei Falchi, Vezzano (65)

 


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