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Arezzo incantata dai racconti di Formigli, sipario sul Passioni Festival di Arezzo

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Arezzo incantata dai racconti di Formigli, sipario sul Passioni Festival di Arezzo

 

Ci voleva passione vera per scaldare una piazza colpita da pioggia e freddo. Corrado Formigli, Mario Rodriguez, Andrea Scanzi, Walter Veltroni ce l'hanno messa. Si è chiusa la prima edizione del Passioni festival di Arezzo organizzata dal Coordinamento provinciale del Pd di Arezzo, in collaborazione con l'Unione comunale e i Giovani Democratici, con  il conduttore di La7 e la sua dichiarazione d'amore al giornalismo. Ha spiegato il senso di un sentimento viscerale come il suo, sincero e devoto, per un mestiere insidioso, spesso scostante, duro. Che dà molto e che pretende quasi tutto. Sull'elegante e affollata cornice della terrazza dell'Aurora in piazza Sant'Agostino è calato il sipario su tre giorni intensi. Va in archivio una manifestazione ricca di appuntamenti, corale, che ha cercato di tracciare percorsi lontano da quelli codificati. Che ha mischiato arte, politica e informazione. Evasione impegnata, critica.

“Abbiamo dovuto sfidare – ha detto Marco Meacci, segretario provinciale del Pd di Arezzo - le avversità del meteo, ma il pubblico non è mai mancato, condividendo con noi ogni singolo evento. Chi ci ha seguito, ci ha apprezzato, per noi organizzatori è stata una splendida avventura. Abbiamo dato un input al dibattito. Un grazie di cuore va ai nostri ospiti che hanno dato un contributo di elevata qualità. Fin dalla apertura con Scanzi, che con Gaber ha contribuito alla rilettura della storia di questo Paese”.

E dopo il boom – nonostante il temporale – di “Gaber se fosse Gaber” giovedì alla Borsa merci, il vivace talk in piazza sul tema della passione politica tra Formigli e Veltroni; ieri ultima giornata di eventi. Molto seguito nel tardo pomeriggio il seminario di Mario Rodriguez, che per un'ora e mezzo ha preso per mano la platea degli iscritti, accompagnandola in un breve ma profondo viaggio tra passione e comunicazione, semiotica e filosofia. Riemergendo per osservare e capire la mera superficie degli strumenti del comunicare, dagli old media a Twitter.

Conclusione affidata a Corrado Formigli, che a braccio ha saputo incantare l'uditorio della terrazza con un racconto denso di aneddotti e retroscena della sua carriera giornalistica. Dai reportage di guerra, ai talk televisivi. Il vivido racconto dell'entrata a Jenin in Cisgiordania nel 2002, con spostamenti rocamboleschi, tra l'ansia per la propria incolumità e il dovere di reporter. Il passato come “ragazzo di bottega” di Michele Santoro, la scoperta di Carmen Consoli prima della sua consacrazione, le difficoltà e i sottili equilibri da mantenere nella costruzione di un talk come Piazza Pulita. Infine la politica: dalle accuse di grillismo prima, a quelle di antigrillismo poi. Il caso Favia (è stato riproposto il video delle polemiche) e le sue implicazioni. Quindi il dibattito, con Corrado cortese e franco nel rispondere al pubblico.

Da sottolineare inoltre il successo dell'attività Archeo Junior promossa da Aion. Un laboratorio per bimbi che dal pomeriggio ha animato la zona antistante la fontana.

Infine una curiosità. Perché il Passioni festival, oltre a battere percorsi inusuali, ha anche riservato incontri inaspettati, come quello tra Walter Veltroni e Andrea Scanzi. “Tempo fa – racconta Scanzi – Veltroni mi aveva inviato una lettera. Ho scoperto che mi seguiva da tempo, io lo avevo attaccato anche aspramente. Ma c'era scritto: 'sei una persona libera, indipendente; che scrive quello che pensa sempre. Non hai paura di andare contro. Quando ho scoperto che stavi facendo un tour su Gaber si è chiuso il cerchio'. Questa lettera l'ho letta in ritardo, stavo per rispondergli quando è arrivato l'invito del Passioni festival. E ho colto l'occasione per il incontrarlo”.

 

Il rendez vous è stato a tavola, presente anche Corrado Formigli. Una chiacchierata lunga un'ora, tra Beatles e Fossati, libri, televisione, Villeneuve. “Quando si parla di politica – ha continuato Scanzi – io e Veltroni abbiamo visioni diverse. In ambito artistico, televisivo, culturale ritengo Walter una persona preparata e molto stimolante intellettualmente”.

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