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ICASTICA e i turisti.

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ICASTICA e i turisti.

 

Questa mattina, passando da piazza del Comune ho visto turisti impegnati a dirigere l'obiettivo della macchina fotografica da tutte le parti. Per un attimo mi sono immedesimato e ho avuto l'imbarazzo della scelta. Il Duomo, palazzo Cavallo, la Provincia, il palazzo vescovile, il corridoio di collegamento col Duomo,  la statua di  Ferdinando I de' Medici sull'angolo della scalinata, gli scorci verso Il Prato, verso Ferdinando III di Lorena da poco di nuovo in possesso della mano e della lancia. I due Ferdinandi si ignorano. Le automobili sono sempre inopinatamente parcheggiate in divieto e senza multe. L'istallazione della Kaikkonen ondeggia insieme alle bandiere della torre civica e della terrazza della provincia. Le camicie, i pantaloni e le magliette sventolano allo stesso ritmo delle bandiere dell'Europa, dell'Italia e delle nostre amministrazioni locali (il doppio senso è casuale). Io ho fotografato solo Ferdinando I che guarda i capi di abbigliamento appesi e mi sono immaginato quello che poteva pensare, come" convitato di pietra" alla mensa di Icastica. Entra in scena con rullo di timpani (come nel Don Giovanni) e dice: "o questi aretini icche fanno? Qui il clima un l'è mica umido come a FFirenze. Sono asciutti, li devano ritirare! poi li stirano e se li mettano!”

Ferdinando de' Medici, è ovvio,  di arte contemporanea concettuale non ci capisce niente. I turisti, invece, sembra ci capiscano, catturano immagini in ogni dove e molti hanno la testa all'insù con la fotocamera sopra, intenti a zummare sulla istallazione di Icastica. Il "Centro di accoglienza turistica", che dà sulla piazza, è aperto e invoglia ad entrare.  Al suo interno altra istallazione, questa volta di facce bianche in movimento, vive come le "faccine" di ultima generazione degli "smart phone" coi quali puoi allegare ai messaggi un volto che, se lo tocchi, e se hai il "touch screen", fa le linguacce oppure distribuisce bacini. Sulla destra dell'istallazione campeggia un “libro presenze” con l'invito ai turisti a lasciare un commento. Le pagine sono in carta granulosa come quella gialla in cui certi macellai una volta involtavano le bistecche ma con colori diversi in ogni foglio. La scelta della carta è azzeccata perché viene voglia di scriverci. Io non ci scrivo perché non sono turista, ma ci leggo perché sono  preso dalla curiosità di vedere cosa scrivono i turisti di Icastica, anzi, per dirla in fiorentino come Ferdinando I, "cosa scrivano". I fiorentini usano il congiuntivo al posto dell'indicativo, per compensare tutti gli altri italiani (molti) che non lo usano mai.  Sfoglio pagina per pagina, decifro calligrafie strane e lingue più o meno comprensibili, giro la testa per seguire quelli fantasiosi che ruotano lo scritto nei modi più strampalati e mi emoziono per quello che "gli altri "dicono della nostra città.

I commenti sono vari, interessanti e talvolta contrastanti. "Città bellissima ma da tenere più pulita". "Città meravigliosa e pulita". "Arezzo 6 grande" (scritto come negli sms), "qui ho passato giorni splendidi con il mio amore". Troppo facile. Con il proprio "amore" anche una brutta città diventa bella. "Cucina ottima città accogliente". "Bellissimi monumenti ma esercenti esosi" e a seguire l'elenco dei panini, delle birre e il conto finale di cui il turista si lamenta. "Il duomo è bellissimo ma è buio e non si vede niente neanche mettendo i due euro per l'illuminazione" e vien da pensare che il giudizio sia poco attendibile perché lo si esprime anche se "non si è visto niente". Molti commenti sottolineano che i monumenti storici sono bellissimi e che ad Arezzo si respira l'aria della storia. Il Saracino, che in questi giorni ha addobbato le strade è molto citato positivamente. Su Icastica poco o niente, nonostante l'istallazione delle facce a distanza di un metro e mezzo e quella dei panni subito fuori della porta. Una che si firma "donna pittrice" si spertica in positivo e auspica che anche in altre città si facciano mostre di sole artiste donne (ma va?). Un altro consiglia di essere meno broccioni e approssimativi perché nella stessa stanza c'è una istallazione di arte contemporanea concettuale e, a lato, i fumetti ingranditi di Paperino alla Giostra del Saracino, del tutto incompatibili. Questa Giostra, in un modo o nell'altro, sembra sempre in mezzo a screditare Icastica!

Insomma, sul libro delle presenze Icastica è poco "presente" ed è comprensibile perché le istallazioni significano qualcosa  in virtù dei luoghi splendidi nei quali sono collocate. Una statua di arte tradizionale, invece, può essere bella di per sé anche spostandola in luoghi diversi. Il contesto può amplificare o smorzare  il suo splendore senza mai annullarlo perché vive di luce propria.

Certe istallazioni, invece , vivono di luce riflessa e messe in una periferia anonima perderebbero di sicuro la loro sbandierata efficacia.

Il turista medio che ha lasciato un commento sul “libro presenze”  ha dimostrato, in qualche modo, di capire tutto ciò. Scatta fotografie di questi strani oggetti ma poi, quando si tratta di scrivere e lasciare un proprio segno, preferisce parlare dei monumenti storici e della giostra del Saracino.

Riusciranno queste istallazioni ad aumentare il numero di turisti?

Alessandro Cinelli

 

 

 Domenica  23 giugno.


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