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Quanto credi che possa valere questa battaglia per i diritti e le libertà ?

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Quanto credi che possa valere questa battaglia per i diritti e le libertà ?

Comincia la stagione Referendaria con un pacchetto di 12 referendum promossi dai Radicali Italiani con quesiti che vanno dalla giustizia, all'immigrazione, al finanziamento pubblico, all'8x1000.

Il Partito Socialista Italiano ha aderito ufficialmente a tre dei quesiti proposti ( divorzio breve, abrogazione del reato di immigrazione clandestina e libertà per gli immigrati extracomunitari di restare in Italia anche quando perdono il lavoro). Per questo motivo è avvenuto un incontro tra il Segretario Provinciali PSI Graziano Cipriani, quello comunale Lorenzo Armandi e il segretario di Liberaperta-Radicali aretini Angelo Rossi per la programmazione di una serie di tavoli di raccolta firme in tutta la provincia a partire dal 22 Giugno. E' previsto per questo Venerdi' 14 Giugno un tavolo informativo per i Referendum a partire dalle ore 17:00 in Piazza San Jacopo.

Mercoledì 12 giugno, ha avuto luogo l’incontro dei rappresentanti radicali e socialisti di Arezzo, per l’avvio della campagna referendaria "Cambiamo noi!". Sono stati presentati in questa occasione i referendum nazionali promossi da Radicali Italiani. Dal venerdì 14 giugno prossimo si darà il via alla presentazione in pubblico.

Il pacchetto referendario, definito al termine di una impegnativa fase di preparazione e discussione, riguarda questioni sociali urgenti e da troppo tempo ignorate dall'agenda politica nazionale:

Divorzio breve

Per eliminare l’obbligo dei 3 anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio.

Vogliamo che si diminuisca il carico sociale e giudiziario che grava sui cittadini e sui tribunali in termini di costi e durata dei procedimenti. Il referendum elimina i tre anni di separazione obbligatoria prima di chiedere divorzio, la cui domanda potrebbe essere fatta contestualmente alla separazione Effetti: riduzione del carico giudiziario e sociale connesso alla durata dei procedimenti di divorzio.

Immigrazione

Per abrogare il reato di clandestinità e per eliminare le norme che incidono sulla clandestinazzazione e precarizzazione dei lavoratori migranti.

Con il primo quesito vogliamo cancellare la norma che introduce un reato su una condizione anziché su una condotta. Mentre con il secondo quesito si vogliono abrogare quelle norme che costringono centinaia di migliaia di migranti al ricatto continuo dei datori di lavoro (creando lavoro nero, microcriminalità e l’effetto di “concorrenza sleale” con i lavoratori italiani). La regolarizzazione di almeno 500 mila lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno già attivi in Italia porterebbe nelle casse dello Stato tre miliardi di euro ogni anno di sole tasse.

Droghe

Niente carcere per i fatti di lieve entità.

A causa di convenzioni internazionali stipulate dall’Italia è attualmente impossibile la legalizzazione delle droghe leggere, ma con questo quesito vogliamo eliminare per tutte le violazioni che riguardano fatti di lieve entità (ad es. coltivazione domestica, possesso e trasporto di quantità medie, condotte border line tra consumo e piccolo spaccio) la pena detentiva, mentre rimarrebbe la sanzione penale pecuniaria della multa.

8xmille

Per lasciare allo Stato le quote di chi non esprime una scelta e restituire l’effettiva libertà di scelta ai cittadini.

Vogliamo che la quota relativa alle scelte non espresse sull’8xMille (attualmente più del 50% del totale, circa 600 milioni di euro l’anno, ridistribuita alle confessioni religiose) rimanga in capo al bilancio generale dello Stato. Viene abrogata la disposizione che prevede che anche l’8x1000 di chi non esprime alcuna indicazione venga ripartito tra le confessioni religiose. Non si arrecherebbe alcun danno alle attività caritatevoli, visto che il fondo 8x1000 si è moltiplicato per cinque negli ultimi 20 anni, arrivando alla cifra record di un miliardo e cento milioni di euro l’anno!

Il dettaglio dei quesiti è consultabile sul sito www.cambiamonoi.it

Finanziamento partiti

Per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e i rimborsi elettorali truffaldini. Per mettere al centro la persona e non i partiti

Vogliamo che i partiti siano finanziati per la forza delle loro idee, e non in forza del loro potere. Il testo interviene sulla legge n. 96 del luglio 2012 che ha creato un fondo unico per finanziamento pubblico e rimborso spese elettorali (70% del totale) e un altro per il cofinanziamento dello Stato in aggiunta alle donazione private (30%). L’abrogazione riguarda l’intero meccanismo istituito dalla nuova legge e quindi di tutti e tre le tipologie di contributi. Si mantiene invece la disposizione che riguarda le detrazioni per le erogazioni liberali. Rimangono anche le norme relative a uso di locali per attività politiche, quelle sulla trasparenza dei finanziamenti privati, sull’anagrafe patrimoniale dei tesorieri, sui limiti massimi spese elettorali per elezioni comunali e europee.

A questo primo pacchetto di referendum preparato da Radicali Italiani, ha fatto seguito quelli presentati dallo stesso Marco Panella: nella mattinata di martedì 28 maggio, a 25 anni dalla morte e a 30 dall'arresto di Enzo Tortora, una delegazione del "Comitato promotore dei referendum", ha depositato presso la Corte di Cassazione sei quesiti referendari "per la giustizia giusta".

1)     Cancellazione del filtro di ammissibilità nelle richieste di risarcimento per responsabilità civile dei magistrati;

2)     Separazione delle carriere;

3)     Eliminazione della custodia cautelare per il rischio di reiterazione nel caso di reati non gravi;

4)     Misure restrittive per il lavoro dei magistrati fuori ruolo;

5)     Abolizione dell'ergastolo.

Sono questi i cinque quesiti referendari proposti dal comitato promotore. Ci sono ora tre mesi di tempo per raccogliere le 500.000 firme per sostenere i quesiti.

“La nostra battaglia - ha dichiarato Pannella - serve a fare della giustizia un luogo di vita e non di putrefazione dei diritti e dei principi vitali della democrazia. In particolare la Roma dei comandamenti della Chiesa dovrebbe essere in testa per questa battaglia. Temo però che i partiti politici non appoggeranno facilmente la nostra iniziativa perché continueranno a far solo finta di sostenerci come fanno da 20 anni”.

Ha quindi proseguito esprimendo una riflessione su Silvio Berlusconi: “Ha fatto un sacco di stupidaggini, ma anche se non faccio il giudice, può darsi che nei suoi confronti ci siano forme di persecuzione. È evidente - ha sottolineato - che siamo di fronte ad uno scontro tra fazioni, ma Berlusconi non è Tortora.”

Cambiamo noi è una campagna referendaria che intende sbloccare la politica e attivare i cittadini. Perchè mentre il Parlamento è paralizzato, noi ci muoviamo praticando e attivando la vita democratica del Paese: per dare nuova vitalità agli strumenti di partecipazione popolare e ripristinare la legalità costituzionale.

Servono complessivamente almeno 500.000 firme da depositare entro 3 mesi in Cassazione, ma gli ostacoli da superare sono molti: dalla difficoltà di reperire gli autenticatori per le firme all'impossibilità di informare gli italiani attraverso radio e televisioni. Per superarli e far fronte alle urgenti spese da sostenere abbiamo bisogno del tuo impegno: della tua iscrizione o semplicemente, di un tuo contributo libero, quanto puoi, quanto vuoi, quanto stimi che possa valere questa battaglia per i diritti e le libertà.

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