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Skin-Icastica e il flop che viene da lontano

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Skin-Icastica e il flop che viene da lontano

Quando il fallimento di un evento è innanzitutto ideologico e organizzativo.

Tra le duecentocinquanta e le trecento persone erano presenti ieri sera al Dj-Set-evento di inaugurazione della stagione di Icastica, sancendo in maniera cristallina e inequivocabile un flop così clamoroso da essere consegnato agli annali degli eventi culturali organizzati dalla nostra amministrazione.

Le dimensioni del flop sono ancor piu' gravi, se si considera che una larga parte dei pochi spettatori presenti non erano paganti, ma invitati, accreditati o anche semplicemente fatti entrare gratuitamente perchè a un certo punto resosi conto che la piazza era vuota hanno permesso l'ingresso a chiunque passando di li avesse voglia di farlo.
In molti stamani leggendo tra i vari social network addossano la colpa di questo fallimento ad Arezzo "siamo ad Arezzo che ci volete fare..." "Arezzo città che merita solo la sagra della salsiccia", e via dicendo.
Già, peccato pero' che chi scarica le responsabilità su un concetto generico di aretinità da botoli ringhiosi forse non sa che il DJ-Set di Skin è la terza volta in due anni che approda nelle terre del saracino, e nella discoteca le Mirage ha fatto contare 2.000 presenze che a occhio e croce sono 10/12 volte quelle registrate ieri nel piazzale Cadorna (mi si consenta di chiamarlo col vecchio nome).
Il tutto fatto con risorse private senza scomodare risorse suolo e parcheggi pubblici.
E allora il fallimento è innanzitutto ideologico in primis e organizzativo in seconda battuta, la città non c'entra davvero nulla.
In sintesi:
-Non so davvero come possa essere saltato in mente di utilizzare la Cadorna per un DjSet con tutti i luoghi meravigliosi in cui sono possibili le esibizioni 
-Scarsissima comunicazione sull'evento, qualcosa nel meccanismo di propaganda si è inceppato clamorosamente dimostrando limiti e scarsa professionalità in chi ha gestito l'evento
-Prezzo elevato per un evento organizzato dalla pubblica amministrazione se si considera che era in linea con quello che si pagava per vedere la stessa Skin  in una privata discoteca della valdichiana (ma almeno era compreso il drink!).
- terza volta in due anni che l'artista si esibisce nell'aretino, una roba da record che surclassa quello della Bandabardò di Arezzo Wave.
- assenza palese di traino e sinergia con Icastica: che c'azzecca Skin con l'arte moderna? Sono due pubblici diversi e non avere capito questo secondo me è stato il problema più grave.
In sostanza prima di accusare una città intera di provincialismo, scarsezza di vedute e via dicendo bisognerebbe chiedersi se chi organizza questi eventi è capace di farlo oppure no.
A me sembra di no.
Sarà che organizzare una mostra d'arte o un DJ Set per giovani non è proprio la stessa cosa? O sarà che la professionalità in queste cose non viene valorizzata? Basterebbe far pagare la differenza tra costi e biglietti staccati a chi organizza: vedresti come gli accostati incapaci sparirebbero alla svelta!

Buon Icastica a tutti.
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