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Cari aretini, ci volevano i panni stesi per coinvolgervi ?

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Cari aretini, ci volevano i panni stesi per coinvolgervi ?

Da alcuni giorni in un crescendo rossiniano, su tutti i socialnetworks impazza Icastica.

 

Circolano foto dei panni stesi sul balcone, degli stendini di casa, delle lavatrici e sono solo il primo assaggio di quel che deve ancora seguire; quindi si passa alle storpiature del nome. Con una fantasia tutta toscana, si è utilizzato il nome come suffisso, come finale, come intermezzo, dal volgare andante al civettuolo.  Ma quel che mi sorprende è quanto se ne parla… uhh se se ne parla. Se ne parla male. Anzi malissimo: sarcasmo a go go. Ma se ne parla...

In continuazione se ne parla. Senza sosta. Tutto sommato credo che il primo obiettivo sia stato centrato. Provocare è l’unica arma per stimolare una città addormentata. E la provocazione è arrivata a segno. Tra le critiche feroci, ma anche divertenti, voglio segnalare quella di Francesco Macrì, il quasi omonimo dell’architetto di Icastica. Titolo: Arezzo, una città in mutande.Testo: Non sapevo che la presunzione della sinistra ben pensante si estendesse anche a ciò che è definibile arte e ciò che non lo è. Tempo fa io installai a costo zero per il comune dei gabbiani di plastica frutto dell'opera di Omar Ronda, esponente della cracking art. Per questo per anni, sono stato strumentalmente dileggiato. Oggi invece noto che Piazza del Comune è stata scambiata per un terrazzo attico dove stendere panni al sole. Ma questa è arte. Mutatis Mutandis, o mutandonem in questo caso, la sinistra ci ricorda che nel pd volano gli stracci e, in questo caso, finiscono anche appesi.

Ottopiù per il riferimento agli stracci che volano e finiscono appesi. Magari volano anche altrove, ma il PD in questo caso governa e dunque la satira è perfetta. Uno dei commentatori aggiunge anche un dotto riferimento: Pietro aretino avrebbe messo il PD nei suoi sonetti lussuriosi e Cecco Angiolieri avrebbe con ragione scritto: "si fosse foco"... 

Faccio molta fatica ad immaginare Marco Meacci in un sonetto lussurioso, ma alla fantasia si sa, non c'è limite...

Scrive Pietro: Icastico è il nuovo cult aretino ormai dilagante nei social network. E' la rivoluzione di velluto, la primavera aretina, ma che dico aretina, toscana. La rivoluzione in mutande e canotta. Ci fa un baffo il '68 a noi! Siamo da Oscar, da Premio Nobel, Biennale di Venezia, Pritker Price, Zecchino d'Oro, mica storie... 

I commenti arrivano anche dall'estero, ovvero da Firenze:  Ma la Lollo è ancora viva? Ammazza quanto siete avanti a Arezzo! (a Firenze invece ce dobbiamo allontanà de corsa dalla striscia gialla!!)

Ma c'è anche chi resta serioso e replica come Massimo: Stai sereno, i problemi delle logge vasariane sono altri, non due mutande appese ! 

Ma i panni stesi, sono solo l’oliva che si mette sull’aperitivo. Giudicare un pranzo prima di aver mangiato, dal solo colore dell’oliva, forse è un po’ supponente. Perché immagino e spero che Icastica sia anche altro. Se nessuno ne avesse ancora parlato, se si fosse trattato della solita mostra sonnolenta per acculturati, se la manifestazione fosse stata circondata da ignavia e indifferenza, sarebbe stato assai peggio.  

Quaranta artiste internazionali, 20 luoghi e un percorso di quattro chilometri dedicati all’arte in ogni sua forma, dall’arte figurativa, alla danza alla musica. Sono questi le caratteristiche di Icastica, la manifestazione della cultura internazionale, che ha le donne come protagoniste. Questo ci è stato promesso. Questo speriamo.

Intanto vediamo i percorsi: 

Galleria Comunale d'Arte Contemporanea: Tamara Kvesitadze, GEORGIA; Tania Bruguera, CUBA; Ximena Garrido-Lecca, PERU'; Cecilia Paredes, PERU'; Tanya Akhmetgalieva, RUSSIA; Marya Kazoun, LIBANO; Soyeon Cho, KOREA; Belle Shafir, ISRAELE; Raeda Sa'adeh, PALESTINA; Shaikha Al Mazrou, EMIRATI ARABI UNITI; Yin Xiuzhen, CHINA; Chen Ke, CHINA; Cui Xiuwen, CHINA; Shirin Neshat, IRAN; Nina Papaconstantinou, GRECIA; Maddalena Ambrosio, ITALIA; Tamara Ferioli, ITALIA; Carla Mattii, ITALIA; Carole Feuerman, USA; Whitney McVeigh, UK; Candice Breitz, SUDAFRICA; Kiki Smith, USA

Museo Casa di Giorgio Vasari: Marina Abramovic, MACEDONIA

Museo Archeologico Mecenate: Virginia Ryan, AUSTRALIA

Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna: Vibha Galhotra, INDIA; Carole Feuerman, USA; Chiharu Shiota, GIAPPONE; Federica Marangoni, ITALIA; Amy Cheung, HONG KONG

Palazzo dei Priori: Carole Feuerman, USA                                                      

Chiesa dei SS Lorentino e Pergentino: Andrée Weschler, SINGAPORE

Casa Museo Ivan Bruschi: Carole Feuerman, USA; Chiharu Shiota, GIAPPONE

Basilica di S Domenico: Mona Hatoum, LIBANO

Basilica di S Francesco: Heike Weber, GERMANIA

Casa delle Culture: Remen Chopra, INDIA; Vibha Galhotra, INDIA; Monali Meher, INDIA

Urban Center: Anastasia Ax, SVEZIA; Monali Meher, INDIA

Palazzo Chianini-Vincenzi: Yoko Ono, NUTOPIA; Jennifer White Kuri, USA; Liina Siib, ESTONIA; Marianna Uutinen, FINLANDIA; Carole Feuerman, USA; Virginia Ryan, AUSTRALIA

Sala S Ignazio: Yoko Ono, NUTOPIA

(open)

Piazza S Jacopo: Vibha Galhotra, INDIA

Corso Italia + Piazza S Agostino: Alicia Martin, SPAGNA

Logge di Giorgio Vasari + Piazza della Libertà: Kaarina Kaikkonen, FINLANDIA (I panni appesi)

Piazza S Francesco: Federica Marangoni, ITALIA

Piazza Guido Monaco + Via Guido Monaco: Tamara Ferioli, ITALIA

Dunque le conclusioni si tirano alla fine. Intanto continui pure il gioco dell’ironia… 

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