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“Icastica: le più grandi artiste di tutto il mondo convinte da Arezzo”

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“Icastica: le più grandi artiste di tutto il mondo convinte da Arezzo”

 

 

 

La presentazione di Icastica nella Sala delle Muse del Museo di Arte Medievale e Moderna. Le considerazioni dell'assessore alla cultura del Comune di Arezzo Pasquale Macrì: “Perché l'ente promotore, il Comune, sceglie di presentare l'arte contemporanea in un museo medievale? Questa domanda è la chiave di interpretazione di Icastica, che affronta nella sua ragion d'essere il tema culturale di fondo dell'epoca attuale, ovvero che cos'è una città d'arte. È città d'arte, oggi, Firenze o Dubai? Dobbiamo dire che città d'arte sono quelle che nel tempo producono arte, chiamano artisti e danno loro la possibilità di lasciare opere in quella città. Si tratta cioè di rifiutare una visione dell'arte meramente storicistica.

L'altro tema fondamentale è il colloquio: tra i grandi monumento di Arezzo, sempre celebrati e con Icastica celebrati in un altro modo perché messi a confronto con i linguaggi contemporanei. Icastica vuol dire indicare il modo giusto di vedere le cose. Chi di noi non ricorda che Van Gogh è morto povero e suicida? È stato rifiutato perché identificato con il modo sbagliato di fare arte. Da domani potrete assistere a 40 modi diversi di vedere l'arte. Chi pensa di chiudere la visione alla propria conoscenza è ora costretto a confrontarsi con la grande contemporaneità. E perché sono venite le più grandi interpreti di questa? Perché gli abbiamo mostrato un progetto che è sembrato loro convincente. Primo perché femminile. Su questo tema ha aderito Yoko Ono. Le donne sono soggetto che crea opera d'arte e non più solo oggetto riprodotto nell'opera d'arte.

Perché invece Marina Abramovic ha detto sì a Icastica e no alla Expo di Milano? Il colloquio, ecco l'altro elemento fondamentale. Alla Abramovic abbiamo detto: sarai l'unica a esporre in un luogo unico, la Casa Vasari. A questo suggestione ha risposto anche Mona Atum a cui abbiano offerto di esporre sotto il crocifisso di Cimabue. Nella basilica di San Francesco ci sarà Ike Weber. Sto parlando della storia dell'arte contemporanea, sulla quale ora siamo costretti a entrare, anzi vi invito a inciamparvi.

Un ringraziamento a Banca Etruria, main sponsor con il suo contributo forte e significativo, anche eticamente. Chi ha fatto questa scelta credo abbia riflettuto sul progetto, anche considerando il momento attuale, e ci ha dato la speranza di condividere Icastica all'interno della città”.

“Abbiamo riconosciuto in Icastica un’iniziativa che punta a valorizzare la città nella sua capacità espressiva di reale contenitore culturale. Un posizionamento coerente con l’attenzione di Banca Etruria allo sviluppo della qualità sociale e culturale del territorio – dichiara il Direttore Generale di Banca Etruria, Luca Bronchi. Per potenziare tale impegno, ospitiamo volentieri due installazioni anche alla Casa Museo di Ivan Bruschi”.

E ora appuntamento con le artiste suddivise in 13 sedi, anche quelle appena inaugurate come l'Urban Center. Poi sedi storiche come le basiliche, palazzo comunale, museo archeologico, casa Vasari, Sant'Ignazio, Palazzo Chianini-Vincenzi, la Galleria Comunale di Arte Contemporanea, Casa Bruschi. Sono già visibili le installazioni all'aperto, sotto le Logge Vasari, i portici, Piazza della Libertà, che sono micro-storie che foderano la città con i loro colori, la loro originalità e i concetti che sottendono.

E ancora teatro, danza, letteratura, musica, filosofia anche qui nomi eccezionali, da Monica Guerritore a Luciana Savignano a Emma Dante, alle prese con i classici come Medea e la sperimentazione più variegata, da Salvatore Natoli ad Andrée Ruth Shammah, da Roy Assaf e Noa Shadur, coreografi e compagnie israeliane, da Anat Cohen a Maya Beisa. Spettacoli in Piazza San Domenico, un piazza che viene dunque coinvolta come merita. Fa eccezione Skin, sabato alle 22,30 alla ex Cadorna.

Michele Loffredo, direttore di Casa Vasari: “la Soprintendenza affianca il Comune perché crede nel progetto. Visto il ruolo che ricopro, non posso che dirmi onorato di ospitare Marina Abramovic. In questo momento abbiamo un'altra mostra, quella su alcune carte dell'archivio vasariano finalmente esposte. Casa Vasari diventa dunque in questo momento un luogo dall'alto peso culturale specifico. Visto che tutte le professioni si sono specializzate, con un linguaggio specifico, non si può non pensare che anche l'arte contemporanea non abbia maturato questa caratteristica”.

 

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