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Lettera aperta ai cittadini. Sì all’elettrodotto, per rilanciare l’economia casentinese.

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Lettera aperta ai cittadini. Sì all’elettrodotto, per rilanciare l’economia casentinese.

Solo 10 anni fa un’opportunità simile si era presentata con l’Ausonia che chiedeva una potenza per la quale occorreva un elettrodotto a 132KV. Sappiamo poi com’è andata a finire: dopo circa tre anni di attesa l’Ausonia decise di portare via il suo stabilimento da Pratovecchio, creando un danno economico e sociale per tutti i suoi lavoratori .


BIBBIENA (AR)- Cari cittadini casentinesi, tutti i giorni ci chiediamo se la politica ha ancora un ruolo e serve a qualcosa. Da Consigliere di Minoranza (PSI) del Comune di Bibbiena inizio a dubitare davvero della sua utilità se deve prendere decisioni come quella appresa dai giornali in questi giorni, ossia di non costruire un elettrodotto a 132KV per portare l’energia che manca nell’Alto Casentino. Una scelta che vede un solo soggetto uscire vincitore dagli incontri fatti: Enel, che riesce a evadere una richiesta fatta da un suo cliente con il minimo costo, senza che la politica intervenga valutando cosa dovrà essere il Casentino tra 50 anni e senza approfittare di questa opportunità, che vede ancora un imprenditore intenzionato a investire in questa vallata, malgrado la mancanza di infrastrutture. Siamo infatti lontani dalle grandi strade di comunicazione e manca una ferrovia con uno sfondamento verso nord che in tanti anni nessun politico ha voluto realizzare; ecco l’importanza della politica: fare scelte importanti, talvolta impopolari, ma guardando al futuro legato allo sviluppo di un territorio.

Oggi chi ci amministra si fa grande perché ha perso anche la possibilità di costruire un elettrodotto che l’Enel sarebbe disponibile a realizzare. Alla luce della profonda crisi che viviamo oggi in Casentino, con tanti giovani senza lavoro e ben 8.000 cassaintegrati, vorrei che non si ricadesse negli errori del passato: solo 10 anni fa un’opportunità simile si era presentata con l’Ausonia che chiedeva una potenza per la quale occorreva un elettrodotto a 132KV. Come accade sempre più spesso, anche in quella occasione si costituì un Comitato in cui un pugno di persone boicottò tale impianto senza che la politica si opponesse, consultandosi con i cittadini e con tutti quegli imprenditori che sostengono la nostra fragile economia e che davvero avevano bisogno di questa infrastruttura. Sappiamo poi com’è andata a finire: dopo circa tre anni di attesa l’Ausonia decise di portare via il suo stabilimento da Pratovecchio, creando un danno economico e sociale  per tutti i suoi lavoratori .

Oggi, dietro una richiesta notevole di energia nell’Alto Casentino, si ripropone la costruzione di un elettrodotto con la nuova disponibilità di Enel a realizzarlo, ma viene sbandierato il risultato di aver detto “no” a questo tipo di impianto e di aver ottenuto fino a Porrena una linea a 15KV, senza neanche proporre una tavola rotonda con tecnici e imprenditori. Molti non sanno che in Casentino e in nessun’altra vallata della provincia esiste una sola cabina primaria a 132KV da cui partono quasi 600Km di linee a media tensione (15KV) che da Bibbiena raggiungono verso nord la Consuma, Cetica Montemignaio, Croce a Mori (Valico dell’ onda), i ripetitori della Burraia, Badia Prataglia, La Verna e tutte le frazioni più o meno grandi. Questo significa che ogni guasto che si verifica per caduta di piante o altro si ripercuote con “buchi di tensione” fino a Bibbiena, causando così danni importanti a tutta quell’industria che ormai funziona in modo computerizzato.

Ecco l’importanza di costruire una nuova cabina primaria a Pratovecchio: potrebbe supportare tutte le linee di montagna, senza più ripercuotere il disagio delle interruzioni dovute ai guasti montani nel fondovalle, oltre a garantire negli anni una disponibilità energetica e una risposta alle tante domande che non possono più essere accolte, anche da parte di produttori di energie rinnovabili che chiedono di immettere in rete nuove potenze, ma che le linee attuali ormai sature non supportano più.

Ma per  fare questo occorre la forza della politica locale, una politica che sappia guardare avanti. Per questo personalmente mi dissocio da questa decisione e con me il partito che rappresento, nella speranza che ci siano ancora margini perché si faccia sentire la voce degli imprenditori che non credo sia per il no all’elettrodotto.

Alessandro Giovannini – Consigliere PSI Bibbiena

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