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Non è possibile che ancora si vada avanti col progetto della Powercrop!

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Non è possibile che ancora si vada avanti col progetto della Powercrop!

 

 

E così anche l'Enel Green Power – con l'acquisizione del 50% di Powercrop, Gruppo Maccaferri – tenta di mettere le mani sul goloso (per pochi) affare della riconversione dell'ex zuccherificio SADAM di Castiglion F.no in un inceneritore a biomasse. Uso il verbo tentare, poiché non appare immaginabile che ci sia ancora qualcuno che pensa di poter addivenire alla costruzione dell'impianto! Vediamo perché: 1) L'ARPAT ha sentenziato che quelle zone sono fortemente vulnerabili ai nitrati, così tanti da non poter sopportare ulteriori carichi; 2) L'Autorità di Bacino del Fiume Arno ha rilevato che il bilancio dell'acquifero non consente di prelevare le enormi quantità d'acqua necessarie per il funzionamento della centrale (la crisi idrica picchia particolarmente duro in Valdichiana, basta vedere le numerose ordinanze di divieto di attingimento emanate dal Presidente della Provincia di Arezzo); 3) La Soprintendenza ha messo in evidenza l'impatto negativo che l'eventuale industria insalubre di 1^ classe avrebbe sulle zone agricole di bonifica della Valdichiana; 4) Il Comune di Castiglion F.no ha formalizzato un parere negativo alla realizzazione del progetto, del tutto “indipendentemente dalla sua collocazione”, considerando un'industria di tali dimensioni incoerente ed incompatibile con il governo del territorio e soprattutto non corrispondente con il modello di sviluppo locale; 5) Il Sindaco del Comune di Arezzo – nella sostanza – ha espresso la stessa opinione del collega castiglionese; 6) Anche i Primi Cittadini di Cortona, Marciano, Foiano, Lucignano e Monte San Savino – con un documento congiunto firmato assieme ai Sindaci di Castiglion F.no ed Arezzo – hanno pubblicamente sostenuto che la centrale a biomasse proposta avrebbe ricadute negative in tutti i territori della Valdichiana, prima di tutto sul piano sanitario/ambientale, poi su quelli paesaggistico, storico, culturale ed anche lavorativo/occupazionale. E perciò propongono – con intelligenza e lungimiranza – un progetto di conversione alternativo, compatibile con il territorio e che non utilizzi la combustione come modalità operativa; 7) L'Associazione Operatori Turistici ed Agrituristici di Castiglion F.no ha manifestato la propria ferma contrarietà al progetto Powercrop, ritenendo che esso apporterebbe soltanto elementi negativi alla qualità della vita ed al turismo ecosostenibile; 8) Moltissimi agricoltori ed allevatori della zona, in possesso di marchi e certificazioni di qualità (DOC, DOCG, IGT, ecc) hanno espresso – per evidenti ragioni – il proprio forte dissenso; 9) Diversi medici di medicina generale - nel presentare (29.6.2012 a Marciano) i dati dello studio delle ricadute sulla salute umana dovute alla realizzazione di poli energetici industriali costituiti da centrali a biomasse – hanno rilevato che la combustione di biomasse produce un gran numero di inquinanti che vengono riversati in atmosfera e che tali sostanze rappresentano un comprovato pericolo per la salute degli abitanti.  Ed anche la Regione Toscana, sulla falsariga della legge varata per l'individuazione di aree non vocate all'installazione di pannelli fotovoltaici, ne sta predisponendo una anche per le centrali a biomasse (a proposito di questa legge...sarà mica che qualche entità non ben identificata lavora sotto-sotto per allungarne i tempi e fare in modo che venga approvata dopo il via libera all'impianto di cui trattasi?)

Dopo tutto questo popò di pareri estremamente negativi...solo se vivesse nella Repubblica delle Banane,  qualcuno penserebbe ancora di poter avere l'autorizzazione per costruire la centrale a biomasse!

 

Fausto Tenti (Segretario della Federazione provinciale di Arezzo di Rifondazione Comunista)

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