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Donati: “sbloccare il Patto di stabilità per pagare le imprese”

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Donati: “sbloccare il Patto di stabilità per pagare le imprese”

 

 

“Sono necessarie azioni concrete per sostenere le imprese e l’economia – afferma il deputato Pd Marco Donati. Con altri parlamentari ho quindi firmato non solo la mozione che chiede lo slittamento della Tares al 2014 ma anche quella che possa permettere di utilizzare le risorse a disposizione dei Comuni per procedere immediatamente al pagamento dei debiti pregressi nei confronti delle imprese. Pagamento attualmente bloccato dalle regole imposte dal patto di stabilità interno”.

Nella mozione si chiede di “applicare  la regola stabile che comporta equilibrio di parte corrente e limite all’indebitamento, in modo da consentire una equilibrata politica di investimenti, rendendo così più flessibile il patto di stabilità interno e consentendo un allentamento sul versante della spesa per investimenti”.

Infine la richiesta di escludere l’applicazione delle regole del Patto per i comuni ricompresi nella fascia demografica fra i mille e i cinquemila abitanti.

“E’ ormai evidente – commenta Donati – che il Patto di stabilità ha creato gravi problemi sia agli enti locali che alle imprese. Le assegnazioni statali destinate ai Comuni sono diminuite negli ultimi 3 anni di 6 miliardi e 450 milioni, mentre il contributo finanziario richiesto si è progressivamente accresciuto nonostante il comparto sia in avanzo e presenti risultati positivi determinando una situazione finanziaria di assoluta insostenibilità”.

Nella mozione si ricorda che “il sistema dei Comuni è il livello istituzionale più esposto sia sul versante dell’impoverimento dei nuclei familiari e delle relative richieste di sostegno ed intervento sociale, sia sul versante del sistema produttivo ed in particolare in relazione alla drastica riduzione degli investimenti pubblici e della difficoltà di effettuare i pagamenti conseguenti ad obbligazioni contrattuali assunte”

Molti Comuni, per rispettare i vincoli sempre più stringenti imposti dal Patto di stabilità interno, sono costretti a non pagare quanto dovuto alle aziende, con grave pregiudizio per l'ente, per il sistema delle imprese, per l'economia locale del territorio e per il sistema occupazionale.

La dimensione finanziaria dei ritardi di pagamento della pubblica amministrazione nel settore dei lavori pubblici ha raggiunto ormai i 19 miliardi di euro ed è in costante crescita, così come i tempi di pagamento: in media, le imprese che realizzano lavori pubblici sono pagate dopo 8 mesi e le punte di ritardo superano ampiamente i 2 anni.

Lo sblocco dei pagamenti può generare un aumento del PIL dell’1 per cento circa, e potrebbe corrispondere alla salvaguardia di circa 200.000 unità di lavoro: questa misura comporterebbe il peggioramento del deficit per un solo anno, senza effetti negativi permanenti sulla finanza pubblica e senza alterare il livello di deficit e debito strutturali.

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