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Lucia De Robertis si è dimessa da assessore del Comune di Arezzo e da stamani è consigliere regionale. Ecco una sua nota

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Lucia De Robertis si è dimessa da assessore del Comune di Arezzo e da stamani è consigliere regionale. Ecco una sua nota

De Robertis: “da Arezzo a Firenze con lo stesso obiettivo e, se possibile, con maggiore impegno”

 

 

 

Luogo diverso ma stesso obiettivo. E, se possibile, maggiore impegno.

Lascio l’Amministrazione comunale di Arezzo per il Consiglio regionale della Toscana. Mantengo lo stesso obiettivo: lo sviluppo della mia città e della mia comunità. Penso che sarà necessario un maggior impegno perché il lavoro per Arezzo sarà inserito in quello per la Toscana: il campanilismo non è per me.

Questa è la parte razionale di quanto sta accadendo oggi nella mia vita. La parte emotiva è più complessa. Mi sono impegnata prima nella circoscrizione, poi nel Consiglio e quindi in Giunta grazie alla fiducia del Sindaco Giuseppe Fanfani. Ho fatto battaglie dure e difficili dai banchi dell’opposizione negli anni più complessi del Comune di Arezzo. Poi mi sono occupata di sport e giovani e quindi di sociale, casa e infanzia negli anni più drammatici per una seria politica di welfare. Ognuno ha il suo carattere e al mio piacciono le sfide. Ho affrontato il compito di assessore avendo un quadro di riferimento ben chiaro: sostenere le famiglie, i bambini, gli anziani, le persone più svantaggiate. L’ho fatto basandomi su alcuni pilastri: la fiducia del Sindaco, la collaborazione dei colleghi di Giunta, il sostegno del Consiglio comunale, la condivisione dei problemi e delle soluzioni con una struttura comunale efficiente e motivata. Ho potenziato la rete dei servizi integrati per l’infanzia ideata dal mio predecessore, Donella Mattesini. E al nuovo assessore lascio, ormai pronto, il Patto Sociale che ricalca la stessa logica di rete e di sinergia tra tutti i soggetti, pubblici e privati, che operano nel settore.

Lascio con rimpianto il Comune: questo non è un “lavoro” freddo e burocratico. E’ fatto di rapporti umani, di incontri, di gioie condivise e di dolori tenuti dentro. Non si lascia un palazzo, si lasciano donne e uomini con i quali, ogni giorno, si lavora per altre donne e per altri uomini. Li ringrazio tutti e per tutti ringrazio il Sindaco Giuseppe Fanfani che mi ha consentito di fare questa eccezionale esperienza umana e politica.

Vado a Firenze con la determinazione di non tagliare nemmeno il più piccolo dei fili che ho tessuto in questi anni. Rimarrò a disposizione di tutti quelli per i quali lo ero fino ad oggi. Ovviamente con un ruolo e quindi con competenze e possibilità diverse. Non cambierà il senso generale dell’impegno quotidiano: sostenere lo sviluppo della città e della comunità locale. Lo farò mantenendo la convinzione politica che mi ha sempre sostenuto: si ottengono risultati solo se si lavora insieme. Al di là delle incertezze sul quadro politico nazionale, 

Arezzo conta oggi su un folto numero di parlamentari nazionali, su un assessore (e a Vincenzo auguro la miglior fortuna nel suo nuovo ruolo, frutto della grande competenza e maturità dimostrata) e su consiglieri regionali. Possiamo fare molto se lavoreremo insieme. Lo faremo e insieme alla città, alle sue componenti economiche e sociali, affronteremo la crisi per vincerla e per costruire un nuovo sviluppo.

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