Prima Pagina | L'opinione | Dossier al veleno contro i commissari Eutelia

Dossier al veleno contro i commissari Eutelia

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Dossier al veleno contro i commissari Eutelia

 

 

 

 

In questi giorni è circolata una vera e propria bomba atomica, sotto forma di dossier anonimo, che chiama in causa i commissari governativi di Eutelia. Come ho avuto modo di specificare in altra sede, i contenuti del dossier sono impubblicabili, prima di tutto perché fonte anonima e poi perché se anche fossero verosimili, sono stati estrapolati attraverso l’hackeraggio informatico, un vero e proprio furto telematico.  Non si possono rubare abusivamente le mail altrui, soprattutto quando gli altrui sono pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni.  Ma la ritrosia ad affrontare l’argomento è superata dalla ormai presa d’atto che detto dossier è di dominio pubblico.

Ottima l’inchiesta della Nazione di oggi, che risalendo ad una delle fonti, la commissaria Saitta, ha sgombrato il campo a tante illazioni, che anche a prima vista apparivano per quello che sono: solo calunnie. Di fatto però, accade spesso che insieme a tante notizie farlocche, per rendere verosimile un dossier, si inseriscano all’interno concetti veri o quantomeno verosimili.

Ho ricominciato ad analizzare il testo, pezzo per pezzo, e solo nella prima parte, quella depurata e già pubblicata, ci sono alcune osservazioni da fare.

Prima osservazione. Innanzitutto non è vero, come dice la commissaria Saitta, che Eutelia era una azienda in perdita (i debiti che erano tanti, avevano altre origini, ma la società ha sempre fatto utile). Ho avuto modo di sentire con le mie proprie orecchie Mark De Simone (insieme a molti altri per fortuna), alla presentazione del suo progetto, affermare che addirittura durante la gestione commissariale, Eutelia aveva continuato a macinare utili . Non credo che certe parole si buttino là tanto per parlare. Se una azienda, proprio nel momento in cui non ha nemmeno una testa imprenditoriale che la guida, riesce ad abbassare la propria esposizione debitoria grazie al reddito che produce, certo non la si può definire un rottame.  Eutelia si è trovata nello stato di insolvenza, solo grazie ad operazioni rocambolesche messe in piedi dal management precedente (Eutelia aveva acquisito nel 2005 due voragini: prima Getronics Italia e subito dopo Bull Italia, la prima al prezzo simbolico di 1 euro, e dai 450 dipendenti che aveva si trova con ulteriori 1850 dipendenti, da cui il buco di 178 milioni di euro), bramoso di veder moltiplicati gli utili, tutt’altro che modesti, che la struttura era già in grado di fornire. 

Seconda osservazione. Avremmo bisogno di sapere con chiarezza se è vero che Deloitte sia stata chiamata a mettere bocca sulle valutazioni patrimoniali: Deloitte era la società di revisione della vecchia Eutelia e  come addetta al controllo contabile, ancora oggi mi domando come sia stato possibile che non si sia accorta delle frodi fiscali, delle false fatturazioni e false operazioni con le società estere.  In una situazione del genere i commissari, a mio avviso, avrebbero dovuto fare causa a Deloitte, come per esempio ha fatto Enrico Bondi nel caso Parmalat. Se fosse vero che i commissari l’hanno invece usata come advisor per la perizia e la vendita,  pare cosa talmente incredibile che stento a dargli credito. E’ una cosa veramente troppo grossa. La commissaria Saitta per il momento però, non ha né smentito né fatta chiarezza.  Qualcuno ci dica la verità… D’altra parte, rimanendo in tema di valutazioni troppo basse, non mi è chiaro il motivo per cui, se le valutazioni erano così sottostimate, non ci sia stata battaglia per le acquisizioni. Eutelia ad oggi, è proprietaria leader nazionale della più grande rete in fibra ottica a terra: il futuro delle telecomunicazioni nella prima metà almeno di questo nostro secolo.  E scusate se  è poco!

Terza osservazione. Mark de Simone, l’uomo immagine, l’uomo della Cisco (leader nel suo settore) ha abbandonato 30 giorni fa la barca Eutelia Clouditalia. Nessuna spiegazione pare sufficientemente convincente. Se n’è andato sbattendo la porta, ma anche senza fornire a nessuno i motivi di questa improvvisa uscita. Le comunicazioni ufficiali, sono talmente inconsistenti da risultare addirittura inverosimili.

Quarta osservazione. A tanti mesi di distanza dal nuovo passaggio di proprietà, nessuno è in grado di sapere chi siano i proprietari. La schermatura è totale. Si sa soltanto che le azioni Eutelia sono nel pacchetto dei fondi CHIUSI di diritto lussemburghese HISRCH. La Hirsch & Co è stata fondata nel 1997 da Mario De Benedetti (non credo sia parente del più famoso Carlo, ma il suo nome è meno presente in rete del mio…) e Jean-François Aron, J, è unico advisor dei fondi Private Equity ILP: offre supporto nell’identificazione dei target di investimento, nella definizione degli obiettivi strategici, nel controllo delle società in portafoglio, e nel processo di cessione delle stesse. Fonti bene informate riferiscono della presenza all’interno anche di Cesare Romiti. Ma questi sono affari suoi. Dopo la creazione di una prima società di investimento (€3 milioni, nel 1997), i fondi ILP sono cresciuti costantemente nel corso degli anni, passando da €37 milioni (ILP I, 2000) a €120 milioni (ILP II, 2003) a €270 milioni (ILP III, 2008), richiamando l’attenzione di principali investitori istituzionali internazionali e di molteplici famiglie industriali e imprenditoriali italiane e straniere. Se ricordo bene  (ma la cosa parrebbe al momento avere poca rilevanza), Eutelia si trova nel fondo ILP II. Ad oggi dunque, non sappiamo con certezza chi abbia stimato l’azienda, per conto di chi, e chi l’abbia acquistata. Certo non è il massimo della trasparenza.

La prima parte della mia analisi per ora termina qui. Cercherò di analizzare i documenti che sono reperibili in rete, cercando di confrontarli con quelli diramati dall’anonimo dossierista. Io credo che chi abbia prodotto questo testo, non lo abbia fatto per amore della verità, e questo è già di per sé un grosso limite (cui prodest?) ma credo anche che sia un dovere di chi rappresenta lo stato, spazzare via ogni dubbio e prima possibile.  

 

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0