Prima Pagina | Politica società diritti | CROCE DEL PRATOMAGNO: FIRMATO IL PROTOCOLLO PER IL RESTAURO

CROCE DEL PRATOMAGNO: FIRMATO IL PROTOCOLLO PER IL RESTAURO

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
CROCE DEL PRATOMAGNO: FIRMATO IL PROTOCOLLO PER IL RESTAURO

Il documento, che pone le premesse per l’intervento di restauro e l’azione promozionale, vede l’adesione di Provincia, Banca Etruria, Soprintendenza, Unioni dei Comuni del Casentino e del Pratomagno, Comuni di Loro Ciuffenna e Ortignano Raggiolo e il contributo della Regione

 

E’ stato firmato questa mattina, presso il Palazzo della Provincia, il Protocollo d’Intesa che prelude all’avvio del progetto di restauro della Croce del Pratomagno. Al Protocollo hanno aderito la Provincia di Arezzo, Banca Etruria, la Soprintendenza Bap Sae di Arezzo, i Comuni di Loro Ciufenna e Ortignano Raggiolo, le Unioni dei Comuni del Pratomagno e del Casentino. La Regione Toscana, ha garantito un contributo economico per la realizzazione dell’intervento, che sarà finanziato grazie all’intervento di Banca Etruria. Dopo il lancio dell’idea - avvenuto nello scorso mese di settembre, con una conferenza stampa, il servizio edilizia della Provincia, coordinato dall’ing. Claudio Tiezzi, ha iniziato la fase di progettazione preliminare, dopo aver verificato lo stato del manufatto. Dopo vari affinamenti, il progetto ha preso forma esecutiva e lunedì 11 Marzo si è svolta la conferenza dei servizi che ha sancito l'accordo tra tutti i soggetti interessati per la progettazione definitiva. Il Protocollo d’Intesa che sancisce l'impegno dei molti soggetti coinvolti nell'operazione è stato firmato questa mattina dal Presidente della Provincia Roberto Vasai, dal Direttore Generale di Banca Etruria, Luca Bronchi, dal Soprintendente Agostino Bureca, dai sindaci di Loro Ciuffenna, Piero Lazzerini, e di Ortignano Raggiolo, Ivano Versari, e infine dai presidenti dell’Unione dei Comuni del Pratomagno Filippo Sottani e del Casentino, Luca Santini. L’obiettivo è quello di creare le condizioni per consentire di portare a compimento l’intervento di restauro e le azioni promozionali collegate entro la fine del mese di Luglio. L’intervento, prevede la completa demolizione delle parti degradate delle fondazioni fino alla completa scopertura dei ferri di armatura, la pulizia di tutte le superfici, il trattamento con idonei materiali dei ferri e la ricostruzione dei volumi mancanti con malta fibrorinforzata a ritiro compensato, mentre gli elementi in metallo che risultano fatiscenti saranno sostituiti con dei nuovi di uguale misura e forma. Il progetto prevede anche la sostituzione di tutti i bulloni . L’intervento di restauro riguarderà anche la cappella e l’immagine in terracotta dipinta di San Francesco. Se le risorse lo consentiranno, anche grazie all’impegno di tutti gli enti coinvolti, sarà realizzato anche un secondo stralcio di lavori per la riqualificazione dell’area circostante la Croce. A corollario dell'intervento di restauro, la Provincia, che funge da soggetto di coordinamento per l'intervento e per le azioni di promozione del territorio, ha già avviato contatti con l’ambasciata australiana a Roma, per organizzare un evento commemorativo degli 80 anni della caduta dell’aereo sul quale volava Herbet John Louis Hinkler, noto travolatore oceanico, che proprio sul Pratomagno perse la vita il 7 gennaio 1933. Un cippo, posto accanto alla croce, ricorda l’evento ai visitatori. La commemorazione sarà inserita nel programma del giorno di inaugurazione.

Le dichiarazioni

Grazie al protocollo firmato questa mattina, i vari enti e soggetti coinvolti si impegnano anche a porre in essere una serie di azioni che saranno definite e realizzate nei prossimi mesi, con l’obiettivo di promuovere il territorio del Pratomagno e di rendere più fruibile un’area di assoluto valore ambientale. Unanime il coro di consensi per l'iniziativa. “Abbiamo accolto volentieri l'istanza che veniva dal territorio – ha spiegato il Presidente della Provincia Roberto Vasai – per un intervento che ha un profondo significato culturale, sociale e promozionale, visto l'alto valore simbolico che la Croce del Pratomagno ha per le comunità locali. Decisivo è stato il sostegno offerto con grande generosità da Banca Etruria, che si conferma in questo modo particolarmente sensibile e vicina alle esigenze del territorio. La Provincia ha messo in campo molte professionalità per rendere possibile questo intervento, che deve rappresentare un modello di compartecipazione pubblico-privato da proporre in questo difficile momento”. “Abbiamo deciso di effettuare questo importante intervento di sponsorizzazione del restauro della Croce del Pratomagno, perché riteniamo che in un momento delicato come quello attuale sia necessario salvaguardare i luoghi simbolo delle identità collettive privilegiando la riqualificazione dei territori anche in chiave economico-turistica” ha dichiarato Luca Bronchi, Direttore Generale di Banca Etruria. “Sono infatti coinvolte e unite dalla Croce due vallate di notevole rilievo paesaggistico e produttivo servite da sempre dal nostro Istituto che ne condivide storia, valori e prospettive di crescita”. Pieno sostegno anche dal Presidente della Regione. “La sottoscrizione dell'accordo per il restauro della grande Croce del Pratomagno – ha dichiarato il Presidente Enrico Rossi - è un fatto importante, ben oltre l'intesa istituzionale che porterà al restauro. La Regione ha volentieri accordato un contributo economico per concorrere all'iniziativa. I simboli talvolta, come in questo caso, sono fatti di materia e comunque hanno bisogno di cura. E', allora, significativo che dalla collaborazione fra soggetti istituzionali e privati nasca una iniziativa che produca quest'opera di cura a cui, naturalmente, occorrerà dare continuità nel corso degli anni”. “Se tutelare significa in primo luogo conservare e trasmettere alle future generazioni i beni, valorizzare significa attualizzarne il messaggio culturale e favorire la più ampia fruizione e conoscenza del nostro passato – ha sottolineato il Soprintendente Agostino Bureca -. La valorizzazione deve coinvolgere la più ampia platea di istituzioni pubbliche e private e la comunità intera ed è ciò che è avvenuto con il progetto di restauro della Croce del Pratomagno, dove la Provincia e la Soprintendenza si sono parlate ben prima dell’arido momento degli adempimenti burocratici”. L'importanza per il territorio dell'opera di restauro è stata sottolineata dai due Sindaci di Loro Ciuffenna e Ortignano Raggiolo. “La Croce del Pratomagno – ha affermato Piero Lazzerini - ha sempre rappresentato, come San Francesco, un valore simbolico universale di unione fra i popoli e quindi non solo fra gli abitanti del Valdarno, del Casentino, o dei più vasti territori che da lassù si scorgono. Con questi auspici, spero che questa iniziativa sia la prima di una serie che possano far apprezzare tutti gli aspetti di bellezza del nostro territorio, che solo una persona distratta o priva di emozioni non percepisce”. Per Ivano Versari, invece, “Il recupero della Croce del Pratomagno rappresenta un’occasione per la valorizzazione di tutto il territorio e delle sue popolazioni e un punto di partenza per lo sviluppo turistico. E’ quindi importante lavorare per promuovere questa montagna che ha  rappresentato una grande risorsa e può ancora creare opportunità”. Sull'importanza della promozione si sono soffermati anche i Presidenti delle Unioni dei Comuni del Pratomagno e del Casentino, Filippo Sottani e Luca Santini. “Ogni giorno - ha detto Sottani - tante persone del Valdarno girando lo sguardo verso il Pratomagno incrociano con gli occhi la croce che svetta nel punto più alto della montagna. Un simbolo dunque che rappresenta e unisce i valdarnesi e quasi segna un confine più che geografico, storico e culturale della nostra terra. La sua ristrutturazione, insieme alla valorizzazione e promozione del Pratomagno, è un modo per rinnovare e rinsaldare i nostri legami con il bellissimo ambiente naturale che ci circonda, con la nostra storia e le nostre tradizioni”, mentre per Luca Santini “la Croce rappresenta un simbolo del Casentino e un pezzo della nostra storia. Il suo restauro è l’occasione per promuovere l’intera area del Pratomagno, con una serie di attività che valorizzeranno i percorsi escursionistici, il paesaggio, la storia e le tradizioni dei borghi con i suoi prodotti tipici”. 

CROCE DEL PRATOMAGNO: UN PO’ DI STORIA

 La Croce monumentale del Pratomagno sorge nella vetta più alta dell’omonimo massiccio montuoso a una quota di 1592 metri s.l.m. nel comune di Loro Ciuffenna . La croce fu eretta nel 1928 per volere della congregazione del Terzo Ordine francescano di Poppi, movimento francescano dei laici,  e soprattutto per opera del direttore spirituale Padre Luigi da Pietrasanta. A distanza di poco più di un anno dalla posa della prima pietra, il 2 settembre 1928 la Croce venne inaugurata, grazie all’opera della popolazione, in maniera  particolare quella di Raggiolo, che animata dall’entusiasmo dell’ideale francescano, portò a spalla ogni singolo pezzo della Croce fino alla cima del monte. La Croce monumentale che fu disegnata  dal professor Tito Cini di Firenze poggia su di un blocco di fondazione, delle dimensioni di 6,00x 6,00 ml -  per la realizzazione del quale occorsero 100 quintali di cemento – è alta 21,50 metri ed è  completamente in ferro, composta da 900 pezzi del peso di oltre 150 quintali  realizzati dall’officina Bordoni di Poppi. Il 21 Luglio 1929, con cerimonia solenne, venne inaugurata la cappella posta alla base della Croce. Nella parete della cappella, sopra un altare in cemento, venne posta l’immagine di S. Francesco, realizzata in terracotta smaltata su disegno di Galileo Andrea Maria Chini, uno dei pionieri  dello stile liberty in Italia fra la fine dell’ottocento e inizi  del novecento. Nella notte tra il 5 e 6 novembre 1966 i venti di tempesta, che provocarono l’alluvione di Firenze, stroncarono la Croce sopra il basamento in cemento. Per volontà unanime delle autorità politiche, amministrative e religiose, la croce fu ricostruita e l’opera fu affidata ad una ditta di Soci in Casentino. L’inaugurazione della Croce, più bassa rispetto all’originale, avvenne a conclusione dei lavori di verniciatura, effettuata da due artigiani di Loro Ciuffenna, il 15 Agosto 1969. Nel 1989, a seguito delle richieste del Comitato “Per la Croce del Pratomagno”, la Comunità montana del Pratomagno eseguì, in economia con i propri operai, i lavori di manutenzione del basamento e della recinzione. Sempre nel 1989 ad ottobre, fu ultimato un intervento di restauro, con ripulitura e verniciatura delle strutture in ferro.

Herbet John Louis Hinkler

Legato al Pratomagno e alla sua Croce si ricorda il tragico evento dove perse la vita il capo squadriglia australiano Herbet John Louis Hinkler, celebre asso dell’aria. Era il 7 gennaio 1933 quando Hinkel, dopo avere sorvolato Firenze alle ore 11,05, scomparve mentre tentava di stabilire il nuovo record di volo da Londra all’Australia. Il suo corpo e il relitto dell’aereo furono scoperti dopo ben 111 giorni  come si ricorda dalle cronache del tempo. In suo ricordo, sul Pratomagno, nei pressi della Croce  fu posto un monumento in marmo, distrutto durante la seconda guerra mondiale, e sostituito poi dall’attuale cippo.

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0