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Su San Zeno ci sono altre due cose che non quadrano... per ora!

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Su San Zeno ci sono altre due cose che non quadrano... per ora!

 

 

Nel leggere un documento del 12 febbraio – presentato nell'ambito del Progetto Life + dal Dr. Tanganelli, Centro Regionale Tutela Qualità dell'Aria dell'ARPAT – dal titolo “La misura degli inquinanti a S. Zeno”, mi è saltato agli occhi un particolare inquietante: sono stati presi in considerazione i livelli degli ultimi anni di ossidi di azoto, di monossido di carbonio, di PM2.5, di anidride solforosa...però non sono stati misurati né gli acidi (in particolare l'acido cloridrico, precursore diretto dell'esaclorobenzene) né l'ammoniaca, né i microinquinanti (metalli pesanti, ma soprattutto le temibili PCDD, Policloro-dibenzo-p-diossine, e PCDF, Policloro-dibenzo-p-furani). Il combinato disposto tra queste non misurazioni ed il fatto, altrettanto inquietante, che AISA consideri inutile l'installazione di campionatori automatici – guardacaso - delle diossine e furani (PCDD e PCDF) pur se previsti (e dei quali si chiede l'installazione...) da una delibera della Giunta Regionale Toscana (la 272 del 2008,”Approvazione criteri direttivi sugli impianti di incenerimento”) fa sorgere legittime preoccupazioni: almeno quanto il dichiarare, sempre da parte di AISA, che l'installazione dei campionatori automatici viene normalmente richiesta per gli impianti di nuova costruzione. Al contrario, dovrebbero essere quelli più vecchi ad essere maggiormente monitorati! I dubbi cominciano ad essere davvero troppi...

 

 

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