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AREZZO, “SALUTE A RISCHIO, FERMIAMO L’IMPIANTO A BIOGAS”

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AREZZO, “SALUTE A RISCHIO, FERMIAMO L’IMPIANTO A BIOGAS”

Chiurli, “Subito una legge regionale in materia”

 

 

“Forti rischi per la salute, in particolare per le donne in gravidanza e per i bambini: fermiamo subito l’impianto a biogas in programma a Castiglion Fibocchi”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Gruppo Misto), in merito al progetto presentato in Provincia di Arezzo.

“L’impianto – spiega il consigliere – dovrebbe bruciare materiale agricolo come il mais per produrre energia per 600 KW, senza nessuna certezza sulle conseguenze relative all’inquinamento ambientale e alla produzione di polveri sottili. Si tratta peraltro di una materia, quella degli impianti a biogas, ad oggi non disciplinata a livello regionale”.

“I rischi sono enormi, come dimostrato da centrali di questo tipo già sperimentate in Germania: tumori e malattie perinatali, ovvero quelle che aggrediscono il feto durante la gravidanza, per citare le più gravi patologie associate all’inquinamento da polveri sottili”, mette in guardia il consigliere. “Esistono studi accreditati in tal senso – aggiunge Chiurli – che ho allegato a un’interrogazione ad hoc presentata in Consiglio regionale”.

“A preoccupare è in particolare la previsione, stabilita nel progetto preliminare – spiega – dello spandimento del digestato, cioè lo scarto del materiale bruciato, nel terreno a ridosso della futura centrale, vicinissimo al centro abitato, con il rischio di diffusione di agenti patogeni”.

“A tutto ciò si aggiunge il fatto che l’impianto dovrebbe nascere a Castiglion Fibocchi, in un’area agricola di pregio – sottolinea Chiurli – mettendo in pericolo non solo l’ambiente, ma i posti di lavoro. Un attentato alla produzione agricola che non possiamo assolutamente permetterci, tanto più in un momento così difficile per le nostre aziende”.

“La Giunta regionale intervenga quanto prima per fermare questo scempio – conclude Chiurli – e regolamentare la materia degli impianti a biogas: servono subito delle linee guida, occorre rispondere all’accorata richiesta della popolazione che chiede il rispetto della salute dell’ambiente e dell’uomo”. 

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