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Onestamente non avrei mai creduto di trovarmi a difendere Berlusconi, che vorrei tanto vedere a passeggio coi nipotini... Ma questa difesa è prima di tutto la difesa di un principio, a cui non è possibile concedere deroghe. Perché il minimo smottamento, aprirebbe la strada ad una frana di dimensioni apocalittiche.

L'Art. 17 della nostra carta Costituzionale recita: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.  Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. 

Invece da 2 giorni i nostri politici si stracciano le vesti scandalizzati gridando all'eversione. Anche Grillo ieri si è unito al coro: “Povero Paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia…) al Quirinale il giorno dopo”

Queste frasi cominciano a terrorizzarmi. Se una manifestazione di strada, spontanea e non violenta, può essere considerata un atto eversivo, comunque e da chiunque venga compiuta, significa che siamo ad un passo dalla applicazione di leggi liberticide.

Se la magistratura (per bocca del capo della ANM e del CSM), considera una manifestazione non violenta un atto eversivo, significa che l’Italia sta incamminandosi verso la negazioni delle libertà costituzionali, come il diritto di manifestare, si trattasse anche di una sfilata di carcerati, invece che di parlamentari (tanto più che ormai nell’immaginario collettivo la differenza è poca). Se sul piano della opportunità politica sono pronto a criticare anche io e pure con durezza, non altrettanto possiamo fare su quello della legittimità. Se le parole hanno ancora un valore, definire un gesto di libertà garantito dalle leggi come un atto eversivo, è una aberrazione contro la nostra stessa democrazia. Si possono criticare le idee, ma non  il diritto di esprimerle attraverso qualsiasi forma purchè civile e non violenta. 

Se dei cittadini manifestano davanti o dentro al tribunale, mi aspetto prima di tutto il rispetto della libertà di pensiero e di opinione. Le dichiarazione dei solerti difensori dei magistrati, hanno invece queste si, il sapore della eversione e del tentativo di rovesciamento dei principi che ispirarono i nostri padri costituenti. Se i giudici hanno a cuore la loro indipendenza, devono anche mostrare rispetto per coloro che civilmente e in forma non violenta, manifestano contro di loro. Nessuno, tantomeno un magistrato che è chiamato a difendere i diritti fondamentali, dovrà mai considerarsi al di sopra delle libertà garantite dalla costituzione.

Temo che presto dovremo pensare seriamente a difendere quelle nostre libertà fondamentali con le unghie e con i denti. Ancorchè un po’ sdentato, non mi tirerò indietro

Concludo con le parole di Sandro Pertini: “Non possiamo correre il rischio di perdere la libertà, per colpa di chi la usa per rubare...!”

 


 

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