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Malvaldi fa il bis di pubblico al Giardino delle IDEE

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Malvaldi fa il bis di pubblico al Giardino delle IDEE

“Ancor prima di arrivare in paese, la strada che porta a Montesodi Marittimo non è di quelle a cui uno possa restare indifferente. Così inizia il mio nuovo romanzo” esordisce Marco Malvaldi, ospite del Giardino delle IDEE sabato 9 marzo.

Malvaldi è tornato alla ribalta sugli scaffali delle librerie e nelle graduatorie di gradimento dei lettori con un libro da leggere tutto d’un fiato, Milioni di milioni edito da Sellerio.

Come in tutti i gialli, i luoghi e i paesaggi descritti hanno la loro influenza nella realizzazione di quella suspense che solitamente tiene sulle spine il lettore.

“Montesodi Marittimo è il paesino immaginario dove si sviluppa la trama intricata del mio nuovo libro” racconta Malvaldi di fronte a un pubblico da tutto esaurito.

“Ottocentododici è il numero degli abitanti del paese” – continua  “il che mette gli esseri umani in netta minoranza rispetto al numero di galline. Sessantanove l’età media del paese. Ventiquattro i gradi di pendenza della strada principale di Montesodi, lungo la quale si sviluppa quasi per intero il paesello. Meno diciassette la temperatura minima raggiunta nel corso dell’ultima settimana del 2011. Tre il numero degli esercizi commerciali nel territorio comunale. Un diluvio di numeri, insomma, per un deserto di paese”.

Un paese così piccolo, dove gli abitanti si accoppiano tra loro oramai da secoli, può essere considerato il paese più forte d’Europa?

Non è questo, forse, già un mistero?

Questi rapporti incestuosi hanno rilevanza sull’assetto genetico della popolazione?

Il mistero si cela nel DNA?

“Quando ci sono incognite difficili da risolvere la scienza si incupisce” aggiunge Malvaldi “perché è nell’indole umana capire e conoscere anche le stranezze più piccole dell’esistenza umana. Per questo Piergiorgio Pazzi, un fisiologo clinico, viene inviato a Montesodi con l’incarico di prelevare campioni di sangue e individuare la possibile presenza di anomalie genetiche nella popolazione e ricostruendo le parentele degli abitanti, cercare di scoprire da dove deriva tutta questa forza”.

Tutto sembrerebbe procedere tranquillamente se non fosse che una mattina la maestra Annamaria Zerbi, la vedova che accoglie in casa il protagonista, viene trovata morta sulla sua poltrona.

Sembra a prima vista un attacco di cuore ma Pazzi intuisce che non è così.

La signora Zerbi è stata assassinata?

Considerando, inoltre, che il paesino è stato sorpreso da una tempesta di neve che lo isola per giorni, l’assassino deve essere ancora lì tra loro.

Perché l’anziana vedova è stata uccisa?

Chi ha preferito metterla a tacere?

Forse la Zerbi era a conoscenza di un profondo segreto che avrebbe potuto svelare l’arcano mistero di questo misterioso borgo?

“Purtroppo tutti in paese hanno un alibi per l’omicidio” – rivela ancora Malvaldi “tutti tranne Piergiorgio che, se non vorrà finire in galera, dovrà lui stesso trovare l’assassino e di conseguenza le prove per scagionarsi, indagando tra segreti e omertà”.

L’incontro con Marco Malvaldi si sviluppa piacevolmente, in modo rilassante e rilassato, divertente.

A tratti comico e sempre molto intrigante

Il pubblico del Giardino delle IDEE segue con attenzione.

Molti applausi, molti sorrisi.

Un pubblico appassionato alle avventure di Sherlock Holmes, lettori/spettatori affezionati al piccolo e buffo detective belga Poirot e al commissario Maigret.

E con Malvaldi trovano davvero pane per i loro denti.

In fondo il mistero ha sempre accompagnato il cammino dell’uomo e l’avventura dell’esistenza non sarebbe così affascinante se ci fosse dato conoscere tutto quello che ci circonda.

E il mistero di Milioni di milioni incuriosisce tanto il pubblico del Giardino delle IDEE.

“Per svelarlo” scherza Malvaldi “non dovete far altro che leggere il libro, tutto qua”.

Milioni di milioni sono le stelle che si vedono in cielo dalla collina del paese.

Marco Malvaldi è un toscano verace doc.

Ironico, fantasioso, acuto e fantasioso.

In Milioni di milioni sorprende con una tipica investigazione all’inglese basata su indizi più o meno nascosti.

E al termine dell’incontro il pubblico del Giardino delle IDEE ha trascorso qualche giorno in un paesino isolato della Toscana tanto è avvincente il suo narrare.

“Un’idea di un romanzo viene sempre condivisa a cena con gli amici” ricorda Malvaldi “se il racconto piace, acquisto un computer - nuovo computer per nuovo romanzo - e inizio a scrivere”.

“Per non far fuori tutti gli abitanti di Pineta” – conclude Malvaldi “abitanti che sono solo cinquemila” - sempre molto attento a tutto quello che ha a che fare con i numeri – “farò probabilmente attendere un po’ prima di scrivere un’altra avventura dei vecchietti del BarLume”.

Al termine tutti in fila per far autografare la propria copie del libro.

A proposito di libri….facile…a ruba come sempre.

 

 

 

 

 

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