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LA PEGGIOCRAZIA, METASTASI ITALIANA

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LA PEGGIOCRAZIA, METASTASI ITALIANA

 

 

 

Il problema dell'Italia sintetizzato in una parola è la PEGGIOCRAZIA. L'Italia ha sempre sofferto di questo male, anche se si è acutizzato maggiormente dalla metà degli anni 60 quando iniziammo ad aumentare la spesa pubblica in maniera allegra, creando nel tempo uno Stato obeso, corrotto e inefficiente.

Ciò ovviamente ha comportato l'aumento del debito e delle tasse con una politica miope(qualsiasi fosse il colore dei governi) che per tenere a bada il popolo si "comprava" attraverso contentini(basti pensare alle pensioni baby) il voto degli italiani non pensando mai alle generazioni future, ma solo al presente, a togliersi di dosso i fastidi dell'oggi senza una visione dell'Italia e del mondo.                

La situazione attuale è ancora più drammatica, perché non potendo più spendere allegramente, la politica (TUTTA) è arrivata a parlare SOLO di riduzione dei privilegi, di auto blu, mentre non c'è un progetto chiaro sul breve e medio termine per le PMI, per le famiglie, per la scuola e per i giovani.

Monti è stato l'emblema dell'uomo di Stato che chiede sacrifici in maniera gelida e che nel contempo fa di tutto per mantenere lo status quo; Berlusconi invece (peggiorando sempre di più nel tempo) è un attore che negli anni è passato dal recitare Locke (facendo poi l'opposto e soprattutto gli affari suoi) fino ad oggi individuando i bisogni reconditi della gente, speculandoci sopra.

Arriviamo poi a Bersani, uomo di partito, legato ad un'identità costitutiva del Pd vecchia e logora che al suo interno nel tempo ha accumulato tantissime piccole correnti (non mi riferisco ai renziani) che stanno assieme più per combattere qualcuno o qualcosa in difesa di piccole ma numerose rendite che per proporsi come maggioranza nel Paese (questa voltami mi riferisco a Matteo Renzi).

Per loro prima viene la tenuta del partito (in questo sono i più conservatori d'Italia) poi il progetto del Paese; l'idea di tenere insieme il loro giocattolo, di non aprirsi completamente al popolo (di disprezzarlo un pò con la superiorità morale che ostentano continuamente) ce l'hanno sempre avuta a partire dal 1921. Quei pochi che hanno tentato di creare un partito di centrosinistra liberal o sono stati messi in campo quando la partita era già persa (Veltroni nel 2008) oppure quando potevano vincere le elezioni (cioè oggi) hanno deciso di fare le primarie chiuse impedendo a Renzi di vincere, cambiare la politica e rinnovare la "pelle " del PD.

Ebbene chi ha beneficiato di tutti questi errori ed orrori della nostra classe politica? Ovviamente Beppe Grillo che sta straripando con il suo "tsunami", mentre i grandi geni della politica tentano di inseguirlo, rimanendo scottati in continuazione.

Da qui si ritorna all'inizio di quanto scritto: una politica che da oltre 40 anni va avanti con aumenti di tasse, spesa pubblica e debito non poteva che scegliere i dirigenti più fedeli e allo stesso tempo incapaci (chi suddito di un uomo, chi scelto dal clan perché portavoce di vecchi slogan). Non è un caso se questo Paese ha conosciuto 20 anni di fascismo, 50 anni del più forte partito comunista d'Europa e 20 anni di berlusconismo/antiberlusconismo ("i gemelli diversi").

Esiste un deficit di senso della democrazia in questo Paese impressionante e l'idea di ottenere "prima il pane e poi la libertà" è sempre stata molto forte. 

 

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