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“La città nel degrado e Fanfani si perde nei commenti del dopo-voto”

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“La città nel degrado e Fanfani si perde nei commenti del dopo-voto”

Dichiarazione del consigliere comunale Roberto Bardelli (PdL)

 

Nell’ultimo Consiglio Comunale, Roberto Barone ha chiesto con una interrogazione come mai ancora l’assemblea sia costretta ad attendere il resoconto di un anno di lavoro della Giunta Fanfani. Si tratta di un documento che entro il 31 gennaio l’esecutivo deve relazionare all’assemblea. Non è una facoltà è un obbligo affinché il Consiglio Comunale sia messo in grado di svolgere la sua funzione di controllo partendo prioritariamente dalla conoscenza dello stato di attuazione del programma. Puntualmente dal Sindaco è venuta una non-risposta. Niente di nuovo sotto il sole: tanta enfasi ma nessuna sostanza. Peraltro, scopro che lo stesso obbligo non è mai stato adempiuto neanche nella scorsa consiliatura. Un atteggiamento di grande rispetto verso i consiglieri comunali, non c’è che dire. 

O forse la risposta è molto più semplice: cosa volete che relazioni il Sindaco al Consiglio quando la sua Giunta è l’emblema del nulla? Strade oramai ridotte a colabrodo, interi quartieri in mano alla microcriminalità e ai teppistelli spacca-specchietti, una manifestazione come la Fiera Antiquaria abbandonata a se stessa, non uno straccio di idea sul turismo e sulla promozione della città, eliminata anche Arezzo Wave, un centro storico e intere frazioni nel più completo degrado, una periferia con intere zone che di sera di trasformano in bordelli a cielo aperto, i fatidici lavori del tanto decantato PIUSS fermi o incompleti senza saperne i motivi, i dipendenti della macchina comunale avviliti da due anni di scelte che tagliano drasticamente quote importanti di salario accessorio e dunque potere di acquisto.

E il Fanfani, in mezzo questo stato di cose di cui è responsabile, dichiara: “appare per me incomprensibile la conferma di fiducia di una parte comunque consistente di elettorato al PdL che nei suoi anni di governo ha interpretato l’anima deteriore della politica nazionale e internazionale”. 

Siamo arrivati allo stadio “senza ritegno”. Da parte di un uomo che, lui sì, interpreta l’anima deteriore del pessimo amministratore. Quella per la quale passerà alla storia.

 

 

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