Prima Pagina | L'opinione | ... di fantasmi e paure, di coraggio e umiltà.

... di fantasmi e paure, di coraggio e umiltà.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
... di fantasmi e paure, di coraggio e umiltà.

Abbiate pazienza, ma sarà l’habitus mentale da ingegnere che mi spinge più a trovare soluzioni che a puntare il dito, sarà che gli psicodrammi collettivi mi sembrano inutili riti catartici, troppi “non ci capisci niente”. Suggerirei un pò di serenità nell’analisi, il popolo si è espresso e occorre prenderne atto.

 

Vi offro 10 punti di riflessione, qualche volta ironici, perché è evidente che nessuno ha la bacchetta magica e tanto vale non prendersi troppo sul serio.

1)      Ah ma non c’è il ballottaggio? Un secondo turno, un tempo supplementare?

2)      il day after : unanime la prima analisi interna, la colpa è degli altri che non hanno capito. Per chi aveva votato Renzi, la colpa è di quelli che han votato Bersani a Novembre. Per chi ha votato Bersani, la colpa è di chi vuole il caos del paese e ha votato Grillo e Berlusconi. Allora diamo il buon esempio: E’ anche colpa mia, che pur avendo diverse ragioni e pochi torti in questi tre anni, (avrei una voglia matta di dire “te l’avevo detto”, ma non è che mi rallegri un granchè) pur essendomi impegnato dove e quando ho potuto, non sono riuscito a cambiare sufficientemente questo partito.

3)      Il PDL perde, Silvio vince la sfida personale. Perde Monti e l’idea dell’alleanza col centro. Perde anche il PD, che non è primo partito ed è troppo sotto le attese, quasi dappertutto (si anche da noi). Perde la sinistra italiana, tutta. Vince Grillo, e l’avrei detto al 20. Direi trionfa se lo schema era quello di essere determinanti per il governo. Se invece è quello di non scendere a compromessi mai, di non confondersi con la partitocrazia ad ogni costo, come dicono loro, credo abbia davvero perso il paese. Mi lascio il beneficio del dubbio, i tempi e i fatti influenzeranno il mio giudizio.

4)      Cosa vuol dire il voto. Opinione personale. Che serve coraggio e una proposta forte, non accordicchi. 3 anni a sperare in Fini, 2 Casini, 4 mesi Monti. I risultati sono evidenti. Che gli italiani sono incazzati, ma trovo stupido definirli stupidi. Un altro errore che non bisognerebbe fare.

5)      Cosa è più grave. Che a sinistra non parliamo più il linguaggio della gente comune. Che non ci capiscono e che non li capiamo. Che non è solo dire “cazzo, mi fate tutti schifo”, ma c’è un elenco infinito di disattenzioni e arroganza, di problemi reali non discussi e distanze siderali dall’umore del paese reale. Se ne esce con più umiltà nel breve, e con una profonda scommessa culturale  nel lungo periodo. L’esatto contrario di quanto visto.

6)      Cosa farei io. Crocetta style, governo di minoranza e monocolore e raffica di provvedimenti: 2 obiettivi a termine: legge elettorale , presidente della repubblica,  e nel frattempo tastare il terreno su legge sulla cittadinanza immigrati, conflitto di interessi, banda larga e agenda digitale, consumo di suolo, reddito di cittadinanza e diritti sul lavoro più universali, diritti civili, spostamento fiscale da lavoro ai grandi patrimoni finanziari, accordo fiscale con la Svizzera . E si vede chi vota contro. Qualche soddisfazione me la toglierei, e M5S vorrei capire cosa pensa su questi temi.

7)      Cosa non farei io: accordo Grosse koalition. Non credo ne usciremmo bene, ecco. Io stesso non lo sosterrò. Con buona pace dell’Europa, che non ci capisce. La prossima volta, presto, andremo al voto con ben altra pressione psicologica.

8)      Ricordarsi che la maggioranza alla camera è per una manciata di voti. Il che significa che non siamo autosufficienti. Evitare di rinchiudersi nei palazzi e di fare cene a lume di candela tra statisti che ad oggi dimostrano di averci capito poco.

9)      Su Renzi, sarò in controtendenza, pur avendolo votato ma non credo che avrebbe avuto maggioranza al senato, mi dispiace per le interessanti analisi che leggo, le analisi numeriche con i se non sono mai corrette per definizione. Ci provo però. Ma si è perso in Sicilia, Lombardia Veneto per dire, che fanno la differenza. E non è che li fosse andato benone alle primarie (il risultato locale distorce la visuale a molti), e vi ha fatto campagna elettorale. Ed è un’analisi numerica, su quella politica dei se e dei rimpianti (probabilmente non si sarebbe candidato Berlusconi, Monti etc etc, non ci è dato sapere. La storia ha i suoi bivi e a me piace guardare avanti). Così come tendo a pensare che gli elettori delle primarie di Renzi non abbiano votato in massa per il PD, mi vien difficile da pensare che non sarebbe successo l’esatto opposto. Amplificando probabilmente la forbice e non riducendola, in quelle regioni.  Ma concordo che Renzi potrebbe essere una carta utile, forse fondamentale (ADESSO!). Per fare quello che auspico ci vuole coraggio e vedute nuove, meno schematizzate e meno sclerotizzate. Torno lì per sottolineare che è compito di tutti, e che non mi piace aspettare un salvatore della patria. Uno schema di lavoro con una nuova generazione di politici, tra cui Renzi, Civati, Serracchiani per dire, mi pare una soluzione obbligatoria. Qualcuno faccia un passo indietro, qualcun altro faccia un passo avanti.

10)    Ci sono responsabilità chiare, ma bisogna fare un sospirone, e riprendere. Per chi c’è abituato, picchiare duro, ancora, e di nuovo, perché l’interno lasci entrare il mondo esterno nelle asfittiche stanze del PD, morbido con i morbidi, duro con i duri, non il contrario. Farò quello che posso, farò quello che credo, farò quello che sento di dovere a chi ho intorno. Se avete suggerimenti, vi ascolto. Penso si riparta da qui, da voi. Più che da me.

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0