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E adesso caro sindaco, nomina pure i nuovi assessori…

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E adesso caro sindaco, nomina pure i nuovi assessori…

… e fallo senza porti troppi problemi, tanto peggio di così il PD è difficile che possa andare!

 

 

Adesso ci aspettiamo una bella steccata di nomine stile ancien regime, con tutti i notabili pronti ad occupare le poltrone che si sono liberate. Magari di quei notabili che hanno portato alla catastrofe il PD qui come altrove. Ormai siamo rassegnati alla solita tiritera.

Perché poco conta se queste elezioni hanno dimostrato che gli elettori che hanno sospinto questa maggioranza, donandole il controllo della nostra città, sono arrabbiati. E sono arrabbiati perché sono soprattutto stanchi di essere governati da gente a corto di idee.  

Quegli stessi elettori che fino a ieri votavano PD, oggi hanno votato Grillo. E lo hanno fatto magari controvoglia, solo per farsi sentire da una classe dirigente chiusa nella sua torre d’avorio. Ma se far finta di non sentire le persone deluse è pura idiozia, tacciare il nuovo di inadeguatezza, è solo paura.

 Se osservi i dirigenti del partito non ti sembra di rileggere una descrizione che sempre Gramsci fa degli uomini di sinistra il 4 marzo 1921: “Questi uomini (...) non sentono più le stesse passioni, gli stessi desideri, le stesse speranze delle masse: tra loro e le masse si è scavato un incolmabile abisso, l’unico contatto tra loro e le masse è il registro dei conti e lo schedario dei soci. Questi uomini (…) hanno paura della concorrenza, sono da capi, divenuti banchieri d’uomini in regime di monopolio, e il minimo accenno di una concorrenza li rende folli di terrore e di disperazione. (…)”

Non ti preoccupare di cosa desiderano i cittadini, sentiti libero, perché come hai visto, il Partito Democratico, quando ha avuto tra i piedi la palla per la vittoria, non ha fatto gran che. Non ha fatto una nuova legge elettorale. Ha deciso di lasciarci con il porcellum: evidentemente faceva comodo così. Non ha ridotto le spese della politica, dichiarando che di quelle spese proprio non si può fare a meno. Non ha riconsegnato la sovranità al popolo sui grandi temi dei diritti civili. E i cittadini pare proprio che siano stufi di una classe politica che quando ha paura di dire la sua e di perdere consenso, non parla. Tace. E non gli frega nulla di apparire per ciò che è: una classe politica poco seria. 

Perché non è necessario essere brutti e noiosi per essere seri: non è il capello brizzolato che fa l’autorevolezza e neppure il rigor Montis.

Ma soprattutto, alla fine della fiera, non conta nulla essere autorevoli di aspetto se poi si resta ostaggi delle correnti del partito. 

 

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