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Scienza e non fantascienza con Mario Tozzi al Giardino delle IDEE

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Scienza e non fantascienza con Mario Tozzi al Giardino delle IDEE

Sono ottimista e ho ancora speranza. Ho descritto il futuro possibile del pianeta terra, ma tutti lo possiamo cambiare” così ha esordito il geologo Mario

Tozzi in occasione dell'incontro promosso dal Giardino delle IDEE, come di consueto all'interno della splendida cornice della Sala delle Muse del Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo.

La giornata del prof. Tozzi in città inizia nel primo pomeriggio con una affollata conferenza stampa aperta ai giornalisti locali.

Alle ore 17.00 in punto l'ingresso in Sala per l'inizio dell'atteso incontro.

Sala esaurita in ogni suo angolo.

Pubblico in piedi, seduto per terra, silenzioso e attento.

Inizia il racconto.

Anno 2019.

L'eruzione del vulcano di Yellowstone ha ricoperto di cenere gli Stati Uniti.

Sciami sismici distruggono intere città, il petrolio è finito, il controllo dell'acqua dà origine a guerre, i ghiacci polari si sono sciolti e intere città, tra cui New York e Venezia, sono sommerse.

E dopo l'esplosione delle centrali nucleari di tutto il mondo, solo un uomo rimane a raccontare come tutto questo sia stato possibile.

La trama di “Pianeta Terra ultimo atto”, l'ultimo libro di Mario Tozzi, pare davvero quella di un film apocalittico.

Ma il racconto è tutt'altro che fantascientifico.

Lo comprendono bene da subito gli spettatori del Giardino delle IDEE.

Quando è cominciato il declino della Terra?” esordisce Barbara Bianconi.

Non negli anni Settanta, quando gli uomini cominciarono ad usare i Ddt in agricoltura, né con la Rivoluzione industriale di metà Ottocento. Tutto è

iniziato quando gli uomini hanno iniziato a usare strumenti per coltivare la terra, quindi diecimila anni fa” spiega Tozzi “si modifica il territorio, e si

crea una classe di persone che non deve cacciare: quindi nascono i soldati, i sacerdoti, i politici. È un processo che ci ha fatto sviluppare in fretta, ma è

stato il primo sconvolgimento degli ecosistemi”.

Da quel momento la Terra è scivolata verso l'autodistruzione?” aggiunge Fabio Mugelli. 

I veri guai del pianeta sono stati causati dall'uomo” continua Tozzi “l'acqua, le risorse, il cibo ormai scarseggiano, ma ce ne rendiamo conto solo di fronte alle catastrofi naturali”.

I Maya non c'entrano: la fine del mondo di cui parla Tozzi non è la morte del pianeta Terra, ma del mondo come lo conosciamo noi, del nostro benessere.

E non ci sono ricette che valgono” ribadisce il prof. Tozzi “se un unico Paese assorbe quasi tutte le risorse mondiali. In realtà, non c'è nemmeno la

volontà di farlo: si dice che tutte le nazioni del mondo arriveranno al livello di sviluppo dell'Occidente, ma è impossibile, perché a queste condizioni i più

deboli non possono svilupparsi. Le risorse devono essere ridistribuite, non se ne possono creare di nuove”.

E il riconoscimento della situazione drammatica arriva anche a livello politico.

L'ultimo Rapporto dell'Onu sul cambiamento climatico spiega che gli effetti sul clima che si attendevano nel 2050 sono attesi già nel 2020.

L'ambiente, però, è snobbato dalla politica: manca una programmazione a livello nazionale e globale per affrontare in modo deciso i danni del riscaldamento globale.

Si può fare qualcosa” spiega Tozzi “solo se i governi mondiali si accordano e condividono un documento, come fu per il Protocollo di Kyoto. Anche le

multinazionali possono fare molto, cambiando il loro modo di produrre: alcune l'hanno fatto, ma sulle produzioni basilari, che si alimentano di combustibili fossili, non è stato mosso nessun passo avanti”.

E poi ci siamo noi, i singoli abitanti della Terra.

Molti già lo fanno, con la raccolta differenziata e rendendo più efficiente la propria abitazione” conclude tra gli applausi il prof. Tozzi.

Al termine consueta ordinata fila per acquistare il libro – esaurite le copie disponibili – e moltissime foto.

Il pubblico del Giardino delle IDEE legge, legge molto ma ama anche ricordare gli incontri con foto scattate assieme agli autori.

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