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Appello al voto: Paolo Pezzati per Sel

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Appello al voto: Paolo Pezzati per Sel

Eccoci alla fine della campagna elettorale. La prima per me vissuta così attivamente, da candidato, seppur di servizio.

Perché ho deciso di mettermi in gioco?

Perché credo che sia il tempo di restituire una speranza, una visione di Paese in cui credere; un Paese dove tutti si possano sentire riconosciuti e dove tutti  possano esprimere al meglio i loro doveri e i loro diritti.

Ho scelto SEL perché ha il coraggio di proporre un futuro che si caratterizzi da scelte forti: la conversione ecologica dell’economia, la progressiva indipendenza energetica grazie allo sviluppo delle energie rinnovabili, il forte impegno nei diritti civili che non si ferma solamente al riconoscimento del matrimonio delle coppie omosessuali, ma che va verso la costruzione di un ambiente più favorevole nei confronti della donna con proposte di aumento di asili nidi, di congedi parentali per i mariti e  l’allungamento del periodo di maternità. Lo stato deve garantire  il consolidamento della relazione affettiva tra la madre e il neonato.

Ma quando si parla di diritti civili non si può dimenticare il diritto di riconoscere la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati qui, che studiano qui e che parlano con i nostri dialetti.

Bisogna subito superare la Bossi Fini e tutto il retro pensiero razzista che comporta. Serve inoltre una legge sui richiedenti asilo. I carceri sono pieni di immigrati accusati del reato di “immigrazione clandestina” e di persone con problemi legati alle sostanze a causa della Fini Giovanardi. Possiamo ancora tollerare le carceri strapiene?

Ecco io trovo questi temi fondamentali perché vengono ancora prima delle scelte economiche. Le soluzioni economiche si devono confrontare in un contesto sociale e culturale che le possa favorire.

SEL è poi l’unica forza politica che parla chiaramente di una politica di progressivo disarmo. Vogliamo fondare le relazioni internazionali sul dialogo e la cooperazione, sulla diplomazia preventiva non sugli affari e la deterrenza militare. Vogliamo la progressiva riconversione dell’industria degli armamenti.

A chi sorride dico: guardate cosa è successo in Costa Rica e i suoi indicatori. Si del Costa Rica. Poi immaginate gli effetti di una tale scelta di un Paese come l’Italia e i possibili consensi a catena nelle società civili occidentali!

Le agende e le priorità di spesa non sono immodificabili. L’architettura della spesa pubblica la si può modificare in modo radicale! E si possono liberare le risorse necessarie per rilanciare il paese e la sua economia. Partendo dalle scuole, investendo e ridando dignità a chi ci lavora e ai luoghi dove i nostri figli si formeranno come cittadini.

Avremo le risorse per rimettere in sesto il nostro territorio, vera grande opera necessaria, delimitando con certezza le zone urbane da quelle rurali, finendo di erodere il territorio e favorendo la riconversione. Mai più condoni, non solo edilizi.

Vogliamo che chi svolge un lavoro stabile abbia un contratto stabile e chi faccia un lavoro subordinato abbia un contratto da subordinato. E chi fa lo stesso lavoro abbia la stessa retribuzione oraria, senza distinzioni di sesso provenienza geografica o aziendale.

Vogliamo un’Europa dei popoli e non della moneta, vogliamo un Paese protagonista della costituzione degli Stati Uniti d’Europa.

Cari ecco quindi il mio appello: se anche voi sentite la forte necessità di credere in un nuovo futuro di questo Paese date il voto a Sel, la sinistra di governo che con le sue proposte  si vuole prendere assieme a voi la responsabilità di scrivere una nuova rinascita sociale culturale ed economica in Italia. Pensate al prossimo parlamento come ad una seconda Assemblea Costituente!

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