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La Fine del Mondo secondo MARIO TOZZI

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La Fine del Mondo secondo MARIO TOZZI

 

Chi non conosce Mario Tozzi?

Il geologo con la piccozza? La piccozza era un martello della statunitense Estwing e Tozzi lo brandiva quando conduceva su RAI3 la trasmissione Gaia, il pianeta che vive. Oggi Mario Tozzi è uno scrittore e conduttore televisivo di successo, collabora con quotidiani e periodici e recentemente ha pubblicato per Rizzoli il suo nuovo libro “Pianeta terra ultimo atto. Perché saranno gli uomini a distruggere il mondo”.

Non è un romanzo di fantascienza. E’ il racconto sincero e basato su conoscenze scientifiche di come, continuando nel nostro dissennato stile di vita, riusciremo a scomparire da questo pianeta.

Domenica 24 febbraio 2013 alle ore 17.00 nella consueta cornice della Sala delle Muse del Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo con ingresso libero e gratuito MARIO TOZZI sarà ospite del Giardino delle IDEE.

Ad introdurre e moderare l’incontro Barbara Bianconi con le domande e le sollecitazioni di Fabio Mugelli. “Pianeta terra ultimo atto” è un libro che fa riflettere.

Nel leggerlo si prova la stessa sensazione di disagio e panico che prova chi, pensando di essere in perfetta salute, si sente dire dal medico che è invece gravemente ammalato. Il nostro pianeta è malato. Noi facciamo finta di non saperlo e allora, presto o tardi, questione di anni o di secoli il pianeta si ribellerà e così spariremo dalla faccia della terra.

Non una ipotesi fantastica elaborata dalla mente di uno scrittore dotato di fervida immaginazione bensì l’analisi attenta e obbiettiva dei fenomeni che oggi si stanno verificando sul nostro pianeta per elaborare probabili scenari futuri.

Poche speranze: il nostro scellerato abitare il pianeta ci sta lentamente ma inesorabilmente portando alla catastrofe.

Edward Wilson della Harvard University, uno dei più grandi esperti mondiali di biodiversità, nel 1999 scriveva: ”Anche se nessuno lo desiderava siamo la prima specie a essere diventata una forza geofisica in grado di alterare il clima della Terra, ruolo riservato alla tettonica, alle reazioni cromosferiche e ai cicli glaciali. I più grandi distruttori della vita siamo noi”.

Se nei confronti di fenomeni come terremoti ed eruzioni vulcaniche nulla possiamo è anche vero che attraverso i gas serra siamo riusciti, in appena un paio di secoli, ad alterare gli equilibri che regolavano la complessa macchina termica del pianeta.

Anziché dar conto a quello che ogni giorno accade sotto i nostri occhi, ci giriamo dall’altra parte preferendo affidarci alle sentenze di quei pochi scienziati che mettono in dubbio l’innalzamento costante delle temperature.

Spesso ci rifugiamo nel fatalismo dando credito a incredibili baggianate come le profezie Maya.

Il pianeta, è certo, accumula più calore di quello che riesce a disperdere e così si sciolgono i ghiacci, si innalzano i livelli degli oceani, aumenta la siccità mentre le piogge si trasformano in bombe d’acqua.

Nel nostro disperato bisogno di ricchezza necessitiamo di sempre maggiori quantità di energia elettrica che otteniamo da fonti fortemente inquinanti tra cui le centrali atomiche.

E’ facile immaginare, nella ipotesi per niente improbabile di terremoti di alta intensità che si dovessero verificare contemporaneamente, cosa accadrebbe a queste centrali: il fall-out che ne verrebbe fuori sarebbe in grado di sterminare intere popolazioni e provocare mostruose mutazioni genetiche.

E ancora eruzioni dei supervulcani, come quello di Yellowstone, in grado di immettere nell’atmosfera milioni di metri cubi di ceneri in grado di oscurare il cielo e impedire ai raggi solari di raggiungere la terra.

L’inizio di una lenta agonia che porterebbe alla fine della vita animale e vegetale. Ma se la fine del nostro pianeta è un fatto certo - tra 5 miliardi di anni, quando il Sole si spegnerà , nessuna forma di vita potrà più essere possibile - perché mai anticipare i tempi con la distruzione degli habitat naturali, l’inquinamento atmosferico e dei mari, il depauperamento delle risorse idriche, l’impossibilità di smaltire i rifiuti che produciamo, il rischio nucleare, i cambiamenti climatici?

Mario Tozzi stimola una seria riflessione. Un libro da leggere tutto d’un fiato, appassionante.

 

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