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Capolona e Subbiano: una fusione da fare “a caldo” prima che...

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Capolona e Subbiano: una fusione da fare “a caldo” prima che...

... venga imposta per legge quella “a freddo"

 

 

La campagna elettorale per le prossime elezioni comunali a Capolona non ha messo in evidenza, come sarebbe stato necessario, il problema della fusione necessaria con il contiguo abitato di Subbiano. Presto arriverà una legge dello stato che costringerà, in forza del diritto, a fare ciò che con molti più vantaggi potrebbe essere fatto adesso, liberamente e con intelligenza e maturità.

La fusione di piccoli comuni può attuarsi ai sensi del DM n.318/2000 al fine di affrontare insieme e con più incisività le problematiche finanziarie e di gestione dei servizi, che nei prossimi anni aumenteranno a causa della crisi economica e ai conseguenti tagli sui trasferimenti statali che danneggeranno in primis le piccole comunità locali, provocandone inevitabilmente invecchiamento e abbandono da parte di giovani famiglie.

Affrontare da soli, o anche tramite i consorzi di comuni, i problemi dei piccoli paesi è ormai una lotta “contro i mulini a vento” e che potrà solo peggiorare nei prossimi anni, ma approfondendo la normativa vigente, finchè dura, si scopre che una fusione di comuni non può che portare dei benefici:

1) trasferimenti statali maggiorati per un periodo di 10 anni;

2) amministratori meglio pagati che quindi potranno occuparsi a tempo pieno del territorio, portando al contempo un risparmio nei confronti dei cittadini

3) i servizi non vengono smantellati, gli uffici rimangono al loro posto. Vengono condivise strumentazioni e procedure. Si risparmia su materiali, attrezzature e organizzazione. Il personale non diminuisce, anzi può specializzarsi ed evitare, come ora, di “fare un po’ di tutto”.

Nel frattempo sedici Comuni toscani vanno verso la fusione nel 2013. I primi a parlare di fusione sono stati i comuni del Valdarno fiorentino Figline e Incisa e adesso la Regione ha dato parere favorevole per la consultazione anche alle fusioni tra Castelfranco di Sopra e Pian di Scò mentre in attesa di delibera per l’approvazione della consultazione, ci sono altri due comuni: Montemignaio e Castel San Niccolò.

L’iter Consiste nell’approvazione della proposta di legge regionale da parte della Giunta, cui farà seguito la consultazione e, in caso di esito favorevole alla fusione, sempre la Regione dovrà istituire, con una legge regionale, i nuovi comuni.  Nuove comunità basate sulla partecipazione «Come è emerso anche nel corso dell’ultima assemblea annuale di Anci, le fusioni iniziano a essere una prospettiva sempre più concreta - sostiene il sindaco di Figline Valdarno e Responsabile Unione di Comuni AnciToscana Riccardo Nocentini - Fino a pochi anni questo era fa era impensabile. La sfida delle fusioni è quella, in un momento di difficoltà, di scegliere la via della crescita mantenendo e migliorando i servizi e generando risparmi. Ma soprattutto la fusione tra due amministrazioni rappresenta un’opportunità per costruire una comunità nuova, fondata sulla partecipazione. Una partecipazione che peraltro trova la sua istituzionalizzazione attraverso il referendum e che, proprio per questo, non potrà che accompagnare la vita del nuovo comune tutti i giorni».

 

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