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“UN GESTO MEDITATO DI GRANDE AMORE PER LA CHIESA”

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“UN GESTO MEDITATO DI GRANDE AMORE PER LA CHIESA”

 

La scelta di Papa Benedetto XVI di rimettere il suo mandato di successore di Pietro cade a cinquant’anni dall’apertura di quel Concilio cui egli partecipò appassionatamente e nel pieno dell’Anno della Fede: va quindi letto come una manifestazione di straordinaria onestà intellettuale e di grande amore per la Chiesa.

Il gesto, di portata storica per la Chiesa Cattolica, in se stesso trova un suo radicamento nello spirito del Concilio Vaticano II, che ha riformato le modalità di esercizio della potestà nella Chiesa riconducendole alla missione apostolica del servizio, che è condizionato non dalla volontà di potere personale ma dalla consapevolezza di poter rendere tale servizio nel pieno delle forze fisiche e morali. Questo spirito del Concilio ha guidato Benedetto XVI fino all'ultimo atto del suo pontificato.

Si apre ora una fase nuova che deve diventare una occasione di riforme all’interno della nostra Chiesa per renderla sempre più rispondente alle mutate esigenze della storia. In questo senso le dimissioni di Papa Benedetto XVI hanno un valore profetico, sono l’annuncio di tempi nuovi che richiedono a tutto il popolo di Dio una profonda riflessione e partecipazione. Auspichiamo dunque che un laicato adulto e maturo nella fede non sia spettatore passivo, ma protagonista di questo importante momento.

Si apre così la strada per ripensare volti, ruoli e funzioni di Istituzioni millenarie che, in un periodo di profonde trasformazioni, è una necessità sempre più impellente.

Non è il Vangelo che cambia, ma siamo noi che impariamo ad interpretarlo meglio. 

 ACLI Arezzo

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