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Benedetto XVI lascia. Per Pasqua il nuovo papa

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Benedetto XVI lascia. Per Pasqua il nuovo papa

L'annuncio questa mattina: papa Ratzinger si ritirerà in clausura

 

Oggi, anniversario della firma dei Patti Lateranensi, avvenuta l'11 febbraio 1929, il papa annuncia di lasciare il soglio pontificio.

Grandi momenti di portata storica di cui potremo scrivere di essere stati protagonisti, evidenziando coincidenze e fatti che saranno parte della storia futura: è dal 1294 che un papa, Celestino V nella fattispecie, non si dimetteva.  Dante pone Celestino all’inferno, anche se  in realtà, Pietro da Morrone era già in vita per i suoi contemporanei, un Santo. E lo era veramente tanto che fu rapidamente canonizzato. Dante esprime probabilmente il suo dolore e soprattutto la sua delusione per quelle dimissioni. Su Celestino si appuntavano le speranze della cristianità, le speranze di un grande rinnovamento della Chiesa e quelle dimissioni furono il segno della resa a Bonifacio VIII, dolore che il sommo poeta esprime con infinito livore contro il nuovo papa che, va ricordato, costrinse Celestino a morire di stenti in un carcere. Francesco Petrarca dette del gesto di Pietro da Morrone un'interpretazione diametralmente opposta, ritenendo che si dovesse considerare «...il suo operato come quello di uno spirito altissimo e libero, che non conosceva imposizioni, di uno spirito veramente divino».

Il 28 aprile 2009 papa Benedetto XVI, visitando la basilica duramente colpita dal terremoto di qualche giorno prima, pose profeticamente sulla urna di Celestino (una teca di cristallo) il suo pallio pontificio in ricordo della visita.

Ma una cosa è certa: non ci compete disquisire su queste dimissioni.  Mentre siamo sommersi da una montagna di inutili informazioni sulla campagna elettorale, mentre i candidati non fanno altro che parlar male degli altri, mentre c'è chi ci promette tutte le lune dell'Universo, mentre i Lupi del passato sono diventati Agnelli, mentre in tanti si scoprono capaci di fare moltiplicazioni di pani e pesci e i diavoli si sposano con le acque sante, tutto il mondo già parla di queste dimissioni. Sarebbe strano il contrario. In Italia non solo se ne parla e se ne parlerà, ma ne saremo sommersi. Che colpo di fortuna !

Il circo mediatico elettorale si fermerà un po' e il cittadino avrà un po' di respiro: potrà meglio riflettere sugli eventi storici, aprire meglio la propria mente all'universalità della propria presenza, senza essere costantemente disturbato dal turpiloquio deprimente del modo di essere della campagna elettorale.

Grazie Papa Ratzinger

 

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