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Il PD non abbia ancora paura dei cittadini

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Il PD non abbia ancora paura dei cittadini

 

 

AREZZO, 29/11/12 – Apprendiamo dai giornali di oggi che Vittorio Martinelli, valente coordinatore del Comitato Bersani di Arezzo, ha sottoscritto, al contrario di altri, il successo dei “renziani” aretini durante il primo turno delle elezioni primarie di domenica scorsa. Ringraziamo Martinelli per la nota di merito e la presa di posizione sui dati ad Arezzo, ma non capiamo quale sia il suo ragionamento politico conseguente.

Parla Martinelli di un segnale “forte e chiaro” che chi ha votato Renzi ha inviato alla classe dirigente del PD. E prosegue, spiegandoci che questo stesso segnale di protesta è stato motivo di riflessione dagli organi dirigenti del partito. E’ da questo momento in poi, però, che non capiamo dove voglia arrivare: visto e considerato che la classe dirigente avrebbe capito la presa di posizione degli aretini, domenica gli elettori di Matteo Renzi votino per Pier Luigi Bersani. Sperando, anzi, confidando – ma questo lo aggiungiamo noi – che oltre a capire, quegli stessi dirigenti, sapranno anche interpretare il segnale arrivato dalle urne di domenica 25 novembre. Anche se, al momento, non si sa in quale maniera.

Noi, invece, chiediamo agli elettori che hanno scelto il cambiamento, di continuare a farlo. E continuino perché sulla carta – come abbiamo detto lo scorso martedì durante la nostra conferenza stampa – qualcosa è effettivamente cambiato, ma nei fatti ancora no. E ci pare un po’ troppo facile alzare le mani e dire: “bravi, ma adesso basta”, in nome di un’unità del partito, che in vista dell’appuntamento di domenica, ci pare un po’ inconsueta. Cos’è che vuole dire Martinelli? Noi non mettiamo in discussione l’unità della PD e la sua rappresentatività, semplicemente parteggiamo per una delle due anime in gioco in queste primaire, quella che parla di rinnovamento e non di “usato sicuro”. E almeno fino al prossimo due di dicembre, parteggeremo per un’idea ben precisa di Italia e di Arezzo. Sono queste le primarie ed è questa la nostra convinzione. Passata domenica e trovato il candidato comune attraverso uno strumento democratico e partecipato da più persone possibili, staremo con tutti, a fare la stessa battaglia.

Detto questo, rilanciamo alle parole di Martinelli, con una proposta che potrà ritenere, viste le sue dichiarazioni, per lo meno plausibile:  se il partito ha preso atto del “segnale chiaro e forte di protesta”, allora il PD non abbia paura dei cittadini. E faccia diventare questa vittoria di tutti, ancora più bella e – lasciatecelo dire – veramente storica. Sia inclusivo e non escluda chi ha deciso di partecipare al ballottaggio per dire la sua. Non appelli più gli elettori di Matteo Renzi, come “non rappresentativi del centrosinistra” (e l’abbiamo detto in maniera elegante), ma come parte attiva e autorevole di una delle due anime dialettiche di un partito, qual è il PD, veramente diffuso nella società, della quale è il rappresentante politico più importante. Troppo facile dire: “Abbiamo preso atto del segnale, ma ora basta”.  A questa dichiarazione, seguano fatti. Siamo nella stessa squadra…dimostriamolo…no?

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