Prima Pagina | Eventi e spettacoli | LA MADONNA DI CITERNA DI DONATELLO

LA MADONNA DI CITERNA DI DONATELLO

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Foto  prima del restauro Foto prima del restauro

Nella stessa chiesa scoperte, a distanza di pochi anni l’una dall’altra, due straordinarie sculture rinascimentali di Madonna con Bambino: una di Donatello e l’altra di Luca della Robbia Il Giovane

 

 

 

Un itinerario sulle Madonne rinascimentali in Alta Valtiberina rivolto anche ai pellegrini nell’Anno della Fede

Rientra a Citerna in Umbria, dopo un restauro durato sette anni, la Madonna con Bambino in terracotta policroma di Donatello, risalente ai primi anni del Quattrocento. La giovane Madonna dal volto delicato che tiene in braccio un Bambino d’argento vivo, si trovava da tempo immemorabile e ignorata nella Chiesa di San Francesco a Citerna, dove è stata scoperta nel 2001 e dove tornerà definitivamente dal 30 novembre 2012, esposta all’interno di una piccola cappella. Un ambiente raccolto che ne permetterà la visione ravvicinata, così come era in origine per questa scultura devozionale.

Nell’occasione, riaprirà al culto la chiesa di San Francesco, dopo la ristrutturazione dell’intero edificio, con una messa solenne celebrata da S. E. Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze e dal Vescovo della Diocesi di Città di Castello, Domenico Cancian f.a.m, domenica 2 dicembre, alle ore 11.00. Nei giorni inaugurali del 30 novembre e 1 e 2 dicembre, convegni e visite guidate aperti al pubblico, il cui programma è consultabile sul sito: www.donatelloaciterna.it.

Il restauro - condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze su incarico del Comune di Citerna, della Diocesi di Città di Castello e della Parrocchia di San Michele e San Francesco in Citerna - ha confermato l’attribuzione a Donatello e ha recuperato la preziosa policromia originale quattrocentesca, ancora esistente sotto vari strati di grezze ridipinture di epoche diverse, permettendo di vedere di nuovo la superba modellazione della scultura. Sempre dal restauro è emerso che la Madonna di Citerna non è una copia ricavata da uno stampo, come per altre Madonne di Donatello e Brunelleschi destinate al culto privato, ma una scultura modellata direttamente in un unico blocco di argilla a tutto tondo. E proprio un certo modo di lavorare l’argilla, osservata sia nella Madonna di Citerna che in altre opere di Donatello restaurate dall’Opificio, come scrive in catalogo Rosanna Moradei, è uno degli elementi che confermano la mano del grande artista.

Siamo di fronte, dunque, ad un’opera che riapre il dibattitto sulle origini di questo grande artista e gli inizi del Rinascimento.

In questo antico borgo dell’Umbria, che domina dall’alto la Val Tiberina, al confine con la Toscana e a soli due chilometri dalla Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi, sono state scoperte, a distanza di pochi anni l’una dall’altra, due straordinarie sculture rinascimentali di Madonna con Bambino in terracotta policroma: una di Donatello e l’altra di Luca della Robbia il Giovane.  

Era il 2001, quando la giovane studiosa Laura Ciferri, intenta a catalogare la scultura in terracotta fra il secolo XV e il secolo XVI in Umbria, entrando nella chiesa di San Francesco a Citerna, fu colpita nel vedere una bella Madonna con Bambino, appoggiata su una mensola, al di sopra del coro ligneo. La studiosa capì di trovarsi di fronte ad un’opera diversa dalle altre censite fino a quel momento: la notevole volumetria e la delicatezza dei lineamenti dei volti della Madonna e del Bambino, seppur deturpati da ridipinture, facevano pensare a un’opera di grande pregio.

Dopo uno studio approfondito, nel 2004, la Madonna di Citerna è stata attribuita al giovane Donatello (Laura Ciferri, Corrado Fratini, Giancarlo Gentilini, Alfredo Bellandi, Arturo Carlo Quintavalle), con una datazione riferibile al secondo decennio del Quattrocento, tra il 1415 e il 1420: gli anni della riscoperta della tecnica scultorea in terracotta, che avviene a Firenze proprio ad opera di Donatello e di Filippo Brunelleschi, e che segna l’inizio del Rinascimento.  

Nel 2005, la Madonna di Citerna, è stata trasferita nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure a Firenze, dove ha avuto inizio il restauro. Sotto vari strati di ridipintura, di cui l’ultimo effettuato nel 1839 da tale “Amato del Citerna”, le restauratrici, Rosanna Moradei e Akiko Nishimura, hanno riportato alla luce la raffinata cromia originale realizzata con materiali preziosi (oro, argento, lapislazzuli e lacche) e con “una sensibilità quasi miniaturistica nella stesura dei colori e della realizzazione delle decorazioni”.  Sono così ritornati visibili i delicati incarnati della Madonna e del Bambino; i capelli realizzati con la foglia d’oro; l’elegante bordo dorato e punzonato con tralci vegetali delle vesti della Vergine; Il verde blu, che copriva il manto della Madonna, ha lasciato il posto a un broccato bianco con decorazioni in oro che rappresentano delle corone gigliate, inserite in un cerchio dorato con otto punte e motivi floreali; la veste rosso lacca della Madonna si è rivelata ricoperta di disegni, sempre in oro, con piume inserite in delle losanghe, forse un’allusione alla casata dell’ignoto committente dell’opera.  

Tra i più importanti esempi di scultura policroma degli inizi del Quattrocento, ancora legata al mondo tardo Gotico, la Madonna di Citerna s’inserisce in quella categoria di opere devozionali destinate ad ambienti di culto ecclesiastici o alla devozione religiosa familiare all’interno di case patrizie come suggeriscono le dimensioni e il peso abbastanza esiguo, 114 cm x 58 Kg circa. Il gruppo scultoreo è a figura intera ed è foggiato direttamente in argilla a tutto tondo; sul fronte la modellazione del manto è ricca e accurata nei panneggi e nei particolari figurativi. La perdita della policromia nella fascia inferiore dell’opera ha messo in evidenza i segni della lavorazione della terracotta al di sotto della preparazione.

Sempre a Citerna, nella chiesa di San Michele Arcangelo ma proveniente dalla chiesa di San Francesco, dove sarà collocata a breve, è stata scoperta un’altra a Madonna con Bambino attribuita a Luca della Robbia “Il Giovane”. Bellissima nella maturità dei suoi anni, la Madonna sorregge il piccolo Gesù che ci guarda con uno sguardo tenerissimo. Le rotondità dei fianchi della Vergine non ricordano più le esili figure del Quattrocento e mostrano una maggiore comprensione dell’anatomia e dell’arte antica. Individuata dalle restauratrici dell’Opificio delle Pietre Dure durante un sopralluogo nel 2005 a Citerna, l’opera, in terracotta invetriata e policroma, è stata poi restaurata dal Settore di Restauro dei Materiali Ceramici e Plastici dell’Opificio. La scultura che era stata ridipinta pesantemente nell’Ottocento e  veniva descritta da una targhetta a lato dell’altare come “un’opera popolare di scarso valore”, si è rivelata, invece, una bellissima Madonna con Bambino della bottega robbiana. L’ipotesi iniziale di attribuzione, fatta su basi stilistiche, è stata clamorosamente confermata dalle indagini chimiche che hanno rivelato la presenza, nello smalto blu della Vergine, di arsenico associato a nichel e cobalto, la prova scientifica che la scultura è una robbiana degli anni venti e trenta del Cinquecento, presumibilmente di Luca della Robbia “Il Giovane” (Firenze 1475- Parigi 1548), uno dei dodici figli di Andrea che lavorò a fianco del padre nella bottega di Via Guelfa, così come si deduce da forti analogie con altre opere di Luca.

Le due Madonne con Bambino di Donatello e Luca della Robbia Il Giovane a Citerna, sono il punto di partenza di un itinerario dedicato alle “Madonne rinascimentali nell’Alta Valtiberina”, tra Toscana e Umbria, ma anche occasione di pellegrinaggio nell’Anno della Fede. Si tratta, infatti, di opere devozionali a cui ci si può avvicinare con spirito

contemplativo di preghiera. A soli due chilometri da Citerna, a Monterchi, si trova uno dei capolavori della storia dell’arte mondiale, oggetto di devozione fin dall’antichità, la Madonna del Parto di Piero della Francesca (1455-56 circa), la cui bellezza va oltre il visibile. All’interno di una tenda aperta da due angeli, appare la giovane Madonna dal viso luminoso, che mostra il grembo rigonfio. Poco distante, a circa dieci chilometri, troviamo Anghiari, il cui nome è legato alla celebre battaglia dipinta da Leonardo da Vinci in Palazzo Vecchio a Firenze, dove nel Museo Statale di Palazzo Taglieschi è visibile la Madonna col Bambino in legno policromo di Jacopo della Quercia, del 1420 circa. L’itinerario prosegue a Città di Castello.

Inaugurazione al pubblico della Madonna di Citerna: venerdì 30 ottobre 2012

ore 15.00: presentazione del restauro, salone degli Ammassi – Palazzo Comunale di Citerna

ore 18.00: visita all’opera nella Chiesa di San Francesco

Per il programma completo delle giornate inaugurali www.donatelloaciterna.it

Dopo l’inaugurazione la Madonna di Citerna sarà visibile nella Chiesa di San Francesco tutti i giorni, eccetto il martedì, giorno di chiusura, con il seguente orario: ore 10.00 - 12.30, 14.30 - 17.30 fino al 6 gennaio 2013 compreso.

Da il 7 gennaio 2013, apertura venerdì pomeriggio ore 14.30 - 17.30. Sabato e domenica ore 10.00 - 12.30, 14.30 - 17.30,

con reperibilità durante gli altri giorni.

Per la visita all’opera è previsto un biglietto di euro 3,00, ridotto 1,50 (studenti sotto 26 anni e adulti sopra i 65)

gratis per i bambini sotto 12 anni 

Dopo il restauro

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Image gallery

Vota questo articolo

0