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OGGI IL PMI DAY: L’ORGOGLIO DI ESSERE PICCOLA E MEDIA IMPRESA

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OGGI IL PMI DAY: L’ORGOGLIO DI ESSERE PICCOLA E MEDIA IMPRESA

Fabianelli e Bonauguri: noi la spina dorsale dell’economia, è la questione industriale la vera emergenza nazionale. Si tiene oggi, in tutta Italia, la terza edizione del PMI Day, la Giornata Nazionale delle piccole e medie imprese promossa da Piccola Industria di Confindustria.

 

 

“E’ la giornata dell’orgoglio di essere piccola e media impresa – spiega Andrea Fabianelli, Presidente di Confindustria Arezzo - per questo evento, che riproponiamo con successo per la terza volta, apriamo le porte delle nostre aziende agli studenti, agli insegnanti, ai media e agli amministratori locali con il desiderio di mostrare loro quello che siamo, cosa facciamo e come lo facciamo. Vogliamo raccontare un luogo, l’impresa, in cui i pensieri si trasformano in azione e le parole in fatti. Chi verrà a trovarci ascolterà storie di aziende forti, che non si arrendono alla crisi, toccherà con mano la passione e la competenza di imprenditori capaci, scoprirà quanto impegno, sacrificio e coraggio vi sono dietro un prodotto o un servizio, visiterà luoghi in cui il concetto di società aperta è realtà ed in cui merito, passione e talento si fondono per dare vita a quel Made in Italy che tutto il mondo ammira - continua Fabianelli - il Pmi Day è un’occasione che ci rende ancora più orgogliosi di essere italiani”.

“Il Comitato Piccola Industria della nostra Associazione ha organizzato sul territorio una serie di iniziative che hanno come filo conduttore il coinvolgimento degli studenti e del mondo della scuola, per far conoscere la realtà produttiva delle PMI ed il contributo che danno alla crescita economica e sociale – spiega Dario Bonauguri, Presidente del Comitato - le aziende e scuole coinvolte sono rispettivamente: Pastificio Fabianelli con la scuola media di Castiglion Fiorentino, Studio Moda Rossella con liceo artistico di Sansepolcro e Lascaux con scuola media Pier della Francesca di Arezzo”.

Tanti sono i vincoli che frenano lo sviluppo delle aziende italiane: rispetto alla Germania, hanno un global tax rate superiore del 20% ed un costo del lavoro per unità di prodotto superiore del 35%. Hanno infine un costo dell’energia maggiore del 30% rispetto alla media europea e sono penalizzate da uno spread elevato sui titoli pubblici.

“Nonostante questi vincoli riusciamo a restare competitivi e ad essere il secondo paese manifatturiero d’Europa. Questo risultato lo dobbiamo alle tante imprese innovatrici e agli uomini e le donne che le guidano, persone nate per reagire e non per resistere – puntualizzano Fabianelli e Bonauguri - per loro e per il Paese occorre riconoscere che la questione industriale è la vera emergenza nazionale e dobbiamo attuare al più presto un piano organico di politica economica, che sciolga i nodi, valorizzi le potenzialità inespresse e accresca la competitività. Pensiamo solo a cosa potremmo diventare: il primo paese manifatturiero in Europa – concludono - questo è il nostro obiettivo a livello nazionale, impegniamoci a raggiungerlo per il bene del Paese e per il futuro dei nostri giovani”. 

 

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