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Contratti di “derivati”: sale anche ad Arezzo la febbre del contenzioso.

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Contratti di “derivati”: sale anche ad Arezzo la febbre del contenzioso.

Intervista ad uno specialista del settore

 

 

 

Sale anche in città la febbre del contenzioso per i contratti derivati, che i risparmiatori si sono ritrovati nella gestione del risparmio.

Per questi motivi, abbiamo interpellato l’Avv.to Guido Chessa, noto professionista cittadino, il quale si stà interessando assiduamente alla materia.

Avvocato, è vero che stà salendo la febbre di contenzioso sui derivati?

E’ forse presto per dirlo. Vi sono state pronunzie dei Tribunali, di Verona, di Milano e di Arezzo, sfavorevoli, mentre più di recente a Perugia per il Comune di Corciano ed a Monza per una azienda privata, sono state favorevoli .Vi sono state due sentenze della Corte di Cassazione, di natura chiarificatrice, ed  alcuni provvedimenti d’urgenza con sospensiva dei contratti in favore di Enti Pubblici, ed ancora svariate cause mi risultano pendenti in vari Tribunali Italiani fra cui anche quello di Arezzo. Insomma , non si è formata ancora una giurisprudenza costante, anche perché un certo numero di controversie sono state definite in sede di mediazione con accordi transattivi fra le parti.-

Si può dire, comunque, che la Sentenza della Corte Costituzionale del 23 ottobre u.s., dichiarando incostituzionale il ricorso obbligatorio alla mediazione,  rende prevedibile un aumento del contenzioso giudiziario.

Quindi non è febbre alta ?

Direi, per la giustizia, ancora no! Mentre la febbre si stà alzando, e si alzerà sempre più, per le Imprese e gli Enti Pubblici che hanno sottoscritto contratti su derivati con le Banche. Infatti, se i contratti sono “sbilanciati” a favore degli Istituti di Credito, come spesso ci è dato di rilevare per gli I.R.S. (Interest Rate Swap), il pagamento di “differenziali negativi” , normalmente a cadenza trimestrale, aggraverà le passività dei bilanci di esercizio delle imprese e degli Enti  per buona parte della residua durata dei contratti .  

Ma cosa sono i contratti di Interest Rate Swap ?

Sono contratti pluriennali di “scambio di tassi di interesse”, nella sua traduzione letterale. E sono stati proposti dalle Banche, alle Imprese o agli Enti,  a fini di “copertura”  degli interessi passivi, già da queste corrisposti al mercato finanziario per mutui, finanziamenti, scoperti di conto, anticipazione fatture, prestiti d’uso e via dicendo. Gli Swaps, quindi, sono stati presentati come strumenti finanziari in grado di elidere le conseguenze negative delle oscillazioni degli interessi, favorendone la stabilità nel tempo,  o comunque limitandone le conseguenze degli incrementi di mercato.

In pratica, nei contratti di Interest Rate Swaps, le parti si impegnano a scambiarsi reciprocamente, alle scadenze e con le modalità fissate nel contratto,  gli interessi calcolati su un capitale nozionale (rappresentato da una somma in euro) ad un tasso di interesse differente per ciascuna parte. In genere una parte si impegna a versare interessi calcolati ad un tasso fisso,normalmente l’Impresa o l’Ente, mentre l’altra pagherà interessi in base ad un tasso variabile, usualmente la Banca .- Alle scadenze pattuite, in riferimento alla somma nozionale, si calcolano i rispettivi interessi che , previa compensazione, vengono liquidati come differenziale attivo o passivo in favore o a carico dell’azienda o dell’Ente .-

Davanti a contratti così complessi quali i rimedi possibili?

E’ vero. Si tratta di contratti molto complessi che implicano la dichiarazione di “Operatore Qualificato” da parte di chi opera per l’Azienda o per l’Ente, la sottoscrizione  di una “Contratto Quadro” e di ogni singola operazione d’ordine degli Swaps, e da parte della Banca tutte le informative sulla trasparenza nel rispetto della Direttiva MIFID , la dichiarazione delle commissioni percepite e soprattutto di adeguatezza dello strumento finanziario proposto.-

E proprio sulle caratteristiche di adeguatezza , sulla presenza di commissioni occulte, sui profili omissivi degli obblighi di informativa e sullo sbilanciamento dei rischi assunti dalle parti che và vagliata la posizione contrattuale degli Istituti di Credito, ai fini di una verifica del loro corretto operato. Si può dire che in una buona percentuale di casi, si sono rilevate gravi infrazioni ai doveri di lealtà e correttezza contrattuale, che hanno giustificato una azione per l’annullamento o per la risoluzione contrattuale.

E’ possibile quindi agire e cosa consiglia di fare ?

Prima di assumere ogni iniziativa è bene conoscere con certezza che tipo di contratto si è sottoscritto, se e quali anomalie presenta, quale è la situazione dell’Impresa o dell’Ente ed i rapporti in essere col o con gli Istituti di Credito . In pratica è necessario elaborare una diagnosi della situazione che solo un pool affiatato di professionisti specializzato è in grado di fornire.-

Io, per esempio, assieme ad una collega, collaboro con un Istituto di Analisi dei derivati collegato all’Università di Verona, cui è assegnato il compito tecnico di fare una preanalisi gratuita sugli Swaps, fornendo una scheda sulle anomalie che gli stessi presentano. Quindi, sempre gratuitamente, viene effettuata una sessione giuridica , per acquisire le altre informative necessarie a stabilire la strategia di azione.

A questo punto, se il cliente è intenzionato a proseguire ed affrontare l’eventuale contenzioso, si passa agli incarichi professionali con il conferimento del mandato difensivo agli avvocati ed ai tecnici analisti per la redazione della Consulenza Tecnica di Parte da sostenere anche in un eventuale giudizio, fissando i costi complessivi dell’operazione ed un premio finale sulla sua riuscita economica.

E i costi sono particolarmente onerosi?

Direi di no, considerato che la fase di diagnosi preventiva di convenienza viene fatta gratuitamente, da gran parte dei pool di professionisti , presenti in varie regioni d’Italia, che offrono il servizio. Esistono dei costi di base per fare la perizia di parte, che sono in funzione del numero dei contratti da analizzare e della peculiarità dei programmi informatici da utilizzare, e quelli dell’acconto fondo  spese di giustizia iniziali . Poi, in funzione dei risultati, viene concordata una percentuale quale premio sui benefici che il cliente potrà ottenere dalla pratica.

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