Prima Pagina | Eventi e spettacoli | Franco di Mare racconta la sua Napoli bellissima e dolente

Franco di Mare racconta la sua Napoli bellissima e dolente

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Franco di Mare racconta la sua Napoli bellissima e dolente

Quarto ospite della stagione invernale del Giardino delle IDEE sarà FRANCO DI MARE.

Sabato 24 novembre 2012 alle ore 17.00 nella splendida cornice della Sala delle Muse del Museo d'Arte Medioevale e Moderna di Arezzo in via San Lorentino, 8 (INFO: 0575 409050) con ingresso libero e gratuito presenterà il nuovo romanzo “Il paradiso dei diavoli” (Rizzoli editore).

A condurre e moderare l’incontro Barbara Bianconi accompagnata da Federico Remilli.

Franco di Mare è nato a Napoli ma è ormai romano d’adozione.

Nel 1991 è assunto in RAI alla Redazione Esteri del TG2 dove ricopre la qualifica di inviato speciale.

Dal 2002 è al TG1 dove si occupa di aree di crisi.

Dal 2003 inizia la sua carriera di conduttore televisivo alla Rai e attualmente guida “Uno Mattina”.

Nel 2009 pubblica “Il cecchino e la bambina”, nel 2011 il romanzo bestseller “Non chiedere perché”, candidato finalista al Premio Bancarella e vincitore del Premio Roma e del Premio Fregane.

Per l’intensa e qualificata attività professionale ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.

Il nuovo romanzo di Franco di Mare è un doloroso inno d’amore a Napoli e insieme il racconto delle sue eterne contraddizioni.

Una città dai due volti, l’uno chiaro e l’altro oscuro: bellissima e dolente.

E’ “il paradiso dei diavoli”, secondo la definizione di un suo illustre figlio adottivo.

L’autore rivelazione di “Non chiedere perché”, dipinge un ritratto vivido e agghiacciante della sua città, un presepe dove hanno un posto tutti: il borghese, ‘o guaglione, il commerciante, il cronista di nera, la casalinga, l’intellettuale, e tutti sono in qualche misura contagiati dal male che abita il golfo più bello del mondo.

Carmine è un promettente ricercatore di filologia romanza all'Università Federico II, adorato da Lena, la sua bella fidanzata, che insegna filosofia al liceo.

Basta uno sgarro nell'ambiente accademico e Carmine, mantenendo sempre la facciata dell'intellettuale, si lascia reclutare dalla camorra.

Carmine "consegna pacchi", diventa un killer, in una storia mozzafiato che svela una Napoli maledetta.

Un racconto delle facce di Napoli: facce perplesse e disperate, facce rassegnate, interrogative e rabbiose, facce impietrite, facce inutilmente supplicanti.

Ma sempre facce, come quelle dei camorristi.

Poiché Napoli è una città in un'altra città.

Il lungomare baciato dal sole, la tradizione di grandi filosofi.

Svolti in un vicolo e vieni inghiottito nel ventre, penombra senza Legge ma con le sue leggi, motorini che ti sfrecciano accanto e subito scompaiono.

Le due città convivono in questa storia drammatica e incalzante.

“Il paradiso dei diavoli” è dedicato a quel bambino che pescava i ricci con le mani.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0