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Dolori veri e dolori finti

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Dolori veri e dolori finti

(considerazioni sul comunicato stampa della Giunta e del Sindaco)

 

Su di un punto siamo completamente d’accordo con il comunicato dell’Amministrazione comunale: questa decisione unilaterale è “dolorosa”. Ma per chi è dolorosa?

Dolorosa per i dipendenti che si vedranno decurtare le loro risorse, fino a circa 1200 euro all'anno (con stipendi di 1100/1200 euro al mese) definitivamente, dal salario accessorio, dal TFR, dalla pensione per tutta la loro vita, subendo un danno che è possibile stimare in alcune decine di migliaia di euro.

Pessima per il vulnus che apre nelle relazioni sindacali al Comune di Arezzo. Per la prima volta dalla nascita della Repubblica, l’amministrazione comunale ha “ostinatamente” respinto tutte e quattro le proposte di mediazione della RSU.

Le RSU del Comune hanno sottoscritto un centinaio di accordi con tutti i sindaci precedenti, da Aldo Ducci a Luigi Lucherini. Sempre legalmente, sempre legittimamente, sempre mediando, perché un accordo è sempre frutto di una mediazione tra parti diverse. Ma se il testo è preconfezionato e imposto, e non si può modificare una virgola, che mediazione è?

Dolorosa economicamente, ma anche psicologicamente, perché toglierà consistenti quantità economiche a 283 dipendenti per ridistribuirle a 397 dipendenti, mettendo in una situazione personale difficile ciascun dipendente, perché facendo lo stesso lavoro, il collega prenderà i soldi al collega.

Tutto questo d’ufficio, prima ancora di entrare nel merito della tanto pubblicizzata meritocrazia tramite la valutazione.

Dunque una situazione dolorosa si, ma solo per i dipendenti del Comune di Arezzo che pagano in prima persona.

Per quanto riguarda la costituzione del fondo di 1.500.000 mila euro lordi, nessuno dimentichi che è stato necessario uno sciopero, una grande mobilitazione e una legge, per rimettere a posto i 680.000 mila euro tagliati dalla Giunta nel 2011. Altro che disponibilità!

C’è sempre una scusa buona, una motivazione, un'emergenza, una interpretazione normativa, per togliere i soldi a chi lavora. Da anni ci si appella ad emergenze per togliere soldi sempre e solo a chi lavora.

Noi crediamo che togliere a 283 per dare a 397 non sia previsto da nessuna legge: è una pura interpretazione di parte, che noi semplicemente non condividiamo.

Infine chiediamo all’Amministrazione comunale: se per voi è davvero così “doloroso” assumere questa decisione, visto che fate tutto da soli, chi vi impedisce di procedere per il 2011 e il 2012 alla perequazione? Se potete agire unilateralmente e comminare un male minore ai dipendenti del Comune, chi vi impedisce di farlo?

Se credete a quello che dite, perché avete respinto tutte le proposte del Sindacato aziendale, anche quelle previste o non vietate dalle leggi? Le alternative sono sempre possibili se si vogliono veramente trovare.

La RSU rivendica con forza solamente il diritto a contrastare una scorretta applicazione delle norme a favore di pochi e a discapito di molti.

RSU Comune di Arezzo

(30 ottobre 2012)

 

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