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AREZZO RESTA PROVINCIA AUTONOMA! IN TOSCANA SCOPPIA IL CAOS...

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AREZZO RESTA PROVINCIA AUTONOMA! IN TOSCANA SCOPPIA IL CAOS...

Ce l'abbiamo fatta! Arezzo autonoma è il grande risultato dell'impegno di tutti i cittadini e delle istituzioni. Questo il risultato annunciato via Twitter e fatto rimbalzare dall'On Mattesini poco dopo mezzogiorno

 

 

 

 

 

 

Così in Toscana:

1) Provincia di Firenze con Pistoia e Prato -

2) Provincia di Arezzo -

3) Provincia di Grosseto con Siena  -

4) Provincia di Livorno con Massa Carrara, Lucca e Pisa 

Arezzo è rimasta provincia, intatta nei confini e nella configurazione. La Toscana invece si è presentata male, frammentata, divisa, senza una voce forte e chiara. Nemmeno il Consiglio Regionale ha saputo fornire una sua idea sull’accorpamento delle province. Il presidente Rossi si è presentato con poche frecce a diposizione del suo arco, rimettendo nelle mani del ministro ogni decisione. La debolezza della regione, non ha giovato sul fronte delle richieste: se infatti la Toscana avesse saputo esprimere una decisione univoca e compatta, sarebbe stato ben più difficile negare una volontà condivisa.

Sul decreto di stamani però pende la spada della Corte Costituzionale, che con molta probabilità taglierà una parte del provvedimento. In realtà quasi tutto il meccanismo è realizzato in barba ai dettati della suprema Carta, ma la ragion di stato prevarrà probabilmente sul senso del diritto. Il Governo ha dimostrato la volontà di accelerare pur di sostenere la sua proposta di riforma, facendo il possibile per non concedere deroghe, che avrebbero potuto aprire pericolose falle nella struttura complessiva.   Vale la pena di registrare un commenti di Alfio Nicotra: "La Provincia di Arezzo è salva ma non sarà come prima. Sarà composta da 12 nominati scelti dai sindaci. Come per il consiglio di amministrazione di Nuove Acque..." Commento che condivido parola per parola, ma su cui invece sono ancora molto fiducioso nell'operato della suprema Corte. Credo infatti che proprio su questo, il pronunciamento atteso non dovrebbe lasciare spazio a equivoci.   

Tanto che lo stesso ministro per la Funzione Pubblica Patroni Griffi. ha dichiarato che la riforma delle Province sarà attiva a partire dal 2014; a novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici. 

Subito dopo ha anche dichiarato che: «è stato confermato l'assetto di elezione indiretta degli organi delle province» e che «da gennaio 2013, e coerentemente con il nuovo modello di governance verranno meno le giunte provinciali».

Divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali e abolizione degli Assessorati: è quanto prevede il decreto legge sul riordino delle Province illustrato oggi a Palazzo Chigi dai ministri Patroni Griffi e Cancellieri. «Gli organi politici dovranno avere sede esclusivamente - hanno spiegato i ministri - nelle città capoluogo».

«Da subito, dal primo gennaio 2013 verranno meno le giunte provinciali». Lo ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi durante la conferenza stampa a palazzo Chigi. Sarà data la possibilità ai presidenti, per consentire la gestione ordinaria nella fase di transizione - ha spiegato - di delegare al massimo 3 consiglieri, e nello stesso tempo saranno previsti una serie di adempimenti (bilanci, ricognizione dotazione organiche, del patrimonio immobiliare ecc).

La provincia unica di Prato e Pistoia a Firenze, non convince neppure il governatore Enrico Rossi, che si è probabilmente reso conto che con un’enorme Città metropolitana, rischia di trovarsi davanti un supersindaco che governa con poteri reali e forti, e soprattutto eletto direttamente da un milione e mezzo di cittadini, su un’area che produce il 70% del Pil regionale ed ha il 60% di occupati: una prospettiva preoccupante per il governatore, soprattutto prendendo atto che il sindaco della città gigliata si chiama Matteo Renzi! "Vediamo cosa sarà in grado di partorire il governo dei professori" Ha risposto seccato Rossi ai giornalisti.

''Mai con Firenze, il governo non commetta il gravissimo errore di inglobare Prato nell'area metropolitana fiorentina''. Con queste parole il presidente del consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi, annuncia la seduta straordinaria convocata per oggi pomeriggio nel salone consiliare.

''Siamo pronti - aggiunge - a prendere in considerazione azioni forti ed eclatanti contro un provvedimento ingiusto, incomprensibile e oltremodo dannoso per il nostro territorio, gia' martoriato da crisi economica e imponenti flussi migratori. La provincia e gli uffici territoriali dello Stato annessi e connessi non si toccano. Per questo chiederemo ai parlamentari eletti in Toscana di togliere immediatamente la fiducia al governo Monti''. (Il riordino varato oggi dal governo prevede che Firenze, Prato e Pistoia facciano parte della stessa area metropolitana).

Ma anche Livorno con Massa Carrara, Lucca e Pisa, suscita non poche perplessità. Questa provincia infatti si estenderà dalle Alpi Apuane, (40 km a Nord Est di La Spezia, 30 km a Sud Ovest di Parma)  fino all'isola d'Elba e Piombino

Nell'ipotesi che non sia Livorno ma Pisa (con l'aereoporto intrenzionale) a divenire capoluogo, il sindaco Cosimi è sceso sul piede di guerra: "Mi sembra buffo. Vedremo la conversione in legge. Comunque sia, noi riteniamo che il criterio generale, quello sul capoluogo più popoloso, debba essere difeso dalla Regione Toscana anche nei confronti della città di Livorno. Solo per l'area Livorno, Pisa, Lucca e Massa il decreto modificherebbe il criterio generale sul capoluogo: se così fosse non potrei che definirlo un imbroglio ai danni di Livorno". Il vicesindaco di Livorno Bruno Picchi non usa mezzi termini per definire il nuovo decreto di riordino delle Province. "Se così fosse il decreto, Firenze non è capoluogo, ma capitale di un'area metropolitana. Poi Arezzo che va da sola e Grosseto e Siena con Grosseto capoluogo".

Siena sotto Grosseto, i primi commenti: «Dopo il 1555-1559 (fine della Repubblica di Siena), il 1786 (abolizione dello Stato Senese da parte dei Lorena), ci voleva il Governo Monti, sostenuto da Pd, Pdl ed Udc, per mettere la parola fine a tutto ciò che la storia di Siena ci ha regalato». Il Presidente della provincia Bezzini: ''Il decreto-legge approvato oggi dal governo rappresenta, di fatto, l'avvio della liquidazione della Provincia di Siena"

Lucca, il sindaco Marchetti: "Da oggi Lucca non conta piu nulla, un capolavoro confezionato dal PD regionale, permette quello che non era mai accaduto nella storia"

Pisa: Appena appresa la notizia dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge di riforma delle Provincie, subito hanno espresso le loro posizioni i rappresentanti dei gruppi politici in Consiglio Comunale a Pisa “Una scelta miope – ha così esordito la Presiedente del Consiglio Comunale, Titina Maccioni - che non tiene assolutamente conto delle realtà territoriali a cui viene applicata. Ci auguriamo che la Corte Costituzionale dia un segnale diverso”.

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