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La decisione della Giunta Fanfani è un grave atto contro i lavoratori!

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La decisione della Giunta Fanfani  è un grave atto contro i lavoratori!

 

 

La decisione di procedere alla erogazione del fondo 2011 con un atto unilaterale, da parte della Giunta Fanfani è un atto grave di rottura con le organizzazioni sindacali e con i dipendenti del Comune di Arezzo che non ha precedenti e che avrà come effetto relazioni sindacali ancora più difficili e conflittuali.

La Giunta Fanfani toglierà consistenti quantità economiche a 283 dipendenti per ridistribuirle a 397 dipendenti e tutto questo d’ufficio prima ancora di entrare nel merito della tanto pubblicizzata MERITOCRAZIA tramite la valutazione.

Tutto ciò può accadere in quanto, la stragrande maggioranza dei 397 dipendenti aveva già messo al sicuro, nel tabellare, con le progressioni economiche effettuate nel corso degli anni, quelle stesse cifre che ora vengono tolte ai loro 283 colleghi, che non hanno fatto in tempo a consolidare queste somme, nel tabellare, con le progressioni.

Questo è il risultato della decisione unilaterale della Giunta Fanfani. Qui la valutazione non c’entra nulla. Infatti a prescindere dal merito, dalla professionalità, dall'esperienza lavorativa, una parte del personale darà i propri soldi ad un altra parte che così, in base al “caso”, li prenderà due volte.

Naturalmente queste quantità economiche saranno soggette poi a valutazione in base al voto assegnato dal dirigente e agli obiettivi raggiunti dal proprio settore di lavoro.

Una operazione economica “geniale” e molto poco meritocratica!!! Un capolavoro “diplomatico” che sicuramente porterà ad un peggioramento delle relazioni con il sindacato aziendale e con le confederazioni provinciali.

E' paradossale vivere in un paese che considera iniquo prelevare un 3% sui redditi superiori ai 150.000 euro mentre non fa scandalo, tagliare, dal 2011, fino a circa 1200 euro all'anno dalle tasche di lavoratori del Comune con stipendi di 1100/1200 euro al mese, come fa la Giunta Fanfani di centrosinistra.

Tutto questo è naturalmente legale secondo i nostri “azzeccagarbugli” locali. Ma se sono state fatte delle leggi così idiote e maramaldesche a favore di pochi e contro chi lavora è un nostro diritto combattere per cambiarle e anche disobbedire e lottare per far pagare chi non paga mai.

Quanta ipocrisia nel loro comunicato! In cambio di un sistema di valutazione totalmente discrezionale, che affida tutto il potere al dirigente, senza nessuna possibilità per il dipendente di potersi difendere da eventuali soprusi e/o discriminazioni e la perdita fino a 1200 euro dal 2013 in poi e per sempre, avrebbero (bontà loro!) ridotto le nostre perdite per il 2011 e il 2012.

Hanno agito unilateralmente, chi gli impediva dunque, di procedere per il 2011 e il 2012 alla perequazione? La verità è che non l'hanno fatto perché vogliono metterci gli uni contro gli altri, dando più soldi ad una parte pensano di ottenerne il consenso e di mettere i lavoratori contro la RSU che sta tentando in ogni modo di difendere i diritti di tutti i lavoratori. Non ci riusciranno!!!.

Quando prenderete la busta paga andate a vedere quanto avete preso lo scorso anno. Solo così saprete se avete perso o guadagnato in questa infame lotteria.

Nel suo comunicato, questa Giunta, ha persino agitato lo spauracchio della possibile perdita di questi soldi a causa degli interventi e delle leggi del Governo Monti (sostenuto dallo stesso partito che compone la giunta). Il Governo Monti è stato capace dei più truci e violenti tagli e altri sicuramente ne farà, sempre e solo contro chi lavora, di certo però, ad oggi, su questa materia ancora non è intervenuto.

Abbiamo chiesto garanzie sul fondo, non ci sono state date.

Abbiamo chiesto di rivedere la valutazione presentando una proposta protocollata il 31 agosto, ci hanno risposto con una convocazione protocollata il 27 settembre dicendo che avremmo dovuto discuterne entro il 15 settembre, e che ormai era troppo tardi.

Abbiamo rivendicato il nostro diritto a mantenere le quote o a ridurle di entità più lievi, hanno detto di no.

Abbiamo chiesto la costituzione di un commissione di garanzia a tutela del valutato, ci hanno risposto di no. Hanno persino detto no alla verifica del benessere organizzativo e psico-fisico del personale che pure è prevista dalla normativa sulle performance e la valutazione.

Non ci hanno mai proposto una vera trattativa, un confronto, ma solo dei testi preconfezionati che dovevamo solo firmare:  prendere o lasciare.

Ma noi lavoratori del Comune di Arezzo abbiamo una lunga tradizione di lotta e di resistenza,  non ci rassegneremo e reagiremo agli attacchi che stiamo subendo portando avanti le proposte presentate nelle assemblee:

1. Nei mesi di novembre e dicembre daremo vita a specifiche iniziative per la nostra vertenza.   Costruendo alleanze con tutto il settore pubblico aretino e con il privato sociale, che proprio in queste settimane sta subendo attacchi gravissimi simili ai nostri. Diremo ai cittadini cosa li aspetta, i pesanti tagli ai servizi sociali, la privatizzazione che oggi passa attraverso il volontariato, l'aumento dei ticket sanitari e la cessione al privato sociale di pezzi importanti della sanità. Ci stanno massacrando abbiamo le ragioni e la forza per reagire.

2. Consulteremo i nostri legali di Firenze  e Roma per esaminare e valutare il da farsi rispetto alle posizioni assunte dall'Amministrazione Comunale.

3.  Risponderemo colpo su colpo alla controparte, senza esitare, con la tenacia che ci ha sempre contraddistinti e con la forza della ragione dei nostri ideali di giustizia, uguaglianza, di libertà di contrattare la nostra vita, il nostro lavoro.

4.  Ci incontreremo con le nostre Confederazioni alle quali chiediamo il sostegno indispensabile in questa difficile fase della lotta sindacale.

Ma prima di ogni cosa, ci rivolgiamo soprattutto a voi che avete partecipato alle assemblee e che nella stragrande maggioranza avete confermato il vostro sostegno alla RSU e respinto le proposte unilaterali della controparte, a voi chiediamo partecipazione, contributo, impegno.

I tempi sono cambiati. Non è più possibile rimanere da parte, ci viene portato un attacco violento, occorre mobilitarsi, unirsi, battersi, perché il sindacato possa tornare al tavolo negoziale con la testa alta e il diritto di vedere accolte nelle trattative anche le nostre posizioni. Non firmeremo mai accordi preconfezionati che non contengono le nostre giuste e legittime rivendicazioni.

 

 La R.S.U._

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