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Allacciate le cinture: facciamo un giro in carrozza, sulle carrozzine e sui carrozzoni…

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Allacciate le cinture: facciamo un giro in carrozza, sulle carrozzine e sui carrozzoni…

Come già spiegato in precedenti articoli, ci sembra di poter affermare che la struttura vera e propria della Camera di Commercio di Arezzo sia sostanzialmente sana, al più zavorrata da alcuni pesi: Arezzo Fiere e Congressi, Foar, Sagor.

 

 

La CCIAA possiede e controlla totalmente, due aziende speciali: Foar e  Sagor, mentre è socia in Arezzo Fiere e Congressi per circa il 17% .

Le aziende speciali sono la naturale evoluzione di una legge del 1934, anno XII dell’era fascista, e rappresentano un ibrido giuridico fra l’ente camerale e l'impresa privata.

Una tipologia a cui si possono ricondurre per similitudine, tutte le innumerevoli aziende municipalizzate e/o partecipate, che ogni ente pubblico possiede e controlla, dal singolo comune alla Regione, dallo Stato al minuscolo comprensorio.

Un modo, tra le altre cose, per sottrarre alla vista dei soggetti interessati, cioè coloro che pagano il diritto camerale (ma anche le tasse, i tributi, i servizi di nettezza e acqua), la gestione e il controllo di una serie di attività e spese, svincolandole dalla disciplina pubblicistica che regola di solito l’ente che li genera.

Le aziende speciali della CCIAA, dovrebbero assicurarsi la copertura dei costi strutturali con risorse proprie, ma in realtà il risultato non è proprio questo, nonostante si tenti di aggrapparsi ai bandi (locali, regionali, europei) che sovvenzionano ormai di tutto. Si cercano ormai tutte le strade possibili per farle sopravvivere, compreso l’affidamento di incarichi “casuali”.

Entrambe le aziende hanno un presidente, con un emolumento da oltre 14.000 euro all'anno che è stato contestato dal Ministero, tant'è che ora è sparito (dalla vergogna?).

La FoAr si occupa di formazione e di corsi obbligatori, per i quali viene richiesto un contributo ai partecipanti, la stasi dell'economia, anzi la recessione, ha ridotto la partecipazione ai corsi e proporzionalmente ha ridotto quindi i ricavi della FoAr, che a questo punto, ha bisogno di un maggiore sostegno finanziario da parte dell’ente camerale.

Presidente della Foar è Catiuscia Fei (vicedirettore della più numerosa associazione di categoria, ma anche di presidente di Estra energie, nonché membro di numerose commissioni e consulte). Quattro sono invece i consiglieri: un imprenditore del bitume, un orafo, il leader delle cooperative di Arezzo città e un alimentarista.

Nell’offerta formativa, come “da catalogo” trovi gli stessi corsi proposti dalla azienda speciale camerale di Bologna, solo un po’ aumentati di costo. La domanda che mi sono posto spesso: per fare copia e incolla, ci vuole un dirigente?

A bilancio 2011 spicca la perdita proprio nella gestione che dovrebbe caratterizzare l’azienda, che brucia oltre 100.000€ e necessita del contributo della CCIAA per 200.000€. Poichè i costi per i dipendenti sfiorano i 250.000€ portano la rimessa a fine anno a 105.000€. Una perdita in costante aumento, visto che è arrivata qui dai 75.000€ del precedente esercizio.Questa perdita tuttavia, non ha impedito che gli “organi istituzionali” succhiassero 28.000€ di emolumenti.

Per salvare le apparenze è stata spostata la gestione dell'area internazionalizzazione dalla CCIAA alla Foar. Di nuovo mi chiedo: cosa c'entra una agenzia formativa con tale attività?

Forse solo il bisogno di tenere in piedi un carrozzone gonfiando i numeri. Ma questi numeri vengono gonfiati (creando simmetricamente problemi) a spese della CCIAA che si vede depredare di servizi.

Più drammatica la situazione della Sagor, il laboratorio analisi camerale: dalla sua creazione ha sempre rappresentato una palla al piede. Non ha mai sfondato nel settore orafo, confida adesso nell'accreditamento per una convenzione, la CCM. Quest'azienda speciale, da anni riesce solo a perdere denaro e quindi non si presenta come un asset, bensì solo come una zavorra. 

E' vero che il mondo orafo è in crisi, ma è un dato di fatto che il fatturato Sagor in 5 anni si è dimezzato. Oggi come oggi, fatturano ormai solo 90.000€ : solo per servizi ne spendono 83.000€. Il costo del personale è pari a  142.000€, se non ci fossero i 170.00€  a fondo perduto (mai parola più azzeccata) che la Camera di Commercio versa annualmente, vi immaginate la situazione?

Quasi dimenticavo: gli “organi istituzionali” hanno “scassettato” per 28.000 euri. Finale: un altro anno di rimessa totale, alla faccia delle imprese che pagano.

Ma ancora non basta: per far incassare qualcosa alla Sagor, la CCIAA si fa carico del 50% di certi servizi. Hai pochi associati? Per incrementarli, farò uno sconto su certi costi camerali a coloro che si associano. Sconto o non sconto, questi sono comunque mancati introiti dell’ente principale. Così è possibile fare un po’ di maquillage sui bilanci della Sagor, che diventano più belli. Ma non sarebbe più semplice dargli direttamente i soldi? Sì, ma così sembra che la Sagor lavori e quindi si riesce a tenere ancora in piedi il carrozzone.

Poi arriva l'ispettore del Ministero (è avvenuto a luglio) e alla Sagor gli fa un mazzo tanto: contesta emolumenti, premi, buoni pasto (da 10,33 euro, della serie ci si attacca a tutto) e chiede la restituzione di importi indebitamente percepiti. La convenzione pare doppiamente lontana.

Per Sagor è presidente, da anni, Mauro Patrussi (ex presidente di Cna Arezzo, consigliere camerale, ex presidente Cps/Cac). I consiglieri sono imprenditori orafi, tuttavia il presidente e tutti e 4 i consiglieri non risultano associati a Sagor: lo chef e gli aiuto cuochi non mangiano le pietanze che preparano?

Concludiamo con la nostra amata Arezzo Fiere e Congressi. Organizzazione della “Mostra del Vasari”. Era stato creata anche la figura del (indovinate da chi?) soggetto attuatore (ma che fantasia) alla fine del 2011. A fronte di 12.000 visitatori, sono stati rendicontati oltre 410.000 euro di spese. Viene una media di 35 euro di costi per visitatore. Soldi nostri: vi sarete accorti della straordinaria ricaduta mediatica dell'evento.  Il conto l'hanno pagato Comune, Provincia e CCIAA Arezzo. Allora perchè sono andati a prendere anche un organizzatore di eventi? Fare gli eventi tanto per spendere soldi non ha significato, a meno che si volesse aiutare qualcuno: a me il dubbio resta.

Qualcuno ritiene che forse sarebbe opportuno fondere le due aziende speciali. Anche in CCIAA circola questa opinione e forse così sarà a breve. Conosco però più di un imprenditore che le vorrebbe liquidare entrambe, compreso quello a cui è dedicata questa “indagine”.

Per quanto riguarda Arezzo Fiere e Congressi ribadisco la mia idea: il contenitore è quasi completo e, anche se è stato un errore crearlo, al punto in cui siamo adesso va finito.

Ma se l’azienda ha bruciato oltre 500.000€ nel solo 2011 evidentemente qualcosa non va: il pesce puzza dalla testa e 15 dipendenti per oltre 820.000€ di costo (una media di 55.000€ l'uno, costano più che all'Estav dove però almeno ci sono medici) sono un lusso, un eredità di un passato fatto di carrozzoni e di assunzioni a caso. O quasi…

Il management di Arezzo Fiere e Congressi è in sospeso, la giunta CCIAA con voto a maggioranza (3 a 2) ha rinviato l'esame della pratica: la paura fa novanta!

E dopo le dimissioni di Sereni, la patata è divenuta scandalosamente rovente.

Ps Ma la annunciata lotteria pel Vasari che fine ha fatto?

 

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