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Giochi d'acqua... 10 anni dopo!

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Giochi d'acqua... 10 anni dopo!

Seconda puntata

 

Riassunto della puntata precedente

Il 6 ottobre del '98, sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicato il bando di partecipazione alla società privata/pubblica che gestirà l’acqua di Arezzo. E' il primo esperimento italiano di questo genere.

Il 26 aprile del ’99, ACEA esclusa dal bando di Arezzo, scatena i suoi avvocati contro l’AATO, attraverso un ricorso al Tribunale Amministrativo della Toscana.

Scrivono i legali di Acea, che per un bando di 7.000 pagine, sono stati concessi solo 40 giorni, e poichè alcune parti non erano chiare, tra i necessari chiarimenti e il termine del bando, è rimasta nemmeno una settimana. Non lo scrivono proprio chiaramente, ma tra le righe si fa ben capire che sospettano che l'occhiolino sia stato strizzato da tempo.

Il TAR convoca tutte le parti in causa.

La SUEZ Lyonnaise, MPS, BPE e Iride, sono difesi da due legali: Alberto Sciumè e Mario Pilade Chiti.


LA SENTENZA DEL TAR

L'impugnazione di ACEA viene in parte respinta e in parte dichiarata irricevibile dal TAR nel novembre 2000, anche per "mancanza di pregio" di alcune delle "doglianze" presentate dalla ricorrente.

Dato che nella ripartizione dei punti, erano tenuti in grande considerazione alcune specificità di SUEZ, il TAR giudicò che se anche avesse accolto alcuni dei motivi presentati da ACEA ciò non sarebbe stato sufficiente a far ottenere alcun risultato utile alla ricorrente per l'aggiudicazione della selezione, pertanto non ritenne di avere interesse (il TAR) alla pronuncia di annullamento degli atti della gara di selezione.

Ma dalla lettura delle motivazioni appare evidente che il TAR prese anche per buona la versione dell'AATO+SUEZ che la NON distribuzione dei dividendi per 14 anni, offerta da Suez &C, consentiva un minore ricorso al finanziamento da terzi.

Difficile, alla luce di questa sentenza, è invece capire quello che poi è avvenuto, ovverocome è stato possibile far indebitare Nuove Acque di quasi 70 milioni di euro, garantiti con il pegno delle azioni appartenenti ai Comuni.


LA SENTENZA DEL TAR 10 ANNI E QUALCHE MESE DOPO

Passano 10 anni dal ricorso di ACEA al TAR della Toscana, molte situazione societarie sono cambiate, antichi amici sono divenuti concorrenti, antichi concorrenti si sono fusi o alleati tra loro. Ma grande è la sorpresa quando il 14 settembre del 2009, le telescriventi (si fa per dire) della Reuters battono la notizia: Iride Acqua Gas, società del gruppo Iride, ha concluso la cessione ad Acea dell'intera quota di partecipazione in Intesa Aretina, pari al 35% del capitale. Il corrispettivo della cessione è pari a circa 11,4 milioni di euro e genererà una plusvalenza lorda di circa 5,1 milioni sul bilancio consolidato di Iride. Non so se li cifre siano giuste o meno o se siano anche molto più alte, ma questo era il lancio di agenzia originale.

Scriverà Repubblica (non mi fa impazzire la testata, ma qualche autorevolezza ce l’ha) il 16 novembre del 2011:  Tutti, più o meno, sono già in campo e in qualche modo hanno avviato da tempo un paziente risiko per posizionare le loro pedine sui lucrosissimi (in prospettiva) acquedotti tricolori.

A difendere l' onore nazionale ci saranno le ex municipalizzate. Acea, controllata dal Comune di Roma e dal gruppo Caltagirone, ha già quote in 4 Ato su 6 in Toscana, è presente in Umbria e Campania. E fa da cavallo di Troia, o per meglio dire da «braccio armato» di Suez, come ha scritto l' antitrust in una sentenza,  il colosso francese presente nel suo capitale e leader mondiale dell' acqua.

Iride, nata dalle nozze tra Genova e Torino, prossima alle nozze con Enia e partecipata dall' altro colosso transalpino Veolia, ha già messo un cip su diversi Ato del Nord ovest con l' obiettivo di espandersi verso Parma e Piacenza. Mentre A2a e le multiutility del nordest stanno iniziando a esplorare il campo nelle loro aree (e come a risiko, stanno cominciando a scambiarsi i territori). 

Prima della legge Galli, quando il pallino era in mano allo Stato, si spendevano per gli acquedotti due miliardi l' anno. Poi, con l' arrivo del mercato, si è scesi a 700 milioni, malgrado le bollette siano salite dal  98 al 2008 del 61% (media Italia, ma ad Arezzo gli aumenti sono stati del 600%) Per di più le Spa, votate al profitto, non hanno alcun interesse a disincentivare i consumi, favorendo lo spreco di una risorsa che tra poco sarà preziosissima. Ad Arezzo, ad esempio, con l' arrivo dei privati hanno bollette tra le più care d' Italia, con un CDA ampio e strapagato e investimenti all' osso». (Repubblica.it)

E l’AATO sembra proprio che su questa cessione voglia vederci chiaro.

Chiede ai suoi avvocati, Luca Capecchi, e Stefano Pasquini, lumi sulla vicenda della cessione delle quote tra Iride e ACEA. Gli avvocati rispondono il 22 marzo 2011. Secondo loro, Acea non può ricevere in via diretta e senza gara, alcun affidamento per la prestazione di forniture e servizi, e conseguentemente non può svolgere le prestazioni accessorie, nemmeno quelle che fino ad oggi svolgeva AMGA e IRIDE. Lo svolgimento di tali attività da parte di ACEA è illegittimo per contrasto con il DLGS 163/2006.

Di più: secondo gli avvocati di AATO, le prestazioni che fino ad allora sono state svolte da IRIDE devono essere “messe a gara”. Citando espressamente una sentenza del Consiglio di Stato (n.5814 del 28/9/2009) in cui si ritiene legittimo il provvedimento di annullamento della provincia di Caserta, di un affidamento ad una società mista pubblica-privata, dopo che la stesso socio originario era stato sostituito da altra diversa società nel corso del rapporto. 

E come se non bastasse, secondo i due legali, e secondo questa sentenza,  la società Nuove Acque potrebbe trovarsi in una situazione di illegittimità giuridica, per la presenza nella sua compagine sociale di una impresa che non è stata selezionata mediante gara.

Coscientemente gli avvocati danno conto anche dei pareri favorevoli alla cessione. Evidenziando però ampie zone grigie nella difesa della posizione.   

MA QUALCOSA DI STRANO STA PER AVVENIRE…


FINE DELLA SECONDA PUNTATA

 

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