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Sognavamo di avere Eurodisney, abbiamo Arezz'inciucio

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Sognavamo di avere Eurodisney, abbiamo Arezz'inciucio

La dove gli interessi si sistemano a spese dei cittadini, dei contribuenti, delle imprese..

 

 

Gli approfondimenti che ho svolto negli ultimi mesi mi hanno permesso di immaginare il quadro di una situazione di cui avevo percezione, ma della quale solo adesso riesco ad intravedere le dimensioni, gigantesche,

Blandire, intimorire, infamare, cercare di stendere la nebbia omertosa del silenzio. Chissà se potremo vedere l'alba del nuovo giorno, quello in cui personalissimi e interessi privati saranno sconfitti a favore del bene comune. 

Il gioco è finito, magari ci vorrà tempo per rimettere a posto il disordine, ma il processo ha avuto inizio.

Nella nostra realtà locale, esiste un rapporto di reciproco interesse e reciproca soddisfazione che condiziona da tempo il nostro piccolo mondo.

Un intreccio che vede coinvolti: partiti, associazioni, sindacati, potentati  economico /finanziario/ religioso/cooperativo condizionare la società civile. Specifichiamo però: in tutti i gruppi sopraelencati sono presenti numerosi anticorpi contro questa malattia, quella che vede pochi soggetti soggiogare e piegare ai propri fini le attività positive che queste istituzioni dovrebbero svolgere.

Un filo diretto lega certi caporioni locali, a quelli regionali e poi nazionali, con l'unico obiettivo di favorire pochi privilegiati, senza verificare se siano portatori di progetti utili ed economici per i cittadini e le imprese.

Come spiegare diversamente le polemiche roventi, provocate dall'arrivo di Nannini a Nuove Acque?  Dopo aver fatto da giudice nella non-trasparente gara del ciclo rifiuti dove c'era un unico partecipante (una vera lotta al prezzo migliore!), ha ricevuto un altro premio fedeltà.

Un territorio chino al volere del circolo degli ex sindaci da doppio mandato: Nannini, Dindalini 1, Dindalini 3, Ceccarelli, Vasai, Brandi, tutti del PD; chi non ha riavuto una poltrona politica ha ottenuto una sedia da presidente di una ex-municipalizzata. Oppure si lamenta, vedi Ciolfi.

Come spiegare che ex funzionari delle associazioni abbiano avuto incarichi dirigenziali (Artel, Distretti Industriali, Foar ...) dentro le aziende speciali, le esternalizzazioni, le società partecipate, splendido mischiume di difetti del pubblico e del privato: uniscono la mancanza di efficienza garantita da introiti a carico della comunità alla mancanza di controlli e spregiudicatezza del privato.

Come spiegare l’esistenza dei bossettini locali? Li vedi spesso su giornali e televisioni locali; certo ci sono persone esperte, ma tutte inaffondabili e immarcescibili, dei veri boiardi, dei “freni-a-mano” viventi: ci vorrebbe anche ad Arezzo la Gabanelli colle sue denuncie.

Un intreccio che arriva sino all'assetto camerale prossimo venturo, che comporta l'allungarsi dei tempi dell'indispensabile finanziamento ad Arezzo Fiere e Congressi. E' assurdo che taluni abbiano la forza di rallentare progetti utili alla città ed alle imprese.

Tutti noi abbiano contribuito, volenti o nolenti, al nuovo centro fieristico: vogliamo completarlo e metterlo a servizio del mondo della produzione che è il motore di una economia come quella aretina?

E basta coll'accontentare gli appetiti della cinghia di trasmissione, che in passato condizionava l'esito delle elezioni, adesso è autoreferenziale, a difesa di interessi personali o non allargati; infatti quando puoi dare un nome e cognome al beneficiato è evidente che non ne beneficia una parte importante della società aretina. Stipendi facili, a spese di qualcun'altro.

Cittadini, artigiani, commercianti, industriali, pensionati, studenti, genitori,  malati, aretini: ma non siete stanchi di essere meleggiati?

 

 

 

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