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Filippo Gallo si dimette dal gruppo servizi PD comunale di Arezzo

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Filippo Gallo si dimette dal gruppo servizi PD comunale di Arezzo

(per chiarezza, per chiarirsi)

 


Caro Segretario Comunale e Caro Coordinatore Francesco Falsini,

 Mi scuserete per l'ora tarda a cui scrivo, ma rientro adesso e sfoglio come consuetudine i giornali online.

E rimango perplesso, stupito, dalla pervicacia con cui il nostro partito ama farsi del male. Sgombero subito il campo: non è il dualismo Nannini-Caroti l'obiettivo. Lo riprendo, ma in un secondo tempo.

Il punto è la modalità con cui decisioni chiaramente politiche quali la presidenza di nuove acque vengono prese nell'assoluta mancanza di condivisione non solo della cittadinanza, ma degli stessi iscritti. Mi chiedo e vi chiedo, qual è lo scopo di questa nomina, il mandato industriale intrinseco? Dove si andrà ad adoperare? Quale posizione avrà il partito di governo della provincia su un tema cruciale come quello dell'acqua? Ammesso e non concesso che l'immediato intento della dirigenza PD sia di rispettare la volontà popolare del referendum (che non è un tema politico da discutere, ma un semplice dato di fatto da mantenere come bussola), queste nomine vanno in quella direzione?

Non mi è chiaro, e credo non sia affatto chiaro alla maggioranza dei cittadini, ma, passatemi l'azzardo,  neanche alla nostra base di iscritti.

Il gruppo di lavoro sui servizi aveva lo scopo di essere un filo di discussione, in un clima difficile, in cui ritenevo e ritenevamo di poter istaurare un dialogo franco e sereno. Scevro da rappresentazioni mediatiche e politiche, dopo il congresso dell'anno scorso. Dopo che una parte importanente del corpus elettorale non ha avuto nessun tipo di rappresentanza nel partito. Vi eravate fatti garanti di un percorso che avevo richiesto a gran voce, di revisione e riprogettazione dei servizi. Ma nel frattempo abbiamo assistito ad una gara dei rifiuti che ci ha visto spettatori complici e gaudenti di percorsi non correttamente rappresentati negli organi di partito, con la sensazione che le decisioni vere fossero prese altrove.

Abbiamo assistito ad un bilancio di estra su cui dovremmo fare la famosa riflessione promessa a Luglio.

Abbiamo verificato con impotenza la carenza di democrazia che porta a decisioni difficilmente sostenibili, come la prima presidenza di Estra, in piena crisi di Castiglion fiorentino, od alle nomine AISA, od a quella attuale al centro della odierna polemica. (ndr. aggiungo a posteriori che ce ne sono altre che mi son dimenticato).

Torniamo a Nannini: E ' opportuno a vostro giudizio che chi ha appena gestito la gara dei rifiuti (come controllore) di cui ancora stiam discutendo ( e mi pare di capire che anche voi nutriate dei dubbi) venga subitaneamente passato a dirigere un'azienda (controllata)? Non c'è qualcosa che stona, che lascia l'amaro in bocca dopo l'ultima assemblea comunale?

E allora, mi spiace, ma davvero non posso più giustificare con la mia presenza uno status quo di questo tipo. Il gruppo servizi è di fatto esautorato nell'anima,come colpito al cuore nella spinta al dibattito che poteva proporre, proprio perchè unilateralmente, il tavolo molto impegnativo che potevamo affrontare insieme è stato ribaltato con precisione chirurgica.

Io, irrevocabilmente, non ci sto più.  Da oggi sono fuori, e ne discutiamo in assemblea, unico luogo consono a ridare respiro al dibattito.

Il mio pensiero è noto. Parla di una maggiore distinzione tra controllore e controllato, con nomine più indipendenti immediatamente per i controllori, e di medio periodo per i controllati. Di medio periodo per concedere ai partiti, ai movimenti, alle associazioni e alla società civile il tempo di operare una profonda revisione del perimetro dei servizi e ridisegnare le necessità di una società che è cambiata. Parla di  riguardo verso monopoli naturali e non ripetibili, di beni comuni, di miglioramento in termini di competitività di servizi e di loro efficacia. A quel punto, con obiettivi chiari, gli interpreti siano semplicemente scelti dai migliori tra i migliori.

Utilizzatelo come meglio credete, è patrimonio comune che voglio condividere. Fuori dalla bagarre primarie.

Per il resto, vi prego di manifestare questo profondo disagio anche nei confronti della dirigenza provinciale. Che almeno sia stimolo ad una riflessione collettiva sul presente e sul futuro dei servizi: che quella porta verso la società civile non si chiuda, ma torni ad aprirsi. Per il bene di tutti, e per il bene del PD.

Saluti,

Filippo Gallo

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