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CONSIGLIO PROVINCIALE: APPROVATE LE VARIAZIONI DI BILANCIO RELATIVE AGLI INTERVENTI SULLE CASSE DI ESPANSIONE NEL COMUNE DI AREZZO

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CONSIGLIO PROVINCIALE: APPROVATE LE VARIAZIONI DI BILANCIO RELATIVE AGLI INTERVENTI SULLE CASSE DI ESPANSIONE NEL COMUNE DI AREZZO

Il consiglio vota anche la dismissione del Centro Basaglia con la sola astensione della FdS

 

 

Il consiglio provinciale ha approvato le variazioni di bilancio e al piano delle opere pubbliche relative al finanziamento delle casse di espansione nel Comune di Arezzo. Per reperire il finanziamento, come hanno spiegato gli Assessori ai lavori pubblici Francesco Ruscelli e al bilancio Piero Ducci, sono stati necessari storni da altri capitoli del piano delle opere pubbliche, a causa dei vincoli del patto di stabilità. Contrario il gruppo del Pdl, come ha annunciato il consigliere Vittorio Mazzoni: “si riducono gli stanziamenti sulla salvaguardia territoriale, e la realizzazione delle casse di espansione del Comune di Arezzo doveva essere già prevista dal bilancio”, ha affermato, mentre dai banchi del Pd il consigliere Valerio Menchiari ha definito le variazioni “necessarie per la stabilità del bilancio”. Il capogruppo dell'Udc Simone Palazzo ha annunciato un voto di astensione: “il fine giustifica il mezzo, ma chiedo che ci sia un monitoraggio forte degli interventi da compiere nel Comune di Arezzo”. Sull'intervento nel Comune di di Arezzo è intervenuto l'Assessore alla difesa del suolo Antonio Perferi: “c'è un fatto nuovo, e ovviamente positivo, rappresentato dall'impegno della Regione a investire per gli interventi di riduzione del rischio idraulico di Arezzo, e di fronte a questo noi non potevamo non fare la nostra parte”. Approvata anche la dismissione del Centro di Promozione della Salute della Provincia intitolato a Franco Basaglia. “Continuerà la sua opera come associazione e non mancherà la nostra collaborazione”, ha spiegato il Vicepresidente della Provincia Mirella Ricci. Voto favorevole da parte dei gruppi dell'Udc e del Pdl, con i due capigruppo Simone Palazzo e Lucia Tanti che hanno comunque auspicato che l'attività continui sotto una nuova veste, mentre il capogruppo della FdS Alfio Nicotra ha ricordato che “Arezzo è stata una delle punte di diamante del superamento e della chiusura dei manicomi, ed il Centro Basaglia rappresentava quella battaglia di civiltà e l'attualizzazione dei suoi valori. Mi pongo di fronte a questa delibera con fortissimo rammarico, è un atto di morte per la Provincia di Arezzo”, ha affermato Nicotra mentre il capogruppo del Pd Massimo Pacifici ha sostenuto che “quello della Provincia è un gesto per rigenerare il Centro, e non mancherà la collaborazione sia logistica che per le sue attività” e quello dell'Idv Sara Boncompagni ha ricordato la grande importanza del Centro Basaglia e delle sue azioni: “come associazione Onlus avrà ancora maggiori possibilità di portare avanti la sua attività, vista la situazione attuale delle Province”. Il consigliere del Pdl Pier Luigi Rossi ha voluto sottolineare alcune pagine di storia: “alla fine dell'800 fu proprio il consiglio provinciale a decidere sulla costruzione del padiglione del manicomio, così come fu protagonista della battaglia per la sua chiusura. Oggi dobbiamo continuare a stare vicini a questa istituzione, che è depositaria della memoria e che diventerà una delle tante associazioni di volontariato nella nostra città”. A chiudere il dibattito è stato il capogruppo di SeL Alessandra Landucci, che ha sottolineato come “il percorso scelto sia stato concordato anche dal Centro Basaglia , che così si trasformerà per proseguire al meglio il lavoro svolto”. Il punto è stato quindi approvato 24 voti favorevoli e l'astensione del consigliere Nicotra. Si è poi passati alle interrogazioni dei consiglieri, con Francesco Lucacci di Futuro e Libertà che ha chiesto informazioni sui lavori del sovrappasso di Indicatore, il capogruppo dell'Udc Simone Palazzo che ha lamentato tempi troppo lunghi nella risposta alle interrogazioni ed ha sollevato la questione delle difficoltà nella fusione gli istituti superiori di ragioneria e geometri di Arezzo. Su questa questione hanno presentato un'interrogazione anche i consiglieri Maria Pia Camaiti, Lucia Tanti e Pier Luigi Rosi del Pdl che hanno fatto propria la preoccupazione espressa dal personale docente e non docente dell'ITE “Buonarroti” per gli ulteriori tagli e dimensionamenti della scuola. Il capogruppo del Pdl Lucia Tanti ha chiesto notizie sulle voci di commissariamento ad acta per la ex Sadam: “chiediamo se la Provincia ne ha notizia e, qualora sia vero, quali sono i rapporti che si verranno a determinare con il commissario sulla definitiva decisione da prendere”. Il Presidente del consiglio provinciale Giuseppe Alpini ha risposto dicendo che, con notizie aggiornate alle 13 di ieri, non c'è ancora ufficialità di questo provvedimento. Il consigliere Claudia Amatucci del Pdl, infine, ha reiterato la richiesta di avere il bilancio della società Artel “nel rispetto del mio mandato e del regolamento di quest'aula”, ha affermato.

 

L'ASSESSORE AL LAVORO CARLA BORGHESI FA IL PUNTO SULLE VERTENZE DEL TERRITORIO

Le interrogazioni in consiglio provinciale su Buitoni, Beltrame e Mabo sono l'occasione per un esame complessivo della situazione

Sollecitata da interrogazioni in consiglio provinciale dei consiglieri Pdl Marzi, Santucci, Tanti e Camaiti sulla Buitoni e del capogruppo di SeL Alessandra Landucci su Mabo e Beltrame, l'Assessore provinciale al lavoro Carla Borghesi ha fatto il punto della situazione su alcune delle vertenze più importanti del territorio aretino. Dopo aver ricordato i numerosi incontri avuti sia in sede nazionale che regionale sulla Beltrame, l'assessore Borghesi ha sottolineato come, dall'incontro del 20 settembre in Regione, sia emersa la volontà dell'azienda di chiudere lo stabilimento di San Giovanni Valdarno. “Le istituzioni hanno ribadito la propria disponibilità a mettere in campo, ognuna per le proprie competenze, opportunità e incentivi con l'obiettivo di consentire il mantenimento dell'attività produttiva e dell'occupazione sul territorio e, su questa base, hanno chiesto al rappresentante dell'azienda la disponibilità ad un confronto in tempi brevi per verificare la possibilità di una modifica della decisione presa – spiega l'Assessore. Le organizzazioni sindacali hanno informato le istituzioni che intendono portare la vicenda del gruppo Beltrame al tavolo nazionale presso il Ministero per lo sviluppo economico, anche alla luce delle procedure di mobilità aperte nello stabilimento di Marghera. Per quanto riguarda la Mabo, ci sono stati tre distinti momenti che hanno portato, in tempi brevi, alla CIGS per crisi aziendale prima 95 lavoratori e poi a 327, con incontro successivo della Provincia con i lavoratori per illustrare il funzionamento dello “Sportello Anticrisi” e, in particolare, dell'anticipazione del trattamento di CIGS da parte dell'Ente. Per la Buitoni, invece, l'impegno a monitorare la situazione è stato costante, tanto che a febbraio insieme al Sindaco di Sansepolcro avevo incontrato Mastrolia per una verifica della situazione. In seguito alla volontà annunciata dall'azienda di ridurre l'occupazione di 32 unità a Sansepolcro, ho convocato un incontro con Comune, Regione e sindacati nel quale si è chiesto a gran voce il ritiro dei licenziamenti e la permanenza della realtà produttiva sul territorio. Il 31 ottobre l'azienda è stata convocata al Ministero per un incontro, e ad un'analoga convocazione in sede regionale stiamo lavorando con la Regione Toscana. Annuncio, infine, che ci sarà presto un incontro, convocato dalla Provincia di Pesaro e Urbino coinvolgendo anche quella di Perugia e le tre regioni interessate, sulla vertenza del mobilificio Fogliense”, conclude l'Assessore Carla Borghesi.

 


 

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