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La scrittrice e giornalista Maria Rosa Cutrufelli insieme all’Associazione Donne di Carta di Arezzo

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La scrittrice e giornalista Maria Rosa Cutrufelli insieme all’Associazione Donne di Carta di Arezzo

La memoria della strage di Portella della Ginestra e la memoria della letteratura

 

Alla Biblioteca Città di Arezzo, venerdì 26 ottobre dalle 16.30, si svolgerà la presentazione del libro “I Bambini della Ginestra” (Frassinelli 2012). Sarà presente l’autrice Maria Rosa Cutrufelli, la Presidente dell’istituzione Sandra Rogialli e le Persone-libro dell’Associazione Donne di Carta, cellula di Arezzo. 
Maria Rosa Cutrufelli, siciliana di Messina, che incontrerà anche gli studenti del liceo scientifico Francesco Redi alle 11 presso la loro aula magna, è una scrittrice e giornalista italiana. Nel 1984 ha ideato e organizzato a Roma la prima fiera del libro a firma femminile e ha insegnato Teoria e pratica della scrittura creativa presso l’università La Sapienza di Roma. I suoi libri sono tradotti in una ventina di lingue. Impegnata nel movimento femminista e da sempre attenta ai problemi della condizione femminile, negli anni Settanta ha scritto diversi testi sulle questioni del lavoro, dell’emancipazione delle donne e un’inchiesta sulla domanda di prostituzione e pornografia. In questo libro, l’autrice parte da una data simbolo della nostra storia repubblicana, il primo maggio 1947 quando a Portella della Ginestra Salvatore Giuliano ordina il massacro delle persone, dei lavoratori, che si erano dati appuntamento in mezzo alle montagne sassose del palermitano in un giorno di festa. Undici morti, ventisette feriti. Tra gli spettatori muti della strage, due ragazzetti: Lillo ed Enza. A lui ammazzano il padre, lei vede in faccia i banditi. Sono i bambini della Ginestra, segnati dalla storia. E anche dall’ingiustizia, perché invano i sopravvissuti chiederanno risposta alle loro domande. Perché e per conto di chi aveva sparato Salvatore Giuliano? Ed era stato soltanto il suo gruppo a sparare? Chi si nascondeva, in realtà, dietro le rocce? Enza e Lillo crescono segnati da questo trauma. Un’esperienza che li unisce e, al tempo stesso, li divide.
Le Donne di Carta aretine hanno invece preso le mosse dalla… Spagna dove Antonio Rodrigues Menendes ha ideato e diffuso il “Proyecto Fahrenheit 451 - las personas libro”. Nel titolo del progetto, che riecheggia il romanzo di Ray Bradbury, c’è tutta la voglia di salvaguardare la memoria della letteratura. Sbarcato in Italia, a Roma, grazie a Sandra Giuliani, questo progetto ha trovato ad Arezzo una “cellula” di appassionate che si trasformano, a ogni performance, in persone/libro. Come? Dicendo a memoria brani di libri ovunque sia possibile o richiesto: un teatro, una scuola ma anche un ristorante o una strada. I libri arrivano al pubblico grazie alla loro voce, una voce che s’impadronisce delle parole di un testo amato, mentre gli occhi guardano l’uditorio per costruire il piacere dell’ascolto. Le “Donne di carta - persone/libro” di Arezzo, associazione aperta anche agli uomini nonostante il nome, cercano dunque di condividere sentimenti ed emozioni in quella che diventa una relazione più che uno spettacolo. Ora è il momento di condividere anche questa iniziativa
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