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E la giostra gira....

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E la giostra gira....

 

Alcuni anni fa l’ex ministro Padoa Schioppa, con una uscita infelice e indimenticabile, diede dei bamboccioni ai nostri figli perché non se ne andavano da casa.

Ma se ci riflettiamo un po’, ci accorgiamo che i veri bamboccioni sono i nostri ex politici. Da tanti anni sono attaccati alla mammella, ripiegati su se stessi a succhiare il latte delle risorse pubbliche, anche se non hanno fatto nulla di buono per il Paese. Una giostra dove alcuni nomi salgono e scendono senza mai pagare il biglietto. E le competenze il più delle volte sono solo un optional.

Premettiamo, per onestà intellettuale, che non si deve generalizzare. Ci sono ottimi politici e pessimi politici, come del resto nel paese esistono amministratori capaci e meno capaci, ma che, spalleggiati dai rispettivi partiti, sembrano saldati alla sedia. Anche se trombati, sfiduciati o finiti in un cono d’ombra, anziché cercarsi un lavoro vero o tornare a quello originale, vengono riciclati e finiscono spesso nei meandri degli organismi territoriali, come parchi, sedicenti centri studi, enti di dubbia utilità, e soprattutto nelle società partecipate.

Da qui dovrebbe partire la rottamazione. Ne risentirà positivamente la spesa pubblica, ma soprattutto ne risentirà positivamente l’immagine generale della classe politica. Non è un bel vedere ritrovarsi sempre gli stessi nomi , degli stessi partiti, che saltano da una sedia all’altra, da una partecipata all’altra, da un incarico all’altro.

Quando si fanno delle nomine, bisognerebbe tenere sempre un occhio ad alcuni requisiti essenziali. Alcuni di questi, furono il perno della legge sulle privatizzazioni, ma furono cancellati dal referendum come effetto secondario non desiderato.

Il primo di questi requisiti, non legiferato ma ispirato al buon senso, è che il rappresentante "del pubblico” possieda competenze specifiche certificate da curricula riscontrabili. Siano essi requisiti giuridici, tecnici o professionali in genere, a seconda della bisogna

Il secondo è che non dovrebbe aver ricoperto ruoli elettivi nella presente e precedente legislatura in Comuni limitrofi. Questo vale anche per chi abbia ricoperto incarichi da assessore o che addirittura sia stato candidato nelle liste che hanno concorso all’elezione del sindaco in carica.

Questo perché crediamo ancora nella centralità della politica, del parlamento e dei partiti, che non sono morti, anzi: sono il fulcro della democrazia. Semmai ad essere morti sono quelli che ci stanno dentro.

Ma quando tutto il potere è in mano ai sindaci, capita che siano i partiti ad orientarne le decisioni e capita anche che si coprano così le spalle: oggi a me domani a te! Così fu anche per l’ex sindaco di Castiglion Fiorentino che fu nominato tamburo battente presidente di Estra. Ogni sindaco spera che quando finirà il suo secondo mandato, un posticino per lui, più qua o più in là, lo si troverà sempre… Così sarà domani per le nuove province! 

E la giostra gira… 

 

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