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La commissione speciale sull’acqua è una presa in giro per i cittadini

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La commissione speciale sull’acqua è una presa in giro per i cittadini

Il MoVimento 5 stelle di Arezzo denuncia l’insabbiamento che il Partito Democratico ha voluto porre in atto sull’attuazione del volere referendario in materia di acqua.

 

Lo abbiamo detto subito, lo abbiamo detto in consiglio, lo abbiamo gridato alla città: la commissione consiliare speciale sui referendum sull’acqua era un modo, da parte del PD, peraffossare questi temi e farli uscire dal dibatto pubblico  e quindi dall’agenda politica. La sbandierata adesione ai quesiti, ma soprattutto, la invidiabile italica virtù di salire sul carro del vincitore, è oggi dimostrato, era una pura operazione di marketing politico.

La commissione speciale, la cui presidenza è stata affidata al consigliere Andrea Modeo, si è insediata il 29 novembre 2011 e, secondo i dettami ricevuti dal consiglio comunale, aveva sei mesi di tempo per approfondire la questione e venirne a relazionare in consiglio. L’organismo in oggetto aveva anche la possibilità di chiedere una proroga dei propri lavori ma questo non è avvenuto, quindi, il 29 maggio scorso, ha concluso il proprio percorso, peraltro incentrato in sole tre sedute, e doveva portare in consiglio le proprie conclusioni.

Il dibattito in aula non è mai potuto avvenire semplicemente perché il presidente Modeo, eludendo i suoi compiti, non ha mai realizzato il proprio lavoro, peraltro retribuito. Correttamente il presidente del consiglio comunale Ralli, a seguito anche di un formale sollecito del MoVimento 5 Stelle  (prot. 80647) datato 2 agosto, ha richiesto che il lavoro venisse completato con il passaggio in consiglio. Non si riesce a mettere in calendario la relazione della commissione speciale sull’acqua perchè il presidente di quella commissione sta omettendo i propri doveri, questoper il MoVimento 5 Stelle è gravissimo ed inaccettabile.

Siamo allo scontro istituzionale, Il presidente del consiglio non riesce a farsi relazionare dal proprio vice Modeo, in veste di presidente di commissione. Se questo può essere un termometro delle tensioni che percorrono il partito di maggioranza siamo oltre a tutti i livelli di guardia. Lo stesso balletto, in merito alla nomina del  presidente di Nuove Acque, con la candidatura di Nannini, uno dei promotori della privatizzazione del servizio idrico, ci sembra la cartina di tornasole più evidente di come il Partito Democratico intende gestire la materia.

E’ così che a piazza S.Agostino si difende il volere di quelle migliaia di aretini che convintamente avevano contribuito alla vittoria referendaria? Perché non si da rapido corso almeno all’ eliminazione della remunerazione del capitale investito, che incide come tassa occulta per più del 13% nelle bollette dei cittadini,  per il quale non ci sono ulteriori passaggi legislativi da compiere come ha sancito un noto esponente PD, il presidente della repubblica Napolitano, con il D.P.R. 116/2011 in data 18 Luglio 2011? Agli elettori, speriamo, l’ardua sentenza.

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