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“La rivendicazione della politica”

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“La rivendicazione della politica”

In libreria dal 24 ottobre, il nuovo libro di Giuseppe Civati. Cinque Stelle, Mille domande E Qualche Risposta - Prima presentazione ad Arezzo, il prossimo 28 novembre

 

 

 

 

In uno degli autunni più caldi della politica italiana, quello che porterà al voto per le Primarie del centrosinistra a fine novembre, arriva in libreria dal 24 ottobre, “La rivendicazione della politica”, il nuovo libro del consigliere regionale in Lombardia e membro della direzione nazionale del Pd,  Giuseppe Civati, edito da “Fuorionda”.  Una riflessione a tutto tondo, acuta e brillante, sullo stato di salute della politica italiana di oggi, sui suoi mali e sui possibili rimedi. A partire da alcuni dati di fondo.

“In un passaggio storico in cui il 98% delle cittadine e dei cittadini italiani diffidano dei partiti, in cui l'astensionismo è dato in crescita, in ogni sondaggio, chi rifiuta la politica così com'è, è bollato come antipolitico dagli attuali attori della politica istituzionale. – sostiene l’autore - In molti casi, però, chi è fuori dal Palazzo riempie le piazze con parole d'ordine che scivolano troppo frequentemente nel populismo: è possibile dunque immaginare una soluzione diversa, che preveda la riforma del sistema politico, con una profonda trasformazione dei soggetti politici attuali, un ricambio del gruppo dirigente a destra come a sinistra, una moralizzazione complessiva del sistema e una maggiore apertura delle strutture rappresentative e democratiche, senza che si imponga una scorciatoia populistica?”.

Ecco quindi che l’autore, “novello Ulisse”, prova ad indicare una via, di fronte ad una politica stretta tra “Scilla e Cariddi”: tra una partitocrazia chiusa in se stessa e un movimentismo che, seppur genuino, rischia di travolgere tutto e tutti senza dar garanzie sulle possibili scelte di Governo per il delicatissimo futuro prossimo del nostro Paese.

“Serve un partito contemporaneo (…), – scrive l’autore – con una funzione che in filosofia si direbbe trascendentale (…). Un partito che riconosca la propria parzialità, e che accolga senza rinunciare alla critica, tutto ciò che gli si muove intorno”.

Il “come”, è rintracciabile proprio tra la pagine di questo libro, arricchito anche da due preziosi contributi di Simona Guerra, (docente in Scienze Politiche alla University of Leicester, esperta  di euroscetticismo, populismo e corruzione) e di Francesco Astore (torinese, fondatore di diverse associazioni rivolte al “protagonismo giovanile” e ai diritti civili, e organizzatore di eventi come il No Porcellum Party di Torino).

L’autore

Giuseppe Civati (1975), dottore di ricerca in flosofia, consigliere regionale in Lombardia, dal 2009 fa parte della direzione nazionale del Pd. Ha dato vita a movimenti di rinnovamento all’interno della sinistra ed è tra i promotori di Prossima Italia. Ha scritto numerosi saggi e libri tra cui Nostalgia del futuro(Marsilio, 2009) e Il manifesto del partito dei giovani (Melampo, 2011).

 

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