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FORMA MATERIA - ROBERTO CRIPPA

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FORMA MATERIA - ROBERTO CRIPPA

curated by Fabio Migliorati AREZZO Sala S.Ignazio Contemporary Art inaugurazione: venerdì 26 ottobre, ore 19.00 27 ottobre - 2 dicembre 2012

 

 

 

 

 

 

 

Dopo la grande mostra Lucio Fontana - Hic et Nunc, negli spazi della Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, e dopo INformale - Antonio Corpora + Emilio Scanavino in quelli di Sala S.Ignazio, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo ha deciso di approfondire la riflessione sulla tematica spazialista, con l'indagine visiva sull'opera di un imprescindibile nome legato a tale ricerca: Roberto Crippa. FORMA MATERIA, in collaborazione con Galleria Giraldi, di Livorno, presenta circa 25 opere, dal 1957 al 1972, anno della tragica scomparsa dell'autore durante un volo acrobatico con il suo aereo. La morte prematura di Crippa (aveva solo cinquantuno anni) ha bruscamente interrotto la sua creazione artistica - lo dimostrano le opere dell'ultimo periodo (per l’amico gallerista Bruno Giraldi, a cui era legato anche da un contratto di esclusiva) che hanno espresso originalità, fantasia, vitalità in grandiose mostre a Madrid, Bruxelles, Parigi (5, dal 1956 al 1971), New York (12, dal 1951 al 1971). Roberto Crippa nasce nel 1921 a Monza. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studia con Carlo Carrà, Aldo Carpi, Achille Funi, e, dal 1948 al 1958, partecipa a tutte le Biennali di Venezia, a cui è presente anche nel 1964, 1966, 1968. Espone alla Triennale di Milano nel 1948, 1954, 1957, 1960, e, nel 1948, firma il “Manifesto del movimento spazialista” con Fontana, Dova, Peverelli, Milani, Guidi, Joppolo, Baj - poi, ancora con Fontana, nel 1950 e 1951. Dopo un periodo dedicato all’arte astratta e concreta, oltre alle pitture spaziali dipinge personaggi polimaterici di carattere mitologico e simbolico, che realizza anche in sculture di bronzo, ferro, acciaio, argento - dal 1957 esegue i primi rilievi in sughero, corteccia, legno. Pilota dell'aeronautica, nel 1962 precipita con l’aereo, riportando la frattura di entrambe le gambe. Nel 1967 realizza gli intagli di amiantiti, ma, nel 1972, muore insieme a un suo allievo all’aeroporto di Bresso, precipitando con il proprio velivolo durante un volo acrobatico.

FORMA MATERIA ricorda un artista sincero, dedito alla vita creativa con ogni  forza; un autore libero, forte di rigore e severità, intransigente per coerenza e risoluto nel proprio intento. Dopo Lucio Fontana, Antonio Corpora, Emilio Scanavino, mancava Roberto Crippa… E Arezzo avrà potuto conoscere l'Italia della Spazialità: una dimensione che dalle stelle giungeva all'atomo, e che dall'infinito dell'immensità guidava a quello dell'umanità. FORMA MATERIA è voluta e realizzata dall'Assessorato Cultura e Spettacolo del Comune di Arezzo, con la collaborazione di Galleria Giraldi, di Livorno: sarà inaugurata venerdì 26 ottobre alle ore 19.00 negli spazi di Sala S.Ignazio alla presenza dell'Assessore, Prof. Pasquale Giuseppe Macrì; di Fabrizio Giraldi, con i figli Dario e Marco; di Fabio Migliorati, Critico d'Arte e Direttore per le Attività Espositive di Arezzo.

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SPAZIO PAROLA

curated by

Fabio Migliorati

Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Ben Vautier

AREZZO

Palazzo Chianini-Vincenzi Contemporary Art

inaugurazione:

venerdì 26 ottobre, ore 18.30

27 ottobre - 25 novembre 2012 

Dopo la grande mostra dell'opera di Giuseppe Chiari - "Ce n'est pas le ton qui fait la musique!" negli spazi della Galleria Comunale d'Arte Contemporanea - ad Arezzo si è deciso di approfondire la riflessione sulla lingua che diventa uso visivo, attraverso l'occasione offerta da SPAZIO PAROLA, collettiva in cui si riunisce il lavoro di cinque artisti specialisti dell'azione intorno alla poetica visiva. L'evento regala la possibilità di osservare l'opera di Giuseppe Chiari, Emilio Isgrò, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Ben Vautier nell'ambito di un'espressione comune in cui le parole divengono rapporto di vicinanza o comunque relazione. Circa trenta opere, dagli anni Sessanta ai nostri, sono parte della collezione Armanda Gori, di Prato: le sculture tv di Chiari; i libri cancellati di Isgrò, anche per l'operosità assurda e paradossale di formiche o api disegnate; i vivaci collages di Miccini; i messaggi politici negli slogan di Pignotti; la spessa ironia in tubetto di Ben, su monocromia nera e rossa oppure sui riassunti di progetti metropolitani a fumetto…

L'esposizione, a cura di Fabio Migliorati, ricorda l'inizio di quel fare che, da quasi mezzo secolo, contamina la maniera di considerare i confini tra lingua scritta a parole e a immagini, anche dal limite estremo del Gruppo "Poesia Visiva" a cui alcuni dei cinque protagonisti presero parte, fiancheggiando gli altri, i quali, per criterio o carattere, vi rimasero distanti. Con la collaborazione di Armanda Gori Casa d'Arte, quindi, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo sceglie di continuare la strada intrapresa due mesi fa, quando, attraverso Chiari, è iniziato quel cammino divenuto indagine sulla grammatica visiva.

SPAZIO PAROLA mette insieme cinque nomi affermati internazionalmente, per fare di Arezzo una città sempre più aperta ai linguaggi differenti e alle contaminazioni, alla storia non abbastanza premiata, a quei livelli espressivi non ancora approfonditi. SPAZIO PAROLA è voluta e realizzata dall'Assessorato Cultura e Spettacolo del Comune di Arezzo, con la collaborazione di Armanda Gori Casa d'Arte: sarà inaugurata venerdì 26 ottobre alle ore 18.30 negli spazi di Palazzo Chianini-Vincenzi alla presenza dell'Assessore, Prof. Pasquale Giuseppe Macrì; di Aldo Marchi e del figlio Leonardo, per Armanda Gori Casa d'Arte; di Fabio Migliorati, Critico d'Arte e Direttore per le Attività Espositive di Arezzo.

 

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