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Dpef e Finanziaria 2013: riorganizzazione enti e agenzie, sì unanime

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Dpef e Finanziaria 2013: riorganizzazione enti e agenzie, sì unanime

Il Consiglio chiede alla Giunta di “proseguire con decisione” nella riorganizzazione degli enti, organismi e agenzie regionali”. Un invito al Governo per rivedere il programma di acquisto dei cacciabombardieri F35

Firenze – Al termine del dibattito, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta a “proseguire con decisione nelle politiche di riorganizzazione degli enti, degli organismi e delle agenzie regionali”. Nello specifico, la Giunta dovrà anche valutare “un eventuale accorpamento delle funzioni svolte dall’Azienda regionale recupero risorse spa (Arrr) in seno all’Agenzia regionale di protezione ambientale della Toscana (Arpat)”, come pure “considerare lo scioglimento della Fondazione Sistema Toscana e la confluenza delle sue funzioni all’interno dell’Agenzia di promozione economica della Toscana (Apet-Toscana Promozione)”.
L’assemblea, a maggioranza (il gruppo PdL ha votato contro), ha approvato un ordine del giorno sulla spesa destinata all’acquisto di 91 cacciabombardieri F35, il cui costo unitario sarebbe lievitato da 80 milioni a 127 milioni di dollari. Il Consiglio invita perciò la Giunta a chiedere al Governo di rivalutare questo programma, “anche in considerazione di quanto queste risorse potrebbero essere utili per la difesa dello stato sociale, dei cittadini più deboli, per la ricerca, l’istruzione, l’innovazione ecologica”.
Respinte due risoluzioni presentate dal gruppo Udc sulla razionalizzazione della spesa sanitaria e sulla competitività del sistema produttivo e due ordini del giorno presentati da Dario Locci e Marina Staccioli (gruppo Misto). Il primo verteva sulla riorganizzazione dell’Agenzia di promozione economica, in particolare nella promozione delle piccole e medie imprese e nel turismo congressuale, culturale e termale. Il secondo, invece, sulla gestione dei rifiuti, sul loro riutilizzo e riciclaggio, per evitare “la realizzazione di ulteriori impianti costosi e dannosi per la salute e l’ambiente”.
Il Consiglio ha espresso parere negativo anche sugli ordini del giorno presentati dal gruppo PdL sull’attuazione della legge sulle attività produttive e sulla dismissione delle partecipazioni della Regione, favorendo l’ingresso del capitale e della gestione dei privati.
Respinta anche la risoluzione del PdL che riteneva “non collegabile al Dpef, ai sensi dell’articolo 155 comma 6 bis del regolamento interno del Consiglio, la proposta di legge Diritti di cittadinanza e welfare. Misure urgenti di razionalizzazione della spesa sanitaria”.
È passato, invece, a maggioranza (voto contrario del gruppo FdS-Verdi), l’ordine del giorno del PdL che impegna la Giunta a “destinare parte delle risorse provenienti dalla rimodulazione dell’ecotassa a misure idonee per il completamento infrastrutturale del ciclo dei rifiuti in Toscana, previa verifica di compatibilità con il regime degli aiuti di Stato”.
L’ordine del giorno, sempre proposto dal PdL, in cui si invitava il presidente della Giunta ad “attivarsi presso il governo per tornare a permettere al medico la scelta del farmaco e non solo del principio attivo”, è stato rimandato in commissione Sanità su proposta del consigliere del Gruppo Misto Pieraldo Ciucchi al quale si è affiancato anche Marco Carraresi (Udc). Giovanni Donzelli si è infatti dichiarato “disponibile a ritirare il testo se si ha la volontà di portare avanti in commissione una discussione seria e ampia che ha anche ripercussioni occupazionali e investe un tema molto delicato”.
Su proposta del presidente del Gruppo Pd Vittorio Bugli, l’ordine del giorno a firma Dario Locci e Marina Staccioli (gruppo Misto) che auspicava, tra l’altro, la “costituzione di un solo comprensorio di bonifica al posto dei 41 attuali”, è stato ritirato e sarà trasformato in mozione.
È stata infine ritirata la risoluzione del gruppo Udc su Toscana Promozione. L’atto chiedeva alla Giunta di procedere ad una “modifica della legge regionale 6/2000, per arrivare ad una governance non più a guida monocratica ma un consiglio di amministrazione o comitato di indirizzo rappresentativo delle principali componenti dell’economia toscana”.

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