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La candidatura impossibile

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La candidatura impossibile

Se c’è una persona che in molti aspetti del suo pensare politico è lontano dal mio, questa è Beppe Caroti. Che comunque è e resta un uomo fuori dagli schemi. Un anticonformista a tutto tondo. Troppo per i politicanti nostrani !

 

 

Si presenta spesso con l’inconfondibile papillon e non dà mai il suo numero di cellulare. Non per snobberia, ma perchè è l’unica persona che conosco, che rifiuta e ha sempre rifiuto di possedere un telefonino. Non che queste siano caratteristiche degne di rilievo, ma utili a comprendere l’uomo.

La sua posizione, a sinistra direi quasi estrema, lo rende antitetico ideologicamente al mio pensiero politico di liberale. Eppure ci sono degli aspetti di questo uomo, che lo rendono unico. Ciò che mi ha sempre impressionato, è la profonda onestà intellettuale e la capacità di riconoscere i limiti ideologici, di qualunque categoria politica, anche la sua: questa è la caratteristica prima che me lo ha fatto apprezzare.

Quando eravamo in strada a raccogliere le firme (così come dovrebbe accadere in uno stato di diritto) per le elezioni regionali, ci assicurò la sua presenza da autenticatore. “Voi non avete consiglieri di riferimento – ci disse – è giusto che se ne faccia carico gratuitamente il presidente del consiglio comunale”. E fu un sacrificio non da poco: al freddo pungente e al vento sferzante, sempre seduto al banchino accanto a noi, che eravamo una formazione politica del tutto estranea al suo pensiero. La riconoscenza, intima quanto si vuole, almeno da parte mia non è mai mancata.

Beppe Caroti è un uomo fuori dagli schemi. E’ difficile sottometterlo ad una linea politica preconfezionata, agli ordini di scuderia, ad una forma di pensiero che non sia quella che anche lui condivide con coscienza e convinzione.  E’ molto difficile mettergli le briglie, se non è lui stesso che se le mette. Non è un uomo di partito, non ha bisogno dei trenta denari che servono spesso ai politici per arrivare alla fine del mese.  E’ un bravo avvocato, figlio di bravo avvocato. E questo lo rende autonomo nel pensiero e nella vita.

Ma questa stessa autonomia lo fa diventare impresentabile per una candidatura alla presidenza di Nuove Acque. Nessun partito accetterebbe mai la libertà di pensiero di Beppe Caroti.  Men che meno la sua autonomia economica, che lo rendono indipendente da qualunque tipo di pressione politica.  I partiti hanno bisogno di persone fidate, da tenere a guinzaglio corto. In quell’eterno scambio di favori e di poltrone che permette ai dirigenti la naturale sopravvivenza, senza fare e senza saper fare sostanzialmente nulla.  E solo questo infatti è richiesto: non fare nulla. Meglio se si garantisce anche di non saper fare assolutamente nulla.

E questo Beppe non può proprio garantirlo. Un passato da giuslavorista, una consiliatura passata a gestire il consiglio comunale, un paladino della legalità come unica fede, lo rendono uomo impresentabile, soprattutto in una società mista italo/francese, con patti parasociali stranamente bislacchi, che non ha certo fatto della trasparenza la sua bandiera.   Anche se strategicamente lontano dal pensiero liberale che soggiace alla necessità di liberalizzare il mercato dei servizi, Beppe incarna la fame di legalità e di trasparenza che ormai domina il pensiero politico della nazione…  Quale potrà mai essere la risposta dei manovratori di professione? Vade retro satana!

Pur sostenendo l’idea proposta dal sindaco, è bene non farci illusione alcuna, perché la rottamazione, che per essere efficace dovrebbe partire dai livelli più bassi della politica, è ancora un sogno lontano… lontano…  

 

 

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